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domenica 30 novembre 2014

28 novembre: Corrispondenza dalla manifestazione Fiom di Palermo - agitazione propaganda inchiesta.. come lavora "proletari comunisti'

Giovedì 27 la manifestazione per lo sciopero della Fiom a Palermo si è svolta sul classico percorso piazza croci-piazza massimo dove è terminata con il comizio dei rappresentanti di alcune vertenze e con quello conclusivo di Landini.
Così come lo sciopero generale dei sindacati di base, anche oggi gran parte del corteo era costituita da studenti medi molti dei quali di scuole occupate. Tra gli slogan gridati  "contro la scuola dei padroni, 10-100-100 occupazioni", più altri con slogan diretti contro Renzi.
Ci saranno stati circa 300 studenti e 200 lavoratori tutti della fiom-cgil. Presenti anche lavoratori di funzione pubblica e uffici
A differenza degli studenti, dagli spezzoni dei lavoratori non provenivano slogan.

Presenza regionale con lavoratori provenienti dalla provincia di Messina, Siracusa in particolare ma anche da Priolo.
 Come presenze politiche , oltre noi di proletari comunisti c'era un gruppetti con la bandiera "l'altra europa con Tsipiras",  rifondazione comunista e 'partito comunista' di Rizzo che portavano anche una bandiera bianca e blu e con al centro una stella rossa con la sigla "Fronte Unitario dei Lavoratori" e distribuivano un volantino per una petizione popolare "per lavoro,pensione,casa, contro l'ue, conro la nato"
La nostra squadra di propaganda divisa in 2 gruppi ha distribuito 200 volantini, 30 copie del giornale.
ha fatto video e foto al corte e fatto inchiesta tra gli operai


Agli studenti è stato anche distribuito un invito per la serata sulla rivolta di Ferguson USA informando i ragazzi che andremo a mettere le locandine fuori dalle loro scuole.

 Per quanto riguarda i singoli spezzoni dei lavoratori, ognuno di essi era composto da pochi lavoratori, in media da una decina, anche quello di Fincantieri e Fiat Termini Imerese avevano al massimo 20 lavoratori ciascuno, lo spezzone più grosso con circa 50 lavoratori era quello proveniente da Siracusa. 
abbiamo parlato con
-un operaio della Selit di Carini che per ora hanno il contratto di solidarietà che prevede il 60% dello stipendio più il 10% del 60%, al momento su 165 lavoratori l'azienda ha dichiarato un esubero di 100
-un operaio dell'Italtel sempre di Carini, su un totale di 1200 lavoratori l'azienda ha dichiarato 300 esuberi senza indicare quali lavoratori in particolare, nella sede di Carini 30 lavoratori sono in cassa integrazione
Entrambi gli spezzoni erano formati da max 10 lavoratori, entrambi alla nostra domanda circa le azioni di lotta che stanno portando avanti contro l'azienda hanno risposto che c'è la trattativa in corso e nella sostanza sono in attesa dell'esito, poi si vedrà...
- un operaio della Breda che alla nostra domanda di parlarci della vertenza ci ha detto che l'azienda ha 4 siti (Pistoia, Napoli, Reggio Calabria e Palermo) a Palermo sono 160 lavoratori con l'indotto diventano 400. Negli ultimi anni hanno provato a chiudere il sito di Palermo con varie scuse tra cui la lontananza territoriale dagli altri 3, negli anni hanno fatto blocchi stradali a pza Indipendenza sotto la regione e in altri punti. L'operaio dopo aver letto il nostro volantino ci chiede "allora quando la facciamo questa rivoluzione politica e sociale?" abbiamo risposto che noi ci vogliamo lavorare ma che abbiamo bisogno di loro operai, non possiamo farla da soli, quindi conveniva con noi che lo sciopero fatto in questa maniera a mo' di sfllata non serve a niente se non si trasforma in rivolta. A differenza di altri operai che solitamente incontriamo che hanno un atteggiamento "incendiario" per poi ritirarsi nel guscio, questo operaio dialogava senza aver eccessi di sparate ma rimanendo con i piedi per terra conveniva con le nostre posizioni. Questo spezzone era formato anche da una decina di lavoratori. Facciamo dei parallelismi sui loro metodi dei blocchi che sono simili a quelli che facciamo con i nostri lavoratori, sottolineando che pur essendo il metodo giusto per impostare la lotta sindacale, non basta ma ci vuole il partito rivoluzionario dei lavoratori, strumento che manca da tempo, anche su questo punto l'operaio non si "scandalizza" e ne discutiamo un po'.
-un operaio della siteco di Siracusa che ci ha riferito che da 2 anni l'azienda ha chiuso con 200 licenziamenti, battaglia sul piano legale.
-un giovane operaio dell'acciaieria di Milazzo che conta 150/160 operai e dal 2008 hanno il contratto di solidarietà, ora scaduto ma che dovrebbero rinnovarlo a Gennaio. anche qui non c'è una lotta in corso e sottolinea che con il contratto sociale da un lato si arriva solo a riuscire a mangiare ecc dall'altro non lavorando più in acciaieria si fa una vita "più tranquilla" dato che è pesante come lavoro. Facciamo notare che il ruolo dell'ammortizzatore sociale è proprio quello di ammortizzare la rabbia sociale dando il contentino che ti fa sopravvivere ma calmando gli animi. cogliamo l'occasione della battuta dell'operaio sulla situazione a milazzo per parlare un po' di quella che c'è all'ilva e l'operaio esclama "li è tutta 1 altra cosa in confronto a milazzo!" indicando che la situazione è più complessa essendo la più grande acciaieria del paese. Interessante discussione sul nostro blog che abbiamo invitato a visitare mostrandogli il link sul volantino. 
Durante un passaggio della conversazione, alla nostra domanda su eventuali forme di lotta che stanno intraprendendo. l'operaio esclama "il problema è che molti lavoratori non credono neanche più nel sindacato e non si muovono", noi ribattiamo che forse il problema è dovuto a come il sindacato ha agito se ha permesso la chiusura dello stabilimento, quindi ricollegandoci alla questione del blog lo invitiamo a  cercare la formazione operaia spiegando perchè abbiamo fatto questa scelta e che gli operai devono appropriarsi degli strumenti teorici per capire quale direzione intraprendere.

