giovedì 30 aprile 2015

30 aprile: Domani è il 1° Maggio, ma nella regione dell'Expo gli operai muoino sul lavoro e i padroni ASSASSINI vengono assolti



Amianto in Tosi: tutti assolti, anche Pesenti



Nessun colpevole per la morte di tumore di 33 operai. Durissimo commento di un consulente: "Questo tribunale è un cancro"
Legnano (Milano), 30 aprile 2015 - Il Tribunale di Milano ha assolto con formula piena Giampiero Pesenti (presidente di Italcementi e allora dirigente in Tosi) e altri 7 ex manager della Franco Tosi Meccanica di Legnano (Milano), azienda che produce turbine (e che sta vivendo una delicata fase sindacale per evitare il fallimento), che erano imputati per omicidio colposo e lesioni in relazione alla morte di 33 operai avvenuta per l'esposizione all'amianto tra gli Anni '70 e gli '80. Il giudice monocratico della quinta sezione penale del Tribunale di Milano Manuela Cannavale ha assolto gli otto imputati con le formule "perchè il fatto non sussiste" o "per non aver commesso il fatto".
Gli operai erano morti di mesotelioma, una rara forma di tumore: le probabilità di ammalarsi aumentano respirando per un periodo di tempo prolungato l'amianto.
LE REAZIONI - «L'assoluzione dell'ingegner Giampiero Pesenti conferma quanto era stato già deciso nel 2007 dal Tribunale di Milano, che all'esito di analoga indagine della Procura di Milano sulla Franco Tosi dichiarò il non luogo a procedere per tutti gli imputati, ritenendo insussistenti i medesimi addebiti oggetto del procedimento che si chiude oggi arrivando alle stesse conclusioni». Questo è il commento della difesa. 
"Questa sentenza è una cosa tremenda, abbiamo scherzato sui morti. Questo Palazzo di Giustizia è un cancro". Sono durissime le parole pronunciate da un consulente di parte civile dopo le assoluzioni pronunciate dai giudici della V sezione del Tribunale di Milano nei confronti di 7 ex dirigenti della 'Franco Tosi'.

Colpito da un braccio meccanico, operaio cade e muore
L’incidente alla Piombo Leghe. Il 52enne era dipendente di un’azienda esterna, incaricato di effettuare la manutenzione periodica sugli impianti
di Riccardo Rosa
 



Incidente mortale sul lavoro a Brugherio. Giovedì 30 aprile nel primo pomeriggio un uomo di 52 anni è stato trovato morto all’interno dell’azienda Piombo Leghe di via Eratostene, nella zona industriale della città al confine con Carugate. L’esatta dinamica dell’incidente non è stata ancora accertata. Tuttavia, dai primi rilievi pare che l’uomo, sposato, residente a Sant’Omobono, in Provincia di Bergamo, stesse effettuando un controllo su di un grosso macchinario robotizzato che preleva lingotti di piombo, quando all’improvviso uno dei bracci lo avrebbe colpito alla testa uccidendolo. Sul posto sono intervenuti carabinieri, polizia locale e 118. Inutili tutti i tentativi di rianimazione: l’uomo è morto sul colpo. La vittima non era un dipendente della ditta brugherese, ma di un’azienda esterna incaricato di effettuare la manutenzione periodica sugli impianti. Al momento dell’incidente era solo all’interno del locale dove si trova il macchinario. Il suo corpo senza vita è stato ritrovato da alcuni colleghi verso le 15,30, ma per stabilire l’ora esatta del decesso e la dinamica sarà necessario attendere ulteriori verifiche. In particolare, sul posto sono intervenuti altri tecnici specializzati col compito di verificare lo stato del macchinario e se la morte dell’operaio sia dipesa da un errore umano o da qualche altro fattore.
30 aprile 2015 | 17:40
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