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domenica 31 maggio 2015

31 maggio - SI ALLO SCIOPERO DEGLI SCRUTINI



Slai Cobas per il sindacato di classe
Sede legale v. Rintone, 22 Taranto – T/F 0994792086 – 3475301704slaicobasta@gmail.com - C.F. 90177580736

Taranto – 23/05/2015
AL MIUR - Ministero Istruzione Università e Ricerca
Viale Trastevere n. 76/a - 00153 ROMA

Alla Commissione di Garanzia
Piazza del Gesù n. 46 - 00186 Roma

epc Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Coord. Amm.vo
Piazza Colonna n. 370 Palazzo Chigi - 00187 Roma

Al Ministero del lavoro e delle Politiche sociali
via Veneto n. 56 - 00187 Roma

OGGETTO: PROCLAMAZIONE SCIOPERO NAZIONALE  DELLA SCUOLA DELLO SCIOPERO  DEGLI SCRUTINI E DI OGNI ATTIVITÀ SCOLASTICA PER TUTTO IL PERSONALE PER DUE GIORNI CONSECUTIVI, A PARTIRE DAL GIORNO SEGUENTE LA FINE DELLE LEZIONI, DIFFERENZIATA PER REGIONI.

Lo Slai Cobas per il sindacato di classe, sostenendo e condividendo l'appello per la continuazione delle mobilitazioni dei lavoratori della scuola contro il piano della “Buona scuola”, comunica con la presente nota la proclamazione dello SCIOPERO nel comparto scuola.

Lo sciopero si svolgerà a livello nazionale e riguarderà gli scrutini e tutte le attività scolastiche per due giorni consecutivi e sarà differenziato per regione secondo il seguente calendario:i giorni 8 e 9 giugno per Molise ed Emilia Romagna;il 9 e 10  giugno per Lombardia e Lazio; il 10 e 11 giugno per Puglia, Sicilia e Trentino; l’ 11 e il 12 per Liguria, Marche, Sardegna, Toscana, Umbria, Campania e Veneto; il 12 e 13 giugno per Abruzzo, Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Val d’ Aosta; il 17 e 18 giugno per l’ Alto Adige e riguarda tutto il personale scolastico, indipendentemente dal contratto di lavoro in essere.

Le richieste imprescindibili dei lavoratori della scuola sono:
- L'assunzione immediata di tutti i lavoratori precari (Docenti e ATA) della scuola statale
- Il ritiro dei tagli agli organici del personale ATA e il ripristino delle piante organiche tagliate dalla Legge 133 (Riforma Gelmini)
- il rifiuto dell'organico funzionale.
- il reale rifinanziamento della scuola statale
- il ritiro dei finanziamenti alle scuole private.
- la fine del sovraffollamento delle classi
- un piano straordinario per la messa in sicurezza delle scuole
- il ripristino di tutte le ore di lezione e di laboratorio tagliate dalla Legge 133
- No alla chiamata diretta dei Dirigenti scolastici
- permanenza delle graduatorie come forma di reclutamento trasparente.
- percorsi di abilitazione per i futuri insegnanti che prevedano corsi di formazione gratuiti.

Lo Slai Cobas per il sindacato di classe, con la presente, invia la comunicazione alla Commissione di Garanzia ai sensi dell'art. 2 c. 2 della L. 146/90 e successive modificazioni.
Accetta le limitazioni imposte dalle leggi e dai contratti di lavoro.
Si fa presente che ai sensi dell'art. 28 L. 300/70 nessun lavoratore che aderisca allo sciopero deve subire limitazioni o essere oggetto di interventi disciplinari per aver esercitato questo diritto tutelato da leggi e Costituzione.
SLAI COBAS per il sindacato di classe
coord. naz. Calderazzi Margherita


per com. 74121 Taranto via Rintone, 22 – slaicobasta@gmail.com – T/F 0994792086 - 347530170

PS - Alla Commissione di Garanzia si fa presente che questa indizione di sciopero dei lavoratori della scuola  non è in alternativa a proclamazioni fatte da altre OO.SS. nelle stesse date.