Al comizio conclusivo è intervenuto sul palco anche una lavoratrice dei call center di 260 lavoratori dicendo che hanno fatto 6 incontri al ministero dello sviluppo economico denunciando che le istituzioni non hanno risolto nessun problema "cetto il sindaco orlando che ci ha supportati" e dicendo che loro sono oggi in piazza perchè sono "gli operai del domani". E' intervenuto anche uno studente universitario del CUA che dopo aver denunciato i tagli all'università ha fatto un intervento molto "populista" sul fatto che sia gli studenti che gli universitari "vivono lo stesso sfruttamento" - cosa assolutamente non vera e che mostra la confusione di questi compagni
Il leader FiomMastrosimone ha fatto il solito fuoco e fiamme dal palco senza dire niente di interessante, con un piccolo passaggio sulla visita di Renzi lo scorso 14 Agosto che è venuto qui a promettere e ancora non si è visto niente- ma non ha detto che in quella occasione non si è visto niente nè da parte sua nè degli operai a lui legati.. impegnati insieme alla polizia a isolare i nostri compagni,  invece che a contestare Renzi
Infine Landini ha fatto un comizio di circa 45 min dove si è detto soddisfatto della scelta di lanciare piazze diverse con date diverse "siamo riusciti a riempire le piazze e nonostante la crisi i lavoratori scioperano, abbiamo messo al centro le necessità e i bisogni dei lavoratori"
Sullo sciopero del 12 si espresso favorevolmente al fatto che esso si sia allargato anche "ad altri sindacati"- nascondendo che gli altri sindacati cioè la uil e ugl sono i sindacati più legati ai padroni..Marchionne Fiat in particolare
Sul governo: "il governo può mettere tutte le fiducie che vuole ma non ha quella dei lavoratori, noi andremo avanti con gli scioperi anche dopo il 12"
Poi un gran pezzo dell'intervento è stato dello stile che spesso critichiamo "di dare suggerimenti ai governi" criticandoli che non hanno una piano industriale e inoltre ha fatto vari esempi di altri paesi (Corea del Sud, Giappone e USA) dove le cose vanno meglio in particolare elogiando il modello concertativo tedesco sindacati-partiti-padroni-governo "in una di queste riunioni ero presente anche io", elogio alla Federal Reserve che diluisce nel tempo il debito pubblico americano "dando respiro" al contrario di quanto avviene qui. sulle aziende italiane che delocalizzano in altri paesi europei (Serbia e Polonia) elogio dei governi di questi paesi che forniscono condizioni migliori ai padroni e altra "critica costruttiva" a governo e padroni italiani che non fanno lo stesso
Critica a Renzi che si consulta solo con chi vuole lui e va a Detroit ad incontrare Marchionne
Critica all'accanimento del governo sulla questione fiscale "630 miliardi di evasione fiscale per la maggior parte riguardano il 10% della popolazione più ricco"
Infine piccolo accenno all'Ilva "rischiamo di perdere la più grande acciaieria del paese, si può produrre acciaio senza inquinare  se si investe sugli impianti".
Un quadro quello di Palermo, che mostra lo stato delle cose - piccolo risveglio tra gli operai, buona mobilitazione degli studenti e direzioni sindacali su posizioni opportuniste e riformiste e non in grado di condurre una vera lotta contro padroni e governo.. ma comunque c'è pane e lavoro per i nostri denti.
circolo proletari comunisti - PCm Italia Palermo
27-11-2014

28 novembre: Grazie alla determinazione e alla linea dello Slai Cobas sdc di Taranto lagiunta di Massafra fà marcia indietro

TAMBURRANO COSTRETTO AD ANNULLARE IL GEMELLAGGIO MASSAFRA (TA)-ISRAELE... E' LA MINACCIA DI IMPEDIRLO CHE LO HA BLOCCATO!
"Il sindaco Martino Tamburrano comunica che per indisponibilità del sindaco della Città di Gerusalemme, Nir Barkat, la manifestazione “Ponte di Pace e di amicizia, già prevista per domenica 30 novembre 2014 è stata ANNULLATA e rinviata a data da destinarsi...

