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giovedì 30 luglio 2015

30 luglio - La Contro/Informazione su Salute e Sicurezza sul Lavoro



SICUREZZA SUL LAVORO: KNOW YOUR RIGHTS! “LETTERE DAL FRONTE” DEL 30/07/15

Invio a seguire e/o in allegato le “Lettere dal fronte”, cioè una raccolta di mail o messaggi in rete che, tra i tanti che ricevo, hanno come tema comune la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e dei cittadini e la tutela del diritto e della dignità del lavoro.
Il mio vuole essere un contributo a diffondere commenti, iniziative, appelli relativamente ai temi del diritto a un lavoro dignitoso, sicuro e salubre.
Invito tutti i compagni e gli amici della mia mailing list che riceveranno queste notizie a diffonderle in tutti i modi.

Marco Spezia
ingegnere e tecnico della salute e della sicurezza sul lavoro
Medicina Democratica
Progetto “Sicurezza sul lavoro: Know Your Rights!”

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INDICE

Franco Mugliari fmuglia@tin.it
ACRONIMI PER LA SICUREZZA TRA IL SERIO E IL FACETO

Slai Cobas per il Sindacato di Classe slaicobasta@gmail.com
ILVA TARANTO TUTTI RINVIATI A GIUDIZIO E COMINCIANO LE CONDANNE
 
Rete Nazionale Sicurezza bastamortesullavoro@gmail.com
PROCESSO ILVA: PRIMI COMMENTI DELL’AVVOCATO BONETTO

Dante De Angelis dadante@tiscali.it
METRO ROMA, MACCHINISTI E PORTE ROTTE: LINCIATI O LICENZIATI

COMUNICATO STAMPA SUL CONSIGLIO REGIONALE RIUNITASI A POTENZA IL 21 LUGLIO 2015

Vittorio Agnoletto vagnoletto@primapersone.org
QUALCHE STIMOLO ALLA RIFLESSIONE SU EXPO

MOHAMED E’ MORTO PER I NOSTRI POMODORI - LA NUOVA DICHIARAZIONE UNIVERSALE

Associazione Un Mondo che Vorrei info@ilmondochevorreiviareggio.it
STRAGE DI VIAREGGIO: “NON PERVENUTA” NELLE AGENDE DELLE ISTITUZIONI

Franco Coppoli francoppoli@yahoo.it
COMUNICATO STAMPA SU SENTENZA CONTRO LICENZIAMENTO LAVORATORE COOP CENTROITALIA

Carlo Marzio carlomarzio@libero.it
PER SCHMIDHEINY DUE GIUDIZI CON LA STESSA ACCUSA

Carlo Soricelli soricarlo49@gmail.com
LA POLITICA DELL’INDIFFERENZA E DELLA COMPLICITA’ SULLE MORTI PER INFORTUNI SUL LAVORO


Assemblea 29 Giugno assemblea29giugno@gmail.com
LA SICUREZZA IN FERROVIA GRIDA: ALLARME!

Gruppo Operaio Marcegaglia goam@hotmail.it
COMUNICATO DEI 7 DI MARCEGAGLIA: SOSTENETE CASSA DI RESISTENZA

A VIAREGGIO DAL 1 AL 4 AGOSTO 2015: 4 GIORNI DELLA MEMORIA

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30 luglio - Taranto: l'Associazione Salam rifiuta ai migranti la possibilità di avere la Carta d'Identità