31 maggio - Ad Expo la questura, la digos, oltre a decidere chi deve lavorare, impedisce volantinaggio informativo sulle condizioni di lavoro schiavistico



Impedito dalla Polizia un volantinaggio sulle condizioni di lavoro in Expo
da lavoroexpo2015.com 

Oggi gli attivisti del Centro Sociale SOS Fornace, di San Precario e della Rete No Expohanno fatto visita agli ingressi di Expo 2015 per distribuire alle lavoratrici e ai lavoratori un volantino in cui venivano denunciate le condizioni di lavoro all’interno del sito: stipendi da fame, contratti pirata, turni massacranti, sfruttamento dei volontari e, non plus ultra, licenziamenti politici. Un mondo sommerso che vorremmo tentare di far uscire allo scoperto attivando i lavoratori per far valere i propri diritti anche all’interno di questa “area di interesse strategico nazionale”.
Dopo aver iniziato a diffondere il materiale informativo all’ingresso Fiorenza, ci spostiamo a Triulza e, dopo una mezz’oretta di volantinaggio, veniamo disturbati dalle indebite interferenze di solerti funzionari di Polizia, spalleggiati da Carabinieri e non meglio identificato personale di Expo, che intervengono cercando di impedire il volantinaggio e il contatto coi lavoratori. Un semplice volantinaggio si trasforma così in un pietoso teatrino di 2 ore, nella più totale confusione dei ruoli e della catena di comando così come nel più ampio margine di discrezionalità da parte dei funzionari di polizia. Intimati a sospendere il volantinaggio, ci rifiutiamo adducendo la volontà di voler portare a conoscenza i lavoratori di Expo delle azioni che stiamo mettendo in campo a tutela dei propri diritti, invitandoli ad esempio a denunciare casi di discriminazione come nel caso di licenziamenti condotti sulla base di schedature politiche della Questura. Alle nostre rimostranze, le forze dell’ordine rispondono procedendo all’identificazione degli attivisti presenti, mentre vengono allontanati giornalisti e semplici curiosi che chiedevano informazioni su quanto stava accadendo.
Quanto avvenuto oggi è l’ennesima dimostrazione di come Expo 2015 rappresenti uno “stato di eccezione” che di fatto sospende le garanzie democratiche sul nostro territorio in virtù della “rilevanza strategica nazionale” accordata all’evento, alla quale viene sacrificata persino lo stato di diritto.
Nonostante i tentativi di tapparci la bocca e di intimidire i lavoratori, siamo felici di poter dire che già qualche ora dopo la fine forzata del volantinaggio abbiamo incassato il contatto di una lavoratrice di Expo. Con la giornata odierna il Punto San Precario Rho-Fiera apre le porte del proprio Sportello biosindacale anche alle lavoratrici e ai lavoratori di Expo 2015 e lancia il suo blog 
www.lavoroexpo2015.com, un sito di controinformazione votato al conflitto dentro l’Esposizione universale. Invitiamo perciò tutte le precarie e i precari di Expo, siano essi lavoratori, volontari, tirocinanti, stagisti, a contattarci: vogliamo ricostruire attraverso un’inchiesta attiva che cosa sta accadendo all’interno di Expo 2015 in ambito lavorativo, per poi attivare vertenze individuali e collettive che restituiscano ai lavoratori diritti e reddito negati.
Centro Sociale SOS Fornace Punto San Precario Rho-Fiera
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Questo è il testo del volantino distribuito oggi:

31 maggio - Carrefour di Pieve Emanuele: il Si Cobas chiama alla mobilitazione contro i licenziamenti. Giusto ma per vincere davvero Occorre lo Sciopero Generale della Logistica e l'Unità del sindacalismo di classe