Durante la conferenza stampa di questa mattina l'ideatrice del progetto Barbara Wojciechowska e l'Assessore alla Cultura del Comune di Massafra Antonio Cerbino hanno RINVIATO la data per l'affissione della targa per il "PONTE DI PACE GERUSALEMME-MASSAFRA".
La tanto attesa cerimonia è stata rinviata a data da destinarsi...
A seguito di un incontro con le autorità, in data 26 Novembre, si è preso atto dell'inaspettato successo dell'iniziativa (?). Di conseguenza, per gestire al meglio – e per tempo – tutte le operazioni legate alla logistica ed alla gestione dell'ordine pubblico dell'evento, si è convenuto di scegliere un'altra data."
Anche il Convegno sulla presenza degli ebrei in Italia che si doveva tenere nel pomeriggio è stato annullato..."
*****
Queste ipocrite parole nascondono in maniera molto maldestra la realtà semplice e vera: è stata l'indizione di una manifestazione di solidali con il popolo palestinese, in contemporanea alla sciagurata inziativa di gemellaggio; ma soprattutto la posizione di impedire materialmente la "cerimonia" degli amici dello Stato sionista massacratore di Israele, che ha fatto fare rapida retromarcia ai partecipanti israeliani e poi agli organizzatori locali.
Questa indicazione era stata portata con decisione dallo Slai cobas nell'assemblea tenutasi a Taranto sabato scorso, anche in differenza con altre realtà che proponevano solo una manifestazione che portasse più che altro a conoscenza i massafresi del genicidio, con foto di bambini trucidati e manifesti che illustravano l'orrore della guerra...
Lo Slai cobas sc aveva detto, invece, che il gemellaggio era da boicottare con azioni di contestazione affinchè venisse impedito concretamente che si svolgesse questa vergognosa iniziativa. Anche altri compagni avevano detto che il gemellaggio era assolutamente da boicottare.
A questo lo slai cobas aveva anche aggiunto una lettera inviata al presidente Tamburrano al sindaco di Massafra e a Vendola, al Prefetto, che diceva che questo gemellaggio era una provocazione un'offesa a tutti i palestinesi che continuano a morire per la guerra e  il progetto genocida di occupazione dei territori da parte dello Stati sionista di Israele che non rispetta i minimi diritti umani e che non vanno costruiti ne ipocriti ponti ne relazioni di qualsiasi tipo, che sono complici degli assassini israeliani
E che quindi questo "gemellaggio" non doveva essere fatto o altrimenti il 30 avremmo fatto di tutto per impedirla con ogni mezzo.

Questa "minaccia" - tanto che sappiamo che il Questore aveva convocato un vertice su questo - ha fatto annullare il gemellaggio (per "gestione dell'ordine pubblico"), insieme alle tante denunce di forze antifasciste, centri sociali, anche fuori Taranto, in particolare dall'associazione dei palestinesi di Bari.


CHIARAMENTE NESSUNO SI ILLUDA DI RIPROPORLO TRA UN PO' DI TEMPO, TROVEREBBERO ANCORA UNA DECISA OPPOSIZIONE.


28 novembre: Verso i padroni assassini tutto il nostro odio - FRANCESCO ZACCARIA E' SEMPRE CON NOI!





Il 28 novembre 2012 moriva Francesco Zaccaria, un altro assassinio della fabbrica di Riva.


Francesco, come tutti gli altri operai morti in Ilva, non moriranno mai nel cuore degli operai che non piegano la testa, nel cuore e nella mente di chi lotta contro questo sistema dei padroni, che per i loro profitti sfruttano e se ne fregano della vita degli operai; nel cuore e nella mente dei comunisti rivoluzionari che lavorano per rovesciare il capitalismo, e lo Stato e il governo al servizio degli assassini e dell'ingiustizia verso i proletari.


ALLORA SCRIVEMMO: 

Sarà stata la tromba d'aria, ma non sono morti capi, è morto un operaio di 29 anni;
sarà la coincidenza, ma in meno di un mese sono morti due giovani operai, due famiglie sono state distrutte, in due funerali gli operai con dolore e rabbia hanno dovuto accompagnare i loro compagni di lavoro; e tanti il 28 novembre hanno visto la morte in faccia
Sarà... ma gli operai vanno a lavorare con la paura di non tornare a casa; e oggi la situazione che si vive in fabbrica porta a maggior insicurezza, paura, tensione continua..
Sarà... ma Riva, 86 anni, vive ancora e sta nella sua dorata casa non in galera, e il figlio in un sicuro paese all'estero
Sarà, ma il governo ha dato a padron Riva la libertà di produrre come ha fatto finora e, quindi, la libertà di uccidere ancora

Questo è il capitalismo, signori!
Ma un sistema che va avanti con lo sfruttamento, il rischio e la morte degli operai non può essere riformato.
Deve essere abbattuto!
28.11.12



27 novembre: Continua la FORMAZIONE OPERAIA: Il Capitale: che cos'è la merce? Valore d'uso e valore di scambio della merce

Che cos'è la merce? Quanto vale una merce?
Che cos'è il lavoro? Quanto vale un operaio? Che cos'è il salario?
Da dove viene il denaro? Che cos'è e quando diventa capitale?
Come e quando il lavoro da necessità vitale diventa schiavitù?

 Per spiegare questo e tanto altro Marx nel Capitale inizia con l'analisi della merce

LA MERCE

due fattori della merce: VALORE D'USO E VALORE (sostanza di valore, grandezza di valore).

[VALORE D'USO]

La ricchezza delle società nelle quali predomina il modo di produzione capitalistico si presenta come una "immane raccolta di merci" e la merce singola si presenta come sua forma elementare. Perciò la nostra indagine comincia con l'analisi della merce.
La merce è in primo luogo un oggetto esterno, una cosa che mediante le sue qualità soddisfa bisogni umani di un qualsiasi tipo. La natura di questi bisogni, per esempio il fatto che essi provengano dallo stomaco o che provengano dalla fantasia, non cambia nulla alla cosa. Qui non si tratta neppure del modo in cui la cosa soddisfi il bisogno umano; se immediatamente, come mezzo di sussistenza, cioè come oggetto di godimento [cibo, vestiti, libri…] o per via indiretta, come mezzo di produzione [strumento di lavoro, macchina in fabbrica…].