Nell’incontro tenutosi questa mattina in Prefettura in presenza di una delegazione di migranti del Bel Sit con lo Slai Cobas e la responsabile dell’Ass. Salam, quest’ultima ha comunicato che non avvierà la procedura affinchè i migranti, come tutti gli altri che sono sul territorio di Taranto da più di 3 mesi, ottengano il certificato di residenza e la Carta d’Identità.
Si tratta di una presa di posizione assurda che di fatto non ha altro scopo che mettere i bastoni tra le ruote a 138 migranti residenti al Bel Sit.  
Su questo diritto dei migranti, il Comune – Ufficio stranieri dice che spetta ai migranti il documento d’identità e che potrebbe rilasciarlo subito, se chiaramente l’associazione garantisce che i migranti stanno presso il Bel Sit; tutte le altre Associazione nella stessa situazione della Salam hanno già fatto ottenere i documenti ai migranti nei loro centri; la viceprefetto Trematerra ha inviato alla Salam una lettera con cui scrive che per la Prefettura nulla osta al rilascio della documentazione richiesta dai migranti del Bel Sit..
MA LA RESPONSABILE DELLA SALAM, SIMONA FERNANDEZ, HA CONTINUATO ANCHE QUESTA MATTINA A DIRE NO!!  
I migranti hanno pari diritti e devono avere pari condizioni indipendentemente dall’associazione che gestisce il centro! Altrimenti ci troveremmo di fronte ad una oggettiva discriminazione dei migranti del Bel Sit dagli altri. 
Su questo le Istituzioni, in primis la Prefettura deve prendere atto e adottare provvedimenti
La lotta, quindi, continuerà più di prima!

SLAI COBAS per il sindacato di classe


30 luglio - Sciopero, il governo insiste che intende abolirlo



Delrio "nomina" Sacconi e Ichino come plenipotenziari in Parlamento!

Governo sempre più determinato a rivedere dalle fondamenta il diritto di sciopero. Così determinato che tutto quello che accade nella pubblica amministrazione, fino agli enti locali, viene strumentalizzato come un argomento a favore di una stretta ulteriore. E così il neoministro delle Infrastrutture Graziano Delrio passa il suo tempo a “monitorare” le proteste al sito archeologico di Pompei, piuttosto che all’Atac. Il quadro che ne trae così come quello del presidente del Consiglio Renzi, è impietoso, per lui. "Una cosa e' chiedere un contratto collettivo che non venga rinnovato ogni dieci anni senza dover aspettare la Corte costituzionale, un'altra e' timbrare il cartellino e poi non lavorare come il contratto impone. Chi non rispetta le regole non sta protestando ma sta facendo un atto di sabotaggio, di spregio verso il bene pubblico. Con loro si deve essere molto duri, nessuna timidezza". Insomma, non pago di aver praticamente annullato gli scioperi a Milano con la scusa dell’Expo ora si scaglia contro tutto, il resto degli altri settori, e tutti, i lavoratori: per proclamare una astensione dal lavoro, laddove sarà ancora possibile considerato che tutto verrà “spammato” attraverso la definizione di “servizio pubblico essenziale” ci vorrà il referendum. Non ha fretta l’ex braccio destro di Renzi. Aspetta la legge. E nomina come suoi plenipotenziari, pensate un po’, due “paladini” della difesa dei diritti dei lavoratori Ichino e Sacconi. In un intervista comparsa oggi sul Corriere della Sera sfoga tutto il suo odio di classe contro i lavoratori e mostra i denti a chi intende portare avanti le sue rivendicazioni attraverso una qualche forma di mobilitazione. Ma ancora non basta, a quanto pare. Una causalità la contemporanea espulsione dalla Cisl del delegato a capo della rivolta a Pompei? Roma e a Pompei che c'azzeccano? "Possono sembrare molto diversi fra loro. Ma hanno anche qualcosa che le mette sullo stesso piano, sono beni comuni, appartengono alla collettivita'. E quindi credo sia giusto far rientrare la fruizione dei beni culturali tra i servizi pubblici essenziali". In questa prospettiva il cosiddetto “sciopero selvaggio” (che non lo è nei fatti) diventa inammissibile, anche se Delrio non ritiene opportuno un intervento diretto del governo su questa delicata materia: "Lo sciopero e' un diritto tutelato dalla Costituzione e quindi credo sia meglio evitare un intervento diretto del governo. In Parlamento ci sono gia' diverse proposte di legge, come quella dei senatori Maurizio Sacconi e Pietro Ichino, ad esempio, e c'e' anche una proposta di iniziativa popolare". Proposte in cui si ammette lo sciopero solo se proclamato dal 50% piu' uno dei lavoratori e per Delrio si deve partire da qui, come anche "sono convinto- dice- che il referendum preventivo fra i lavoratori sia una buona idea"

29 luglio - SANITA’: IL DDL ENTI LOCALI E’ UN CRIMINE CONTRO L’UMANITA’.



