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martedì 31 gennaio 2017

31 gennaio - dal blog tarantocontro: Taranto - dalle lavoratrici della Toscana un incitamento alla lotta per tutte le lavoratrici pulizie scuole statali che lottano dal nord al sud per il diritto al lavoro



in alcune regioni la lotta è già cominciata a Viareggio, Pisa a Napoli, Foggia, Lecce.
Il 27 gennaio il sit in sotto la sede della Dussmann a Modugno con numerosi lavoratori
dei Cobas e Slai Cobas e FSI di Taranto, Brindisi, Foggia si è trasformato in uno scontro con la polizia
La Dussmann si è resa irreperibile e i lavoratori volevano risposte.
A livello regionale abbiamo ripreso a lottare la scorsa settimana da oggi riprendiamo l’informazione e la lotta per organizzare una manifestazione a Taranto
   
I lavoratori e le lavoratrici pulizie scuole statali sono in una situazione di attacco ai loro sacrosanti diritti; un salario pieno e garantito che questo mese la Dussmann non ha corrisposto ai lavoratori. Le lavoratrici che sono la maggioranza sole e con figli a carico pagano doppiamente, sfruttate, costrette ad ammazzarsi di lavoro tra casa e lavoro a causa di carichi di lavoro raddoppiati per gli interessi della Dussmann.
I lavoratori non devono abbassare la testa e non devono avere paura di lottare per il loro diritto al lavoro e a un giusto salario e un trattamento dignitoso.
Lottare per i propri diritti è un dovere e un diritto di tutti  
Noi operaie, lavoratrici siamo quelle che subiamo non una ma tutte le catene.
Ma siamo anche quelle che quando ci ribelliamo esprimiamo una forza poderosa e siamo in prima fila nella lotta – come è successo nella rivolta del 2007– perchè lottiamo non solo per il lavoro, il salario, ma per tutta la nostra vita e per il futuro dei nostri figli.  
Organizziamoci. 
 
lavoratrici Dussmann Taranto
30 gennaio 2016
info Fiorella Masci RSA Slai Cobas sc
3339199075

31 gennaio - Oggi a Lucca Contro l'impunità delle Stragi di Stato


31 gennaio - Nuovo incidente mortale in Lombardia, che conferma questa regione ai primi posti



Schiacciato dal carrello in ditta: operaio 55enne muore sul lavoro
L’uomo stava utilizzando un particolare portapiastre, impiegato per il trasporto di materiale da verniciare verso un’altra macchina. I colleghi hanno dato l’allarme, ma le sue condizioni erano troppo gravi
di Giovanna Maria Fagnani e Francesco Sanfilippo 


Tragedia sul lavoro a Magenta. Un operaio di 55 anni di Corbetta, Paolo Acri, è morto lunedì sera in un incidente avvenuto all’interno dell’azienda in cui lavorava, la «Guala Closures Group». È successo attorno alle 22.20. L’operaio stava utilizzando un particolare carrello portapiastre, impiegato per il trasporto di materiale da verniciare verso un’altra macchina. Per cause ancora al vaglio dei carabinieri e della Ast, l’operaio è rimasto schiacciato tra il pesante carrello e la macchina cui le piastre erano destinate. I colleghi, che hanno cercato di soccorrerlo immediatamente, hanno dato l’allarme e sul posto sono accorse un’ambulanza della Croce Bianca di Magenta e l’automedica, nonché i vigili del fuoco. Le sue condizioni erano però troppo gravi e l’uomo, poco dopo, è spirato. I carabinieri di Abbiategrasso e l’Ats della Città Metropolitana (ex Asl) hanno avviato un’indagine. Lo stabilimento della «Guala Closures», che si trova in strada Cascina Peralza 26, è stato inaugurato quattro anni fa e impiega circa 60 operai. L’azienda lavora l’alluminio per produrre tappi e altre chiusure per bevande e farmaci.
31 gennaio 2017 | 09:57
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Infortuni sul lavoro, 86 morti nel 2016 in Lombardia
Il totale degli infortuni denunciati nel 2016 è di 116.049, con un calo pressoché impercettibile dello 0,01% rispetto all’anno precedente (116.068 le denunce)
Ultimo aggiornamento: 30 gennaio 2017

30 gennaio - SICUREZZA SUL LAVORO: KNOW YOUR RIGHTS! “LETTERE DAL FRONTE” DEL 30/01/17, la contro/informazione di M. Spezia



INDICE

Carlo Soricelli carlo.soricelli@gmail.com
LA CALMA PRIMA DELLA STRAGE

IL FALLIMENTO DEL JOBS ACT

30 gennaio - Già 57 lavoratori uccisi sull'altare del profitto. E quando sono immigrati vengono pure occultati