Ogni cosa utile, come il ferro, la carta, ecc., dev'essere considerata da un duplice punto di vista, secondo la qualità e secondo la quantità. Ognuna di tali cose è un complesso di molte qualità e quindi può essere utile da diversi lati. E' opera della storia scoprire questi diversi lati e quindi i molteplici modi di usare delle cose. Così pure il ritrovamento di misure sociali per la quantità delle cose utili. La differenza nelle misure delle merci sorge in parte dalla differente natura degli oggetti da misurare, in parte da convenzioni.
L'utilità di una cosa ne fa un valore d'uso. Ma questa utilità non aleggia nell'ariaE' un portato delle qualità del corpo della merce e non esiste senza di esso. Il corpo della merce stesso, come il ferro, il grano, un diamante, ecc., è quindi un valore d'uso, ossia un bene. Questo suo carattere non dipende dal fatto che l'appropriazione delle sue qualità utili costi all'uomo molto o poco lavoro.

Quando si considerano i valori d'uso si presuppone che siano determinati quantitativamente, come una dozzina di orologi, un braccio di tela di lino, una tonnellata di ferro, ecc. Il valore d'uso si realizza soltanto nell'uso, ossia nel consumo.

I valori d'uso costituiscono il contenuto materiale della ricchezza, qualunque sia la forma sociale di questa.

[VALORE DI SCAMBIO]

Nella forma di società che noi dobbiamo considerare i valori d'uso costituiscono insieme i depositari materiali del valore di scambio.

Cos'è il valore di scambio? E' il rapporto quantitativo, la proporzione nella quale valori d'uso d'un tipo sono scambiati con valori d'uso di altro tipo; tale rapporto cambia continuamente coi tempi e coi luoghi

Una certa merce, per esempio 1 quarter di grano, si scambia con x lucido da stivali, o con y seta, o con z oro: in breve, si scambia con altre merci in differentissime proporzioni. Quindi il grano ha molteplici valori di scambio invece di averne uno solo.
Prendiamo poi due merci: per esempio grano e ferro. Quale che sia il loro rapporto di scambio, esso è sempre rappresentabile in una equazione, nella quale una quantità data di grano è posta come eguale a una data quantità di ferro, per esempio

1 quarter di grano = 1 quintale di ferro.

Cosa ci dice questa equazione? Che in due cose differenti, in 1 quarter di grano come pure in 1 quintale di ferro, esiste un qualcosa di comune, qualcosa che le rende uguali, e della stessa grandezza.
Questo qualcosa di comune non può essere una qualità geometrica, fisica, chimica o altra qualità naturale delle merci. Quindi, l'altro loro valore, quello che le rende cose che si  possono scambiareil valore di scambio appunto, non deve tener conto, deve astrarre, dal loro essere valore d'uso.
Come valori d'uso le merci sono soprattutto di qualità differente, come valori di scambio possono essere soltanto di quantità differente, cioè non contengono nemmeno un atomo di valore d'uso.
Ma, se si prescinde dal valore d'uso dei corpi delle merci, rimane loro soltanto una qualità, quella di essere prodotti del lavoro. (questo è ciò che hanno in comune due oggetti molto differenti)

[PRODOTTI DEL LAVORO]

Col carattere di utilità dei prodotti del lavoro scompare il carattere di utilità dei lavori rappresentati in essi, scompaiono dunque anche le diverse forme concrete di questi lavori (falegnameria o lavoro edilizio o lavoro di filatura o di altro lavoro produttivo determinato) le quali non si distinguono più, ma sono ridotte tutte insieme a lavoro umano eguale, lavoro umano in astratto, una semplice concrezione di lavoro umano indistinto, cioè di dispendio di forza lavorativa umana senza riguardo alla forma del suo dispendio. 

...Dunque quell'elemento comune che si manifesta nel rapporto di scambioè il valore della merce stessa.

Dunque, un valore d'uso o bene ha valore soltanto perché in esso viene oggettivato, o materializzato, lavoro astrattamente umano.

E come misurare ora la grandezza del suo valore?

Mediante la quantità della "sostanza valorificante", cioè del lavoro, in esso contenuta. La quantità del lavoro a sua volta si misura con la sua durata temporale, e il tempo di lavoro ha a sua volta la sua misura in parti determinate di tempo, come l'ora, il giorno, ecc.

(vale a dire: 
1 quarter di grano si può scambiare con 1 quintale di ferro - anche se si tratta di cose molto differenti - perchè sia nel quarter di grano che nel quintale di ferro è contenuta la stessa quantità di lavoro, per esempio, 1 giorno)

Potrebbe sembrare che, se il valore di una merce è determinato dalla quantità di lavoro spesa durante la produzione di essa, quanto più pigro o quanto meno abile fosse un uomo, tanto più di valore dovrebbe essere la sua merce, poiché egli avrebbe bisogno di tanto più tempo per finirla.

 Però qui si guarda al lavoro umano eguale, come dispendio della medesima forza lavorativa umana, come forza-lavoro sociale media.

La forza lavorativa complessiva della società che si presenta nei valori del mondo delle merci, vale qui come unica e identica forza-lavoro umana, benché consista di innumerevoli forze-lavoro individuali. Ognuna di queste forze-lavoro individuali è una forza-lavoro umana identica alle altre, in quanto possiede il carattere di una forza-lavoro sociale media e in quanto opera come tale forza-lavoro sociale media, e dunque abbisogna, nella produzione di una merce, soltanto del tempo di lavoro necessario in media, ossia socialmente necessario.