Così come per il ddl “buona scuola” anziché per il Jobs Act, per la Sanità il governo Renzi agisce come moderno fascista e impone la dittatura del profitto (continuando coi colpi di maglio alla demolizione della Costituzione) a discapito dei Diritti: alla cura, in primis, per i proletari-migranti e le classi meno abbienti; alla prevenzione; alla ricerca.
Come al solito si usano termini quali “razionalizzazione della spesa” o “mala gestione” o ancora “taglio esami diagnostici non necessari” o “13 miliardi di euro risparmiati con meno esami diagnostici e minori visite specialistiche”. Un corollario di paroloni per giustificare un vero e proprio piano criminale.
Partiamo dalla citazione dell’art. 32 della Costituzione: “La Repubblica tutela come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.”
Seguendo questo dettato universalistico, dal 1980 fu istituito il Servizio Sanitario Nazionale, frutto, principalmente, della grande stagione di lotte dei lavoratori della Sanità, e che è stato riconosciuto come modello di Civiltà a livello internazionale. SSN che di fatto istituiva una sorta di “stato sociale”, applicando i principi di uguaglianza e pari diritti.
Ma passata la stagione delle lotte e protagonismo dei lavoratori della Sanità, lo Stato ha iniziato a demolire il SSN, trasormando le USL (Unità Sanitarie Locali) in ASL (Aziende Sanitarie Locali), attraverso la Legge 502/92. Quindi lo Stato si erge a imprenditore e, di fatto, le Asl hanno iniziato a guardare più ai bilanci che al “servizio” da erogare. E’ questa trasformazione che ha costituito i grossi buchi nei bilanci della Sanità Pubblica. Bilanci taroccati per continuare a ricevere i finanziamenti (chiaramente da parte delle varie Direzioni, espressione del malaffare, della corruzione, delle ruberie) e che ha visto in prima fila le cosiddette Regioni “virtuose” (Lombardia, Toscana, Emilia, Piemonte, Veneto su tutte); Ospedali al collasso, con continue chiusure, a partire dei Servizi sul Territorio, dando il via alla stagione del “nomadismo della cura” (tradotto: i viaggi della speranza,principalmente dal Sud, a cui sono stati costretti migliaia di lavoratori, indigenti, ridotti in malora dall’aumento delle spese). Ma è con la “spending review”  che si è avanzato verso la barbarie: blocco del turn over (di fatto un taglio di posti di lavoro “camuffato”); tagli dei posti letto; taglio delle prestazioni e riduzione dei giorni di degenza (non si guarda ai fini della cura, ma dei costi: più giorni rimani ricoverato, meno guadagnano le Amministrazioni). Volendogli dare un nome non possiamo non usare “negazione dei diritti umani”.

Basta questo per poter affermare che col termine “esami diagnostici non necessari”, il governo si erge a giudice unico allo stesso diritto alla stessa Vita.  Ma il governo fa di più: da un lato intimidisce i Medici di Base con la prospettiva di decurtazione dello stipendio, nel “caso” di prescrizioni “improprie”; infatti nel DDL si specifica: “Il medico, quando fa la ricetta, dovrà riportare l’indicazione della condizione di erogabilità. Le visite e i trattamenti che esulano da questi paletti saranno a totale carico dell’assistito”; e allo stesso tempo si impone a chi deve curarsi, il ricorso alle prestazioni privatistiche e a pagamento. Così i vari ras della sanità privata continueranno a fare enormi profitti sulla pelle della collettività. Alla faccia della, loro, stessa Democrazia. Allo stesso tempo quando il governo parla di “risparmi da reinvestire”, se non fosse tragico, potremmo parlare di ennesima bufala. Sono decenni che non un soldo viene “riutilizzato” nella prevenzione, nella ricerca, nella ristrutturazione, nuove assunzioni. Mentre la cronaca quotidiana, da Milano a Palermo, da Bolzano a Lampedusa, ci mostra il marcio di questo sistema. Va ricordato un’altro  aspetto che non hanno trovato spazio, sia nella cosiddetta opposizione sia nei mass media: la salute e sicurezza dei lavoratori della sanità e le cure per i malati di patologie derivate all’esposizione di sostanze cancerogene, quali amianto. Di fatto nelle varie Aziende ospedaliere sono state ridotti, in alcuni casi cancellati, i controlli sullo stato di salute dei lavoratori (conferma del fatto la vita dei lavoratori non conta un cazzo, tranne che per i profitti che produce per i padroni) e già si è costretti a pagarseli di tasca propria. A fronte del fatto che con le varie riforme pensionistiche, infermieri e personale di supporto (che fanno un lavoro altamente usurante), si troveranno a “prestare” il loro servizio fino a 67 anni, magari con una catetere vescicale o una stampella come supporto.
Il governo impone e le regioni applicheranno: tagli-privatizzazione-aumento delle tasse. La Grecia non è lontana.
Su una cosa siamo “d’accordo” con Maroni: “il governo Renzi ha dichiarato guerra”, ma non come dice il razzista Bobo alle “regioni virtuose”, ma una guerra ai lavoratori, ai pensionati, ai migranti, alle donne, alle masse popolari. E a questa guerra è necessario rispondere in maniera adeguata. Come i lavoratori della Scuola è necessario costruire una mobilitazione, scioperi, blocchi, che abbiano il carattere di una rivolta per, non solo, contrastare questo scempio, ma per cacciare questo governo.
Slai Cobas “Istituto Tumori”, Milano per il sindacato di classe

