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lunedì 31 ottobre 2016

30 ottobre - Verso il 25 Novembre a Roma...manifestazione delle lavoratrici, precarie, disoccupate, proletarie - NON CI AVERE FERMATO E NON CI FERMERETE! CONTRO LA VIOLENZA DEL GOVERNO, DEI PADRONI, DI QUESTO STATO SCATENIAMO LA NOSTRA RIBELLIONE



Il 25 novembre 2016, in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, delegazioni di lavoratrici, precarie, disoccupate... , manifesteranno a Roma contro la violenza che dai posti di lavoro, alla famiglia, al sociale si vive quotidianamente. 
 Le O.S. Slai Cobas per il sindacato di classe e l'Usi sostengono attivamente questa giornata di lotta delle lavoratrici con la proclamazione per l'intera giornata dello sciopero generale che investe tutti i settori lavorativi, pubbliici, privati, cooperativi.
 Dalle precarie delle Cooperative Sociali, assistenti agli studenti disabili, che lottano a Palermo da anni contrastando in diverse forme precarietà e disoccupazione è partito un appello che sta raccogliendo adesioni  e sostegno di altre delegazioni di lavoratrici di altre città.  E' importante che nella giornata del 25 novembre sia visibile la lotta delle lavoratrici, delle precarie, delle disoccupate, immigrate, braccianti, ecc., che quasi sempre restano sotto silenzio o al massimo vengono fuori solo in casi estremi, vedi la morte di alcune donne braccianti uccise dal troppo lavoro nelle campagne da moderno schiavismo, contro l’insieme delle violenze che noi donne subiamo da questo sistema.
Riprendendo quanto hanno affermato le compagne del Movimento FemminIsta Proletario Rivoluzionario, che il 25 Novembre saranno in piazza al fianco delle lavoratrici, all'assemblea nazionale dell'8 ottobre a Roma in vista della manifestazione nazionale del 26 novembre contro la violenza "...la manifestazione del 25 non è in alternativa a quella nazionale del 26"... Le rivendicazioni delle donne non sono mai slegate e hanno un ben noto filo conduttore che passa dallo sfruttamento e dal non riconoscimento del lavoro delle donne fino ad arrivare alla violenza in tutte le sue forme, per questo è importante esserci e unire le forze anche guardando a quello che sta succedendo negli ultimi giorni in Polonia.per esempio. La nostra manifestazione avrà al centro questioni più generali rispetto alla violenza maschile sulle donne: le tematiche legate allo sfruttamento lavorativo, alla precarietà, alle disparità salariali, in un’ottica di denuncia nei confronti delle istituzioni e di rifiuto di un dialogo con uno Stato che puntualmente permette e perpetua condizioni di sfruttamento e di oppressione che inevitabilmente creano l'humus reazionario e maschilista che legittima la livello di massa a violenza sulle donne.
Per questo riteniamo importante portare queste posizioni con una delelgazione di lavoratrici anche nella manifestazione del 26 e porremo anche una questione importante successa pochi giorni fa a una nostra compagna dell’Aquila, denunciata per diffamazione e offesa da varie azioni repressive, per avere scritto una lettera che invitava a cancellare la partecipazione durante un incontro pubblico, dell’avvocato difensore di Francesco Tuccia, il militare in servizio all’Aquila che nel febbraio 2015 stuprò e abbandonò fuori da una discoteca di Pizzoli una giovane studentessa universitaria. Ci chiediamo, è questo lo Stato che sostiene le donne? " (dall'intervista di una compagna del Mfpr al Paese delle donne)

Per tutto questo invitiamo tutte a venire anche il 25 Novembre in piazza...
CONCENTRAMENTO ORE 9,30 PIAZZA MONTECITORIO ROMA

29 ottobre - Dallo Slai Cobas sc di TA: L'HOTSPOT DI TARANTO SEMPRE PIU' LUOGO DI DEPORTAZIONE E DI VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI - DEVE ESSERE CHIUSO!