Tempo di lavoro socialmente necessario è quindi il tempo di lavoro richiesto per rappresentare un qualsiasi valore d'uso nelle esistenti condizioni di produzione socialmente normali, e col grado sociale medio di abilità e intensità di lavoro.

Per esempio, dopo l'introduzione del telaio a vapore in Inghilterra, è bastata forse la metà del tempo prima necessario per trasformare in tessuto una data quantità di filato. Il tessitore inglese al telaio a mano operava nello stesso tempo di lavoro, prima e dopo questa trasformazione; ma il prodotto della sua ora lavorativa individuale rappresentava ormai, dopo l'introduzione del telaio meccanico, soltanto una mezza ora lavorativa sociale, e quindi scese alla metà del suo valore precedente.
Quindi è soltanto la quantità di lavoro socialmente necessario, cioè il tempo di lavoro socialmente necessario per fornire un valore d'uso che determina la sua grandezza di valore. Merci nelle quali sono contenute eguali quantità di lavoro ossia merci che possono venir prodotte nello stesso tempo di lavoro hanno quindi la stessa grandezza di valore.

"Come valori, tutte le merci sono soltanto misure determinate di tempo di lavoro coagulato".

[FORZA PRODUTTIVA]

La grandezza di valore di una merce rimarrebbe quindi costante se il tempo di lavoro richiesto per la sua produzione fosse costante. Ma esso cambia con ogni cambiamento della forza produttiva del lavoro. La forza produttiva del lavoro è determinata da molteplici circostanze, e, fra le altre, dal grado medio di abilità dell'operaio, dal grado di sviluppo e di applicabilità tecnologica della scienza, dalla combinazione sociale del processo di produzione, dall'entità e dalla capacità operativa dei mezzi di produzione, e da situazioni naturali.
Per esempio la stessa quantità di lavoro si presenta in una stagione favorevole con 8 bushel di grano, in una situazione sfavorevole solo con 4.
La stessa quantità di lavoro fornisce più metallo in miniere ricche che in miniere povere, eccI diamanti si trovano di rado sulla crosta terrestre, quindi il loro reperimento costa in media molto tempo di lavoro. Di conseguenza, essi rappresentano molto lavoro in poco volume.
Se si avessero miniere più ricche, la stessa quantità di lavoro si rappresenterebbe in una maggiore quantità di diamanti, e il valore di questi scenderebbeSe si riesce a trasformare il carbone in diamante con poco lavoro, il valore del diamante può scendere al di sotto di quello dei mattoni.

In generale: quanto maggiore è la forza produttiva del lavoro, tanto minore è il tempo di lavoro richiesto per la produzione di un articolo, tanto minore la massa di lavoro in esso cristallizzata, e tanto minore il suo valore.

Viceversa, quanto minore è la forza produttiva del lavoro, tanto maggiore è il tempo di lavoro necessario per la produzione di un articolo, e tanto maggiore il suo valore.

MA: una cosa può essere valore d'uso senza essere valore. Il caso si verifica quando la sua utilità per l'uomo non è ottenuta mediante il lavoro: aria, terreno vergine, praterie naturali, legna di boschi incolti, ecc. O una cosa può essere utile e può essere prodotto di lavoro umano senza essere merce. Chi soddisfa con la propria produzione il proprio bisogno, crea sì valore d'uso, ma non merce. 
Per produrre merce, deve produrre non solo valore d'uso, ma valore d'uso per altri, valore d'uso sociale. 
(E non solo per altri semplicemente. Il contadino medievale produceva il grano d'obbligo per il signore feudale, il grano della decima per il prete. Ma né il grano d'obbligo né il grano della decima diventavano merce per il fatto d'essere prodotti per altri. Per divenire merce il prodotto deve essere trasmesso all'altro, a cui serve come valore d'uso, mediante lo scambio).
E, infine, nessuna cosa può essere valore, senza essere oggetto d'uso. Se è inutile, anche il lavoro contenuto in essa è inutile, non conta come lavoro e non costituisce quindi valore.

***

(Continua giovedì prossimo) 

per la Parte 1: http://proletaricomunisti.blogspot.it/2014/11/pc-20-novembre-formazione-operaia-su-il.html


27 novembre: Taranto, i lavoratori della Pasquinelli dello Slai Cobas sdc con la lotta impongono incontro coi vertici aziendali

Dopo le proteste alla direzione dell'amiu - incontro martedì 2 dic.
ANCHE QUESTA MATTINA GLI OPERAI DELLA PASQUINELLI, DOPO IL 14 NOV., SONO TORNATI ALLA DIREZIONE DELL'AMIU PER PROTESTARE SUL SILENZIO DELL'AMIU ALLA RICHIESTA DI INCONTRO. 

Queste iniziative di lotta hanno ottenuto UN risultato!

Segue la lettera inviata nelle tardi mattinata dal presidente Cangialosi allo Slai cobas.

Al Presidente della Cooperativa L'Ancora dott. Alfeo
p.c. Alla Signora Margherita Calderazzi

Facendo seguito a quanto richiesto più volte dalla rappresentante sindacale dello SLAI COBAS, manifestiamo la nostra disponibilità a partecipare ad un incontro che la Società Cooperativa L'Ancora vorrà convocare per martedì 2 dicembre 2014 alle ore 10.30 alla presenza della Organizzazione Sindacale stessa, per affrontare congiuntamente le problematiche evidenziate.

