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domenica 25 maggio 2014

25 maggio: I DISOCCUPATI ORGANIZZATI DI TARANTO RISPONDONO A DICHIARAZIONI DEL SINDACO, VICESINDACO...

Il Sindaco Stefano ha dichiarato che i Disoccupati Organizzati pretenderebbero il lavoro solo per loro... che sono "prevaricatori" verso altri disoccupati e cittadini....

I Disoccupati Organizzati è dall'inizio della loro lotta che hanno sempre detto, scritto - e praticato - che la lotta per il lavoro e il reddito garantito, riguarda tutti i disoccupati, tutti coloro che perdono il lavoro nella nostra città; questo è chiaro anche nel loro programma e soprattutto nelle soluzioni che pongono. Chi dice il contrario è falso! Per questo i DO hanno e continuano a fare ad ogni iniziativa appello a tutti i disoccupati, disoccupate, a tutti i lavoratori precari ad unirsi. I Disoccupati Organizzati slai cobas vorrebbero essere migliaia in lotta a Taranto, e non dipende certo da loro se purtroppo questo ancora non avviene - "ancora"... ma avverrà! Su questo sono loro e non i DO una parte della causa, per la sfiducia che seminano sulle possibilità di avere risposte, ma soprattutto per l'illusione che cavalcano su soluzioni individuali, in una logica di fatto assistenziale/clientelare.
Sono i DO che propongono piani di lavoro realistici - nella raccolta differenziata in tutta la città, nei lavori di bonifica e di ambientalizzazione, nei risanamenti dei quartieri dissestati - che potrebbero, se realizzati, dare lavoro a migliaia di disoccupati - altro che solo per i disoccupati organizzati!
Sono solo e soltanto i DO che hanno fatto appello e continuano a fare, alle varie realtà via via in lotta: dai lavoratori delle pulizie e mense della MM, ai lavoratori ultraprecari de L'Ancora, ai lavoratori di 'Isola Verde'..., per parlare solo di quelle più recenti, di unire le lotte. Scontrandosi, purtroppo, su questo con il settarismo di coloro, siano sindacati confederali, siano sindacati di base, come il cobas confederazione, che non vogliono unire le lotte. Quindi, non sono certo i Disoccupati Organizzati che pensano solo a sè stessi. Noi abbiamo proposto e continuiamo a proporre una grande mobilitazione unitaria in città sui temi del lavoro, del reddito, del legame salute/lotta all'inquinamento-lavoro. Attendiamo ancora risposte. Gli insulti, invece, quelli sì, li riceviamo...

Il Sindaco ha detto che i Disoccupati Organizzati vorrebbero imporre "un elenco delle persone da assumere, ma questo è illegale...".
I Disoccupati Organizzati sia nel precedente ciclo di lotta, sia in quello in corso da gennaio di quest'anno, hanno sempre detto con chiarezza che i disoccupati per ottenere il diritto al lavoro devono LOTTARE E ORGANIZZARSI, rompendo con l'"attesa del lavoro a casa