Avevamo già denunciato mesi fa la deportazione da Ventimiglia e da Como di tanti migranti all'hotpost di Taranto, con il chiaro scopo di ricacciarli dai paesi da dove provengono e dove subiscono violenze, fame e guerre, per cui i principali responsabili sono i nostri stessi paesi imperialisti; avevamo denunciato che questa deportazione in alcuni casi serviva solo a rimandare al nord i migranti, ma per rinchiuderli nei Cie - su uno di questi casi esemplari vi è stata la denuncia/ricorso contro il Questore e il Prefetto di Taranto da parte dell'Avv. Vitale di Torino,

ORA SI DEPORTANO ALL'HOTSPOT DI TARANTO ANCHE I MIGRANTI IN REGOLA COL PERMESSO DI SOGGIORNO, CON LA PROTEZIONE INTERNAZIONALE ATTIVATA, E CHE PER QUESTO LAVORANO ANCHE REGOLARMENTE.


Questo è accaduto il 21 ottobre in cui cento migranti sono stati improvvisamente e senza fornire loro alcuna motivazione, presi e obbligati a salire su un treno e ad essere deportati da Milano a Taranto.
Associazioni di Taranto, dall'ass. Babele, a Welcome Taranto, a associazione Obama, a campagna LasciateCIEntrare, lo hanno subito denunciato, a cui ha risposto, guarda caso, un assordante e complice silenzio stampa dei giornali locali. Oggi questa denuncia è stata ripresa con un'interrogazione parlamentare urgente dalla deputata tarantina di Sel, Donatella Duranti - insieme al gruppo di Sinistra Italiana - che tra l'altro denuncia che "fra di loro (vi è) addirittura un migrante in piena condizione di “vulnerabilità”, con regolare permesso di soggiorno, deportato da Milano all’Hotspot jonico e da questo allontanato ed abbandonato per strada.
L'Hotspot di Taranto è sempre più, quindi, un luogo di deportazione e di violazione aperta dei diritti umani.

29 ottobre - E' ORA CHE LA SMETTIATE COL VOSTRO OPPORTUNISMO


28 Oct 2016
Come RSU FIOM, non condividiamo per niente la disponibilità espressa in Comune e sulla stampa dai Segretari Provinciali di FIOM, FIM e UILM alla firma anche quest’anno di Contratti di Solidarietà alla Piaggio. 
Come e` stato ampiamente discusso in fabbrica fin da prima dell’estate, e come è confermato dalla reiterata insistenza della Piaggio, la richiesta di applicazione della Solidarietà risponde a precisi interessi dell’azienda, che in questo modo risparmia sui contributi e introduce a suo arbitrio flessibilità negli orari, discriminazioni sulla presenza in fabbrica e aumento dei ritmi di lavoro. Nelle assemblee di Luglio, i lavoratori hanno espresso una posizione chiara e formale sulla Solidarietà. A larghissima maggioranza, hanno deciso che la trattativa con la Piaggio sulla Solidarietà può iniziare solo in cambio di un limite all’uso delle produzioni importate importati, il pagamento del premio di produzione non corrisposto da quattro anni e la stabilizzazione dei part-time verticali. Ignorando il voto dei lavoratori, RSU e organizzazioni sindacali, si porrebbero ancora una volta in una logica di subalternità alle richieste dell’azienda, toglierebbero di mezzo un’occasione per far valere le rivendicazioni dei lavoratori e avallerebbero un’operazione di finanziamento della Piaggio da parte dell’INPS, cioè con i soldi dei lavoratori, impropria e ingiustificata.
Al contrario, si tratterebbe finalmente di contrastare i piani della Piaggio, che da vent’anni, grazie ad accordi sindacali compiacenti e l’uso dei soldi dell’INPS, stagionalizza la produzione, incrementa le lavorazioni fatte all’estero, aumenta i ritmi di lavoro, riduce l’occupazione, allo scopo di diminuire al massimo i costi e far salire i guadagni degli azionisti. Noi, come RSU FIOM, continueremo a batterci con I lavoratori per far valere il loro diritto a decidere e a trattare su Solidarietà e condizioni lavorative secondo I propri interessi.
RSU FIOM


28 ottobre - Almaviva, nuova fumata nera: nelle assemblee i lavoratori hanno detto NO alle condizioni di Exprivia