F.to Il Presidente - ing. Federico Cangialosi

LA PRECEDENTE LETTERA DELLO SLAI COBAS CHE PROSEGUIVA LO STATO DI AGITAZIONE DEI LAVORATORI DELLA PASQUINELLI

TA. 21.11.14

Al Presidente dell'AMIU, Cangialosi,
al Presidente de L'Ancora, Alfeo

Lo Slai cobas per il sindacato di classe e i lavoratori della Pasquinelli, preso atto che a tutt'oggi non è pervenuto alcuna risposta alla richiesta di incontro con l'Amiu, più volte inoltrata, comunicano che proseguono lo stato di agitazione.

Nel quadro di esso è stato deciso quanto segue:

1) i lavoratori si asterranno dal selezionare materiale diverso da quello della normale cernita (carta, plastica, cartoni, ecc.);

2) parteciperanno in delegazione estesa agli incontri richiesti all'Amiu, Provincia ATO, Prefettura;

3) senza risposte agli incontri, i lavoratori passeranno ad altre forme di iniziative sindacali più incisive.

SLAI COBAS per il sindacato di classe
per com. slaicobasta@gmail.com -T/F 0994792086 - 3475301704


27 novembre: Riceviamo e pubblichiamo - L’AVVENTURA A RITROSO DI UN SINDACALISTA COMUNISTA IN BRIANZA' una testimonianza

Nei numeri di Settembre 1992 e Settembre 1993 di NUOVA UNITA’ un certo Giorgio Bergonzoni pubblicava 3 articoli e rispettivamente:
- Le pretese post-moderne del capitalismo brianzolo Un caso lombardo
-Tanto tuonò che piovve
-Sindacato unico-Sindacato di Classe
Giorgio Bergonzoni è lo pseudonimo del sottoscritto (mi scuso seppur tardivamente con l’eventuale possessore del nome) per celare la mia vera identità alle due realtà nelle quali allora operavo:
1-la MOLTENI SPA di Giussano in prov. di Monza
2-il sindacato CISL di Como.
Dunque mi presento: sono Fiorenzo Maghini e oggi a 60 anni e con quasi 40 di lavoro (e di lotte sindacali) grazie a Lady Fornero come tanti altri lavoratori non posso andare in pensione.
Nel maggio del 1992 fui chiamato alla CISL di COMO in qualità di distaccato a tempo pieno ex l.300/70 (Statuto dei Lavoratori ). Da allora e per 15 anni fino al ritorno in fabbrica nel maggio 2007 sono stato completamente immerso nell’attività e nel lavoro sindacale. Per dirla alla GIACOMO LEOPARDI sono stati 15 anni di lavoro “matto e disperatissimo”, ma appassionante e totalizzante, con la Stella Polare dell’interesse e della difesa dei lavoratori che mi ha guidato, trascurando invece le logiche burocratiche, di bottega o verticistiche, DA COMUNISTA.

Si dirà ( me lo sono chiesto tante volte anch’io ): cosa ci fa un Comunista in una Organizzazione Sindacale filopadronale e filogovernativa come la Cisl (ma Cgil e Uil non sono da meno). La risposta è contenuta nel capoverso precedente: nell’impegno quotidiano, l’interesse della classe operaia.
Non mi sono mai fatto coinvolgere in beghe, in personalismi, in lotte intestine o per una poltrona. Le logiche all’interno degli apparati sindacali però sono spietate, chi non si adegua viene eliminato o marginalizzato. E’ successo così che dopo otto anni di lavoro in categoria nella FILCA CISL (Edili-Legno), all’ennesimo dissidio con i vertici Regionali e Nazionali sono stato “Dimissionato” dalla Segreteria Provinciale e “dirottato” all’Ufficio Vertenze alla fine del 1999. Con un altro “dissidente” invece gli stessi vertici sono stati più sbrigativi: hanno chiuso il distacco sindacale e lo hanno rispedito in fabbrica. Questi sono i metodi, per non parlare poi dello sfruttamento al quale sono sottoposti i lavoratori dipendenti delle varie strutture sindacali ( Caf- Uffici Vertenze- Patronati ecc.) veri avamposti del Sindacato. Chi all’interno contesta questo stato di cose viene emarginato come del resto avviene nelle aziende private.
Durante o a fine carriera invece il “Sindacalista Perfetto” va a rimpolpare qualche struttura di partito o diventa Sottosegretario o va a dirigere qualche “Cimitero degli elefanti“ – Enti, Fondi Previdenziali e quant’altro- come Premio Fedeltà. Un Sindacato così burocratizzato che è rimasto immobile anche di fronte alla barbarie del Governo Monti-Fornero che ha prodotto solo devastazione sociale e povertà. Alla faccia dell’autonomia del Sindacato dalla Politica.