Stamane, 29 MAGGIO, dalle ore 8:00 alle ore 9:00 davanti ai cancelli dell'impianto logistico GS-Carrefour di Pieve Emanuele si è svolta l'assemblea dei lavoratori della cooperativa Millennium360, convocata dal S.I. COBAS di Pavia, cui hanno partecipato anche alcuni delegati ed operai del S.I. COBAS di altre aziende (i compagni della CEVA di Albairate, della DHL di Carpiano, della Eurodifarm di Casalmaiocco, della Carrefour di Pavia, i lavoratori licenziati della RHIAG di Siziano. Il miserabile espediente messo in atto dalla cooperativa consorziata GECO di spostare l'orario di ingresso dalle ore 8:00 alle 9:00 per non dovere retribuire l'ora ai lavoratori riuniti in assemblea, non ha intaccato l'effetto e la partecipazione dei numerosi lavoratori che si sono accostati e sono intervenuti. La cooperativa, subentrata nell'appalto ad Ottobre 2014, ha fin da allora adottato il regime di Cassa Integrazione in Deroga a rotazione per i 102 lavoratori sospesi per sette-dieci giorni a testa per ognuno dei mesi lavorati. Dagli 80.000 colli movimentati nella primavera dello scorso 2014 (periodo in cui Carrefour-GECO lasciarono a casa già 25 lavoratori), la multinazionale francese della GDO ha progressivamente diminuito le merci lavorate nel magazzino di Pieve Emanuele; pur esigendo nel contempo, strumento dell'operazione il braccio servile dei mezzani cooperativi di GECO, una sempre maggiore produttività (in colli/h) dai lavoratori ed utilizzando tale pretesto come leva di sfruttamento e ricatto come "garanzia" per riportare nel magazzino un numero maggiore dei 35.000-38.000 colli giornalieri e mantenere la piena occupazione. Tutto ciò a fronte di mezzi di lavoro (voice malfunzionanti, commissionatori elettrici e muletti perennemente guasti ed ammassati in officina) ed una condizione generale dello stato del magazzino totalmente inadeguati a consentire produttività così alte. Per realizzare tale "mission", buona parte dei lavoratori, sotto il costante ricatto di ulteriori esuberi (ora dichiarati ufficialmente), si sono recati al lavoro negli ultimi mesi ben prima dell'inizio del turno per riuscire ad accaparrarsi i pochi mezzi funzionanti, aumentare la media oraria iniziando un po' prima e riducendosi a mangiare guidando i mezzi pur di non finire in una lista di proscrizione di nuovi licenziati.
La schiavitù è dietro l'angolo. 
Fino alla comunicazione di oggi, nel tardo pomeriggio, in cui la cooperativa ha annunciato l'apertura della procedura di licenziamento per altri 25 operai, calendarizzando già fin dalla prossima settimana l'utilizzo forzato delle ferie e di permessi dei lavoratori essendo conclusa la CIGD. 
IL S.I. COBAS INVITA TUTTI I LAVORATORI AD UNA MOBILITAZIONE GENERALIZZATA PER ENTRARE IN ROTTA DI COLLISIONE CON TALE GRAVE PIANO DI RISTRUTTURAZIONE PADRONALE


31 maggio - Pomigliano: il Comitato Mogli Operai di Pomigliano contro i candidati alle regionali


31 maggio - Franco Tosi di Legnano: un accordo capestro



l’accordo alla franco tosi


Il 18 maggio 2015 la Presezzi spa e il commissario straordinario, legale rappresentante della Franco Tosi Meccanica in amministrazione straordinaria, hanno firmato l’ipotesi di accordo per la cessione di ramo di azienda (ex art.47 legge n° 428). Il giorno 20 maggio 2015 i 345 lavoratori della Tosi sono stati chiamati a votare l’accordo tramite referendum consultivo. Il referendum ha dato i seguenti risultati: votanti 304, si all’ipotesi d’accordo 262, no all’ipotesi di accordo 37 2 astenuti 3 schede nulle. Vale la pena soffermarsi un attimo sui dati. La Fiom in una nota della segreteria ha commentato la votazione rilevando il fatto che l’87 % dei lavoratori ha votato per il si, nascondendo il fatto, che i si all’accordo sono stati il 75% degli aventi diritto. Nella giornata del 27 aprile 2015 i lavoratori in assemblea avevano respinto l’ipotesi di accordo, ritenendo che lo stesso, non dava garanzie occupazionali sufficienti che per l’applicazione del job acts per quelli che sarebbero stati assunti.
Un comunicato della Fiom di Legnano scriveva:

31 maggio - Il nuovo numero di Newsletter, su Salute e Sicurezza sul Lavoro



SICUREZZA SUL LAVORO: KNOW YOUR RIGHTS!