mercoledì 29 luglio 2015

29 luglio - Breve report riunione, autoferrotranvieri, del 27 luglio



Coordinamento Autoferrotranvieri 27 Marzo
BREVE REPORT RIUNIONE 27 LUGLIO 2015 – Roma sede Cobas.
Nella riunione di ieri 27 luglio presenti a Roma Lavoratori del coordinamento Autoferrotranvieri 27 marzo 2015 da Firenze, Genova e Roma. Si è ribadito la natura del coordinamento, ossia un insieme di lavoratori appartenenti a diverse realtà lavorative e sindacali, che si battono contro lo sfruttamento e lo smantellamento del trasporto pubblico. Si è valutato positivamente la iniziativa dei presidi coordinanti del 29-30 Giugno e 2 Luglio 2015 e si è fatto il punto su alcuni processi di privatizzazione del Trasporto Pubblico. I lavoratori presenti hanno ribadito l’obbiettivo unitario della lotta alle speculazioni e allo sfruttamento del costo del lavoro, allo smantellamento dei servizi, cercando soprattutto di combattere le privatizzazioni e di far capire a lavoratori e cittadini che esse sono una risposta sbagliata e strumentale che avvantaggia solo chi vuol tagliare servizi o speculare sugli stessi. 
Per perseguire tale obiettivi si è proposto di:
Provare a rafforzare l’esperienza del coordinamento cercando di farla conoscere ai lavoratori e agli utenti
  1. Cercando di allargare l’esperienza i lavoratori di realtà sindacali di lotta e di territori non ancora coinvolti

29 luglio - Nemmeno la "protezione divina" salva gli operai dal morire di lavoro



Campobasso, crolla la cupola di una chiesa: morto un operaio e altri due feriti
L'incidente è avvenuto a Pietracatella durante i lavori di ristrutturazione dell'edificio
di F. Q. | 28 luglio 2015
Un operaio è morto e altri due sono rimasti feriti nel crollo della cupola della chiesa di Pietracatella (Campobasso) dove sono in corso lavori di ristrutturazione. A crollare è stata la cupola laterale della Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, che sorge di fronte alla chiesa principale del piccolo centro molisano. Sul posto carabinieri, amministratori e cittadini. L’incidente che ha coinvolto tre operai è avvenuto attorno alle 13.20. I lavori rientrano nella ricostruzione post sisma. La ditta edile è di un paese vicino, Gambatesa. Anche gli operai sarebbero della zona del Fortore molisano. Sul posto anche il presidente del Molise, Paolo Di Laura Frattura, il primo a dare notizia dell’incidente durante il Consiglio regionale. Con lui anche il consigliere regionale delegato alla Ricostruzione e Protezione Civile, Salvatore Ciocca. Il presidente del Consiglio regionale del Molise, Vincenzo Niro, ha subito sospeso la riunione che è sta aggiornata al 4 agosto.