MORTI SUL LAVORO NEL 2017
Al 30 gennaio
57 MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO
Nelle province di Roma (2 morti), Milano, Siracusa, Genova, Vicenza, Sondrio. Lodi, Treviso, Venezia (2 morti), Trapani, Brindisi, Napoli (2), A1(2), Perugia, Potenza, Rovigo (2) Oristano. Cuneo, Trieste, Bergamo, Biella, Pescara (6), Pisa 1, L’Aquila (5), Pescara (12), Verona (2), Torino, Grosseto, Cosenza, Pesaro-Urbino. Salerno, Benevento, Napoli, Piacenza
Tra i dispersi risultano ancora diversi lavoratori dipendenti dell’Hotel Rigopiano, che si trova nella provincia di Pescara. Sei sono già stati aggiunti a questa triste conta
venerdì 27 gennaio 2017
Il 16 gennaio a Mira di Venezia avevamo appreso della morte di Andrea Delan, un albanese di 40 anni che lavorava in un'azienda di stoccaggio materiale. La morte per una caduta da tre metri di altezza. Così l'azienda aveva dichiarato l'infortunio. Ma per il PM la morte non era chiara e stava indagando.

lunedì 30 gennaio 2017

30 gennaio - la stampa sulla lotta dei precari Coop Sociali e dei genitori degli studenti a Palermo



Giornale di Sicilia 30 gennaio 2017


Alla notizia che il Sindaco Orlando non si sarebbe presentato all'incontro prestabilito per oggi alle 15,30 per dare una svolta al servizio di assistenza igienico personale agli studenti disabili, alcune famiglie di ragazzi disabili venuti apposta anche dai paesi vicini insieme ai lavoratori hanno cominciato a gridare vergogna e bloccato la strada antistante il palazzo della ex provincia, con una richiesta pressante di chiamare il sindaco e provando ad entrare dentro il palazzo. La polizia antisommossa presente, spalleggiata da alcuni uscieri del palazzo, ha spintonato fortemente per impedire l'ingresso a lavoratori e genitori. Ne è nato un generale parapiglia durante il quale comunque alcune lavoratrici e lavoratori sono riusciti ad entrare nell'atrio. La Dottoressa Mirto, responsabile della ex Provincia, per "calmare gli animi" ha dato la disponibilità per un incontro immediato con una delegazione...

LA LOTTA CONTINUA!

30 gennaio - MIGRANTI TARANTO: LA CITTA' DEVE SAPERE



 comunicato stampa 
Da sabato è partita ad opera dei migranti autorganizzati dallo Slai Cobas delle strutture Bel Sit e Paolo Sesto una campagna di informazione verso la città con volantinaggi in diversi punti della città.
Una campagna di una settimana in vista del nuovo presidio manifestazione previsto per il 7 febbraio alle 9 alla prefettura, nel quadro anche di una giornata nazionale sugli stessi temi  e altri ancora che si svolge dal 6 febbraio in tutta Italia 
La città deve sapere
 Nella nostra città dagli ultimi anni vivono e sono parcheggiati centinaia di migranti provenienti dai paesi delle guerre e della fame che i paesi capitalisti occidentali, compreso l'Italia hanno provocato e che continuano a provocare. Migranti che arrivano con viaggi che spesso si traducono in morte nel mare. Chiedono un diritto di asilo che alla maggior parte di essi spetta per legge, ma che per tanti è una lunga attesa e una procedura infinita che non si risolve mai, mentre è sempre presente il ricatto dell'espulsione.
Sono ormai diverse settimane che i migranti del Bel Sit e altri centri a Talsano Paolo VI.. ..organizzati dallo Slai Cobas e con lotte pacifiche sollecitano una soluzione immediata di problemi vitali, quali le indecenti condizioni che vivono nei centri (al freddo, senza acqua, senza assistenza sanitaria (un migrante del campo sofia giorni fa solo dopo la visita del sindaco è potuta andare in ospedale), con cibo carente e scadente, in una condizione di sovraffollamento, senza assistenza legale in attesa da mesi e mesi di documenti, di essere sentiti dalla Commissione per il diritto d'asilo, ecc. ecc.); ritardo nel pagamento del pocket money – che sono 2 euro e 50 al giorno e non come dicono per fomentare il razzismo 40 euro! - ma noi e i migranti denunciamo anche le speculazioni di alcune associazioni che ricevono soldi ma non li usano per dare un'accoglienza dignitosa come previsto dalla legge. Le istituzioni – questura e prefettura -invece di impegnarsi a controllare che queste associazioni facciano quello per cui ricevono soldi, colpiscono con provvedimenti di sospensione dell'accoglienza nelle strutture, alcuni migranti colpevoli di lottare per i loro diritti, cosa che ogni persona che si trovasse nelle loro condizioni sarebbe costretto a fare.
Bisogna che i cittadini sappiano la verità delle cose e comprendano che l'accoglienza dei rifugiati e richiedenti asilo è giusta e necessaria e che la lotta dei migranti deve avere la solidarietà di tutti – come più volte lo stesso Papa Bergoglio sollecita. Non è vero che i fondi pubblici vengono usati per i migranti e non per il lavoro e i disoccupati. Si usano i soldi per armi, le guerre, che provocano l'immigrazione; si sprecano i soldi per la corruzione e il malaffare e si fanno leggi che riducono le possibilità di lavoro, reddito, case e peggiorano la salute, l'ambiente, i servizi sociali per tutti. 
i migranti in lotta
Slai Cobas Taranto 
info slaicobasta@gmail.com via Rintone 22 Taranto
347-5301704
http:// tarantocontro.blogspot.com
28-1-2016 
il volantino diffuso in città