NEWSLETTER N. 211 DEL 29/05/15


NEWSLETTER PER LA TUTELA DELLA SALUTE
E DELLA SICUREZZA DEI LAVORATORI
(a cura di Marco Spezia - sp-mail@libero.it)

INDICE


L’ILLUMINAZIONE NATURALE E ARTIFICIALE DEGLI AMBIENTI DI LAVORO CON PARTICOLARE RIFERIMENTO AGLI UFFICI E ALLE POSTAZIONI CON VIDEOTERMINALE – PRIMA PARTE
1
SUL CONCETTO DI SALUTE IN KARL MARX
4
RLS, RLS TERRITORIALE, RLS DI SITO PRODUTTIVO: MANCA QUALCUNO?
7
SULLA RESPONSABILITA’ PER UN INFORTUNIO OCCORSO A UN LAVORATORE DISTACCATO
9
AGENZIA UNICA PER LE ISPEZIONI DEL LAVORO
11

31 maggio - Guasticce, in lotta contro i licenziameti alla People Care



People Care: ora la fumata è nera. 341 licenziati e una presa di giro vergognosa
Domenica, 31 Maggio 2015
SenzaSoste 


Dopo due giorni di trattative intense Seat e governo hanno messo sul tavolo quasi niente. Da domani 341 licenziati. Il 4 giugno l'incontro con il nuovo detentore del servizio, Comdata, per far rimanere il lavoro a Guasticce.
Oggi c'è da scrivere poco sulla vicenda People Care visto che ieri avevamo già fatto il quadro della situazione. C'è solo tanta rabbia e amarezza oltre che la sensazione che imprenditori e governo abbiano preso in giro, per l'ennesima volta, la città e i lavoratori. Alla resa dei conti, dopo due giorni di trattativa, di ora in ora imprenditori e governo toglievano qualcosa dal tavolo fino ad arrivare a proporre 15 (QUINDICI!) posti di lavoro. Naturalmente delle promesse di Rossi circa la commessa pubblica non ce n'è stata nemmeno l'ombra. La farsa quindi si è trasformata in tragedia. Tutto è iniziato ieri quando al tavolo è stato ufficializzato che Seat (la titolare del servizio 12.40 e 89.24.24 svolto da People Care a Guasticce) aveva fatto una gara per appaltare il servizio dopo il 31 maggio (scadenza dell'appalto People Care) e questa gara l'ha vinta ComData. Partendo da questo dato, Seat e governo hanno fatto due giorni di trattative per cercare accordi di proroga con People Care per riuscire a guadagnare almeno un paio di settimane di tempo. Alla luce dei risultati si può dire che sono stati due giorni di manfrine, basta vedere che nel giro di poche ore le trattative sono passate dalla proroga del servizio per 120 persone inbound (cioè quello che fanno ora) a 120 persone per servizi outbound fino all'offesa finale di 15 (QUINDICI!) posti di lavoro outbound. Dopo la vicenda Delphi, quella Trw e quella Mtm, arriva l'ennesima mazzata per i lavoratori e l'ennesima sconfitta che sancisce il fallimento del sistema dei tavoli in cui le istituzioni locali e nazionali hanno dimostrato la loro completa inutilità e impotenza. Ormai il ruolo delle istituzioni è quello di favorire il mercato selvaggio e allo stesso tempo imbonire i lavoratori e accompagnarli alla morte. Ora l'ultima speranza è riposta nella data del 4 giugno quando tutti torneranno a Roma a chiedere ai nuovi titolari del servizio, ComData, il favore di rimanere a fare il servizio a Guasticce. Scriviamo il favore perché, purtroppo, non esiste nessuna legge o atto che glielo imponga. Le parole sono finite. Ognuno tragga le sue conclusioni anche da questa vicenda. Saremmo molto felici se qualcuno il 4 giugno ci smentisse.
I lavoratori e le lavoratrici, nel frattempo, continuano la loro assemblea permanente fuori dall'azienda