Ma torniamo a noi.
Con rinnovato impegno e spirito di abnegazione mi immergo nel nuovo e ancor più appassionante lavoro di vertenziere per altri sette anni. In un Ufficio Vertenze la mole di lavoro è enorme perché ci sono da gestire tutte le “disperazioni “ del territorio - fallimenti, licenziamenti, mobbing, lavoratori senza permesso di soggiorno non pagati, campanari, perpetue o commesse di sexy shop in nero - tutti lavoratori da tutelare senza nessuna distinzione. Ebbene in 15 anni, nel mio ufficio, mai nessuno di quei tali che dissertano di umanizzare il Capitalismo, si è fatto vedere, ma se ne sono guardati bene anche quasi tutti i Dirigenti Sindacali.
Eppure nonostante questa mole di lavoro la struttura che vi opera è sempre in “forza minima“ e sottopagata (il lavoro straordinario non è retribuito) perché la “Nomenklatura “ considera l’Ufficio Vertenze una sorta di ramo secco in quanto per sua natura non rende economicamente, non fa come si suol dire “BUSINESS", cosicchè il lavoro va avanti comunque al meglio grazie alla volontà e al massimo impegno di chi vi opera, fino a esaurimento.
All’interno del Sindacato tuttavia vi sono categorie con molte risorse economiche sia in capitali che patrimoniali (la Cisl e l’ FNP-Pensionati possiedono considerevoli proprietà immobiliari su tutto il Territorio Nazionale), ma la Solidarietà tra categorie è impensabile così le “Categorie Povere“ tali rimangono operando sempre con l’acqua alla gola e in condizioni estreme.
Dopo circa sette anni di lavoro “a esaurimento” e dopo gli ultimi “scazzi “ con i dirigenti decido io, a 53 anni di chiudere il distacco e tornare in fabbrica. E qui viene il bello: il giusto coronamento del percorso umano e politico del sottoscritto. Trovo una realtà sindacalmente devastata dove qualche anno fa è stata inventata una ristrutturazione aziendale che ha prodotto l’espulsione di 12 lavoratori attraverso una procedura di mobilità fasulla con la complicità di Fillea-Filca-Feneal (sindacati di categoria di Cgil-Cisl-Uil ). La crisi aziendale non è mai esistita in quanto la Società è una se non la più solida del settore e non c’era bisogno di nessuna ristrutturazione, tant’è che i lavoratori licenziati sono stati sostituiti da altri lavoratori assunti con contratti più “moderni”- interinali- a termine-ecc.- quindi più ricattabili.
In questa realtà pertanto i lavoratori iscritti al Sindacato Fillea-Filca-Feneal che detiene anche il monopolio RSU sono una minima parte. In questo contesto anche il sottoscritto in questi ultimi 7 anni è rimasto sostanzialmente un non iscritto. Solo ultimamente ho aderito – unico in una realtà di circa 300 dipendenti - alla Confederazione Unitaria di Base (CUB ).
In questi ultimi 7 anni di fabbrica infine pur senza un impegno diretto nella RSU i lavoratori mi hanno conosciuto e riconosciuto per l’impegno a favore dei più deboli ed esposti alle offese, alle minacce e al mobbing subendoli a mia volta come conseguenza e ritorsione.
L’apoteosi è stato un ridicolo licenziamento disciplinare intimatomi il 9 luglio u.s., che ho già impugnato. Ma questa è un’altra storia che riprenderò quando si sarà concluso l’iter giudiziario. Posso solo dire che licenziamenti così se ne fanno solo in Brianza o dove manca un controllo operaio e il “Verbo” e la prepotenza del “Padrone” dilagano. Eppure la Brianza è geograficamente contigua a Sesto San Giovanni: la “Stalingrado d’Italia”, l’eroica roccaforte operaia che tanto ha dato durante e dopo la seconda guerra mondiale. Ma non ne ha recepito neanche lontanamente i bagliori, attraversando la Storia nella sua campana di vetro. Ora che anche qui il Capitalismo ha prodotto macerie forse potrebbe risvegliarsi dal torpore ma rimane in attesa dell’arrivo “messianico” di EXPO’ 2015, illudendosi di rivivere una nuova stagione aurea di “ danèe e laurà (soldi e lavoro).

CONCLUSIONE
Nonostante il percorso a ritroso che mi ha e ci ha portato complessivamente più indietro rispetto a quando siamo partiti; percorso illustrato in questa estrema sintesi; la considerazione finale che se ne può trarre è che non ci si trova poi così male stare 40 anni... dalla stessa parte.
E LA LOTTA CONTINUA

10 Settembre 2014
FIORENZO MAGHINI LENTATE sul SEVESO MB
IND. Di POSTA ELETTRONICA tifima@alice.it
Cell. 3333228610


27 novembre: India - Maruti-Suzuki, una grande lotta operaia che fronteggia una grande repressione. Costruiamo solidarietà e inizitive di lotta - info: slai cobas per il sindacato di classe - slacobasta@gmail.com

Appello degli operai Maruti-Suzuki Workers Union - Ottobre Novembre 2014

Compagni e amici,
Per portare avanti la nostra lotta ed esigere giustizia per tutti i 147 arrestati, i 2500 lavoratori Maruti licenziati e le nostre famiglie, abbiamo organizzato una manifestazione a Kaithal, Haryana. Abbiamo portato i nostri slogan in corteo, come parte di una campagna nazionale contro la politica anti-operaia del governo e i padroni, nel cui interesse esso agisce.
Gli interventi al termine della manifestazione hanno sottolineato: sappiamo già per esperienza che, per quanto abbiamo bussato alla porta di ogni rappresentante eletto, il governo si è sempre schierato dalla parte della proprietà. Non vogliamo un governo sotto il controllo dei capitalisti.
Quando siamo andati in corteo verso la sede del ministero dell’Industria, abbiamo trovato ancora una volta le strade sbarrate.
Nella manifestazione, come nelle tante altre degli ultimi due anni e mezzo, c’erano ad incoraggiarci gli sguardi determinati dei nostri amici e familiari, insieme ai nostri compagni di lavoro. La nostra famiglia sono i lavoratori venuti da tutto l’Haryana, l’UP, il MP, Rajasthan, Bihar e da altrove. Negli ultimi due anni e mezzo hanno sopportato continui abusi e violenze. Allo stesso tempo, ci hanno mostrato il coraggio e la lotta determinata con cui hanno affrontato difficoltà economiche e pressioni psicologiche per stare dalla parte dei fratelli, figli, padri, amici lavoratori arrestati.
Amici, voi sapete che questa è stata una lotta prolungata dei lavoratori per i loro diritti, guidata dalla Maruti Suzuki Workers Union. E di fronte ai crescenti attacchi contro operai e lavoratori, sotto forma di aumento degli appalti, disoccupazione, riforme delle leggi sul lavoro, ecc., queste lotte sono destinate a intensificarsi nei prossimi giorni. Diamo qui un breve aggiornamento sui processi in corso:

Cause penali - Finora a nessuno dei 147 operai arrestati è stata concessa la libertà su cauzione. Le accuse, che vanno dall’omicidio, al tentato omicidio, saccheggio, incendio doloso ecc., sono state ingiustamente formulate in forma del tutto unilaterale.
Altri 66 lavoratori restano, imputati di simili reati, restano detenuti in nome del “pericolo di fuga”, con continui pressioni su questi lavoratori e le loro famiglie.
Negli ultimi due anni i procedimenti di richiesta libertà su cauzione per i lavoratori sono stati rifettati dal Tribunale di Gurgaon, dall’Alta Corte del Chandigarh e giacciono presso la Corte Suprema. Nella motivazione della sentenza dell’Alta Corte è scritto: “questo è il più sciagurato incidente che ha peggiorato la reputazione dell’India nel mondo. È probabile che gli investimenti esteri vengano a mancare a causa della crescente conflittualità”. Siamo cioè di fronte a una sentenza motivata politicamente in nome dei capitalisti e a un orientamento anti-operaio della magistratura nel suo insieme, anche di quella del lavoro.
Processi che sono comunque gestiti contro di noi, in cui si cerca di mettere a tacere le nostre voci con dalla forza del denaro della Maruti Suzuki e della sua influenza sui rappresentanti eletti al governo del Haryana e del Centro.
Nei prossimi giorni l’appello sarà nuovamente sottoposto alla Corte Suprema. Oltre alla lotta sul campo, occorre anche un più ampio sostegno della società civile e di tutte le forze democratiche e della parte dei lavoratori, cui facciamo appelliamo a essere solidali con noi.
Cause di lavoro - Le cause di lavoro, [ai sensi della Sezione 33 (2) B dell’Industrial Disputes Act] per la risoluzione di 423 contratti di lavoratori a tempo indeterminato sta andando avanti. Ci è stato ingiustamente richiesto di starne fuori, senza alcuna inchiesta o altro per dimostrare il nostro coinvolgimento nella vertenza. 1.800 lavoratori precari sono stati buttati fuori senza alcuna formalità. Abbiamo posto la questione come centrale in tutte le nostre agitazioni, richieste e protocolli formali, ma la dirigenza elude ancora la questione.
Caso Kaithal - Nel frattempo vanno avanti i processi per i fatti del 19 maggio 2013 a Kaithal, dove ci fu una brutale carica dalla polizia Haryana di fronte alla determinata resistenza di lavoratori e attivisti, con 111 arresti. A 100 di questi fu subito concessa la libertà su cauzione, a 11 dopo più di 2 mesi. Nel processo contro i primi 100 lavoratori e attivisti, dopo ripetuti rinvii, si è a un punto morto. In quello contro gli altri 11 lavoratori e attivisti, che contempla falsi accuse, dal porto d’armi al tentato omicidio, la polizia non è riuscita a produrre neanche un testimone, e il caso è in fase di archiviazione.
Come si sa, questa è stata una lunga, ostinata e instancabile lotta dei lavoratori licenziati guidata dal comitato di lavoro provvisorio, MSWU. Oggi vediamo che anche l’unità tra i lavoratori in lotta nella zona è cresciuta, tanto che i lavoratori in lotta con la MSWU hanno vinto le elezioni nelle fabbriche di Manesar e Gurgaon contro le liste appoggiate dai padroni. I lavoratori dei quattro stabilimenti Maruti si sono uniti su una piattaforma comune, e quelli che lavorano in fabbrica hanno sfilato insieme ai licenziati: il 1 ° maggio di fronte all’impianto si Manesar, il 18 luglio a Gurgaon e ancora 3 agosto a Rohtak, dandoci ancora più coraggio.
Le lotte dei lavoratori che continuano in tutta la cintura industriale di Gurgaon-Manesar-Dharuhera-Bawal-Bhiwadi traggono forza e influenzano positivamente il nostro movimento.

Facciamo appello a tutte le forze e individui che stanno dalla parte dei lavoratori a dare forza e portare avanti la lotta per ottenere giustizia e mettere fine al regime di sfruttamento e di repressione contro lavoratori e quelli che ci difendono.


Comitato di lavoro provvisorio Maruti Suzuki Workers Union IMT Manesar, Gurgaon

lo slai cobas per il sindacato di classe invita tutte le forze del sindacalismo di base e di classe, tutte le organizzazioni proletarie rivoluzionarie e internazionaliste a esprimere in tutti i modi la solidarietà di classe
attraverso l'informazione, la controinformazione, e la mobilitazione
nei prossimi giorni saranno forniti indirizzi e nuovi materiali per poterlo fare così come è prevista la costruzione di una delegazione in india e in italia

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