domenica 6 luglio 2014

4 luglio: PARLANO LE LAVORATRICI IN LOTTA, DAL PRESIDIO PERMANENTE DEL POLICLINICO DI MILANO

"100 OSS spremute e poi rimandate a casa". Sono terribilmente uguali le parole, le storie di Maria, Isabel, Antonella.

Anni di durissimo lavoro sempre sotto il ricatto del licenziamento all’interno del Policlinico: chi quattro, sette, dieci, fino a quasi vent’anni di lavoro continuativo: sempre con il terrore anche solo di chiedere un permesso, di prendere malattia, andare al lavoro anche con la febbre, turni massacranti, doppi turni per sostituire colleghi assenti. “Ho saputo anche di donne che hanno tenuta nascosta la gravidanza fino al settimo mese, per paura di essere lasciate a casa”


“Mi sento male, ora, ho lavorato qui per dieci anni. Quando sono entrata ero l’unica straniera, trattata come una schiava... ora non mi servi più, dopo essere stata sfruttata fino all’osso. Non è giusto quello che mi hanno fatto. Ora non dormo la notte perché non so come farò a mantenere i miei figli, pagare le spese. Ho a carico anche il mio nipotino. Mia figlia ha lasciato il suo compagno che la maltrattava.”
Sono storie di famiglie monoreddito, di donne sole con figli a carico, moltissime straniere, con doppi, tripli problemi: permesso di soggiorno, soldi da mandare nel paese d’origine per aiutare i familiari, ma anche le italiane devono aiutare i genitori con pensioni ridicole. "Siamo qui in presidio anche con i nostri figli, alcune non riescono più a vedere i propri figli perché escono presto, quando i figli stanno ancora dormendo, e rientrano tardi, quando i figli sono già a letto. Questo è motivo di grande tristezza, ma anche di più rabbia!".
E’ una guerra tra poveri dispiegata.
"L’Orienta, in vista della gara d’appalto, ha cominciato a fare i contratti mensili, prima venivano rinnovati ogni due anni, poi è subentrata la Tempor, per cui ci sarebbero stati degli “esuberi” da ricollocare in altre strutture, i sindacati (concertativi - ndr) avevano fatto un accordo che prevedeva un bonus di 500€ per chi non sarebbe stato ricollocato; abbiamo saputo che lavoratrici a cui è stato offerto un posto troppo lontano da casa, impossibile da raggiungere con i mezzi, rischiano multe. Alcune stanno lavorando un giorno una tantum".
"Il Policlinico ha messo a bando 29 posti di OSS, al concorso sono risultati idonei soprattutto giovani, appena usciti dalla scuola. Giovani che, sicuramente non hanno la nostra esperienza. Non è che il lavoro non c’è: ce l’hanno tolto, hanno assorbito oltre i 29 previsti dal bando, fino al 90° e hanno cacciato noi".


Le lavoratrici hanno accolto con molto piacere, interesse  la solidarietà di lavoratrici, precarie, disoccupate in lotta anche di città lontane e che la loro lotta, le loro storie sarebbero state riportate e fatte conoscere più da vicino


Una nota tristemente ironica: il presidio è a pochi passi dalla culla per la vita e all'interno del Policlinico da anni opera il CAV. Non ci sembra si stiano prodigando particolarmente per sostenere le vite di queste lavoratrici e dei loro figli! Inoltre, di fronte al presidio campeggia uno striscione del Policlinico per la raccolta del 5x1000 con la scritta: "Policlinico Ospedale di tutti". Giustamente, ironicamente le lavoratrici hanno affisso a fianco uno striscione:"Policlino ospedale di tutti non per noi." Drammaticamente sottolineando esclusione, ma anche la necessità della doppia lotta, per le donne, le lavoratrici.
Da Milano a L’Aquila, Taranto, Palermo: Il posto di lavoro non si tocca!
mfpr- Milano

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