L'azienda che gestirà il call center Enel a partire dal primo gennaio si è detta disposta ad assorbire i 300 centralinisti palermitani, ma con contratti a tutele crescenti. I sindacati hanno respinto tutte le proposte. Se ne riparlerà tra due settimane


27 ottobre 2016
Almaviva, nuova fumata nera: no dei sindacati ai contratti di Exprivia
I sindacati respingono tutte le proposte, e su trecento dipendenti palermitani del call center Almaviva torna a incombere il rischio trasferimenti. Il governo sta facendo pressione su
Exprivia, l'azienda di Molfetta nuova vincitrice dell'appalto Enel, per salvaguardare il futuro dei centralinisti che finora hanno gestito l'assistenza clienti dell'operatore elettrico. Allo stesso tempo, l'esecutivo corre ai ripari, destinando altri trenta milioni di euro agli ammortizzatori sociali e promettendo una riorganizzazione complessiva del settore.
Il call center pugliese intende mantenere invariato l'orario di lavoro degli addetti, assumendoli con un contratto a tutele crescenti, quello previsto dal Jobs Act, senza riconoscere le tutele previste dall'articolo 18, gli scatti di anzianità e i livelli contrattuali raggiunti da ciascuno. Già la scorsa settimana, quando si era decisa la sospensione dei trasferimenti a Rende, in Calabria, le organizzazioni sindacali avevano respinto il piano, seguendo le direttive dei lavoratori interessati.

27 ottobre - Dalla Puglia, Vertenza Cementir: lo Slai Cobas incontra il responsabile task force aree di crisi della Regione



Si è tenuto oggi un incontro tra lo Slai Cobas per il sindacato di classe rappresentato da
RSA Cementir e Slai Cobas provinciale e il responsabile della task force regionale per le aree di crisi, Leo Caroli, in merito alla vertenza Cementir, che ha dichiarato 107 esuberi  di cui 47 nel sito di Taranto.
L'incontro si è tenuto poche ore dopo l'annuncio della convocazione al MISE dei sindacati confederali di categoria edili e il gruppo Cementir per il 27 ottobre alle 11, per discutere della situazione nel Gruppo,
La  discussione è servita per far conoscere bene  al responsabile della task force ribadire la posizione dei lavoratori dello slai cobas Cementir - nato in opposizione proprio allo sciagurato accordo tra azienda e confederali del 2013, che diede via libera alla CIGS a fronte di un fumoso impegno del Gruppo a una ristrutturazione ("rewamping"), che non è mai stato mantenuto. Quell'accordo, come a denti stretti ammette oggi perfino qualcuno che lo ha appoggiato, è servito da copertura e apripista ai piani aziendali di liquidazione di fatto dello stabilimento.

giovedì 27 ottobre 2016

27 ottobre - Eternit Bis: oggi udienza preliminare



Eternit Bis: si torna in aula per 258 morti d’amianto
L’imputato svizzero Schmidheiny accusato di omicidio volontario


27/10/2016
silvana mossano
Tra i banchi dell’aula 1, nel palazzo di giustizia di Torino, dove per anni sono state esposte le bandiere tricolore Eternit Giustizia, da oggi si ricomincia a parlare di morti di amianto. Riprende stamane (e si prosegue domani) l’udienza preliminare che il gup Federica Bompieri aveva interrotto un anno fa rivolgendo alla Corte Costituzionale chiarimenti in merito all’eccezione sollevata dai difensori dell’imputato di omicidio volontario: eccepirono il principio giuridico del «ne bis in idem», sostenendo che l’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny, ultimo patron in vita di Eternit italiana, non può essere giudicato per fatti che lo hanno già visto sotto accusa.  Il riferimento è al maxiprocesso in cui, però, era contestato il reato di disastro doloso (con condanne in primo grado e in Appello, poi spazzate dalla prescrizione pronunciata dalla Cassazione). Nell’Eternit bis, invece, il reato contestato è l’omicidio doloso di 258 persone uccise dal mal d’amianto. La Corte Costituzionale ha dato il via libera per procedere, ma non è detto che la difesa di Schmidheiny si presenti con altre tesi interpretative finalizzate a smontare l’accusa incardinata dalla procura. Altre date d’udienza: 4, 17 e 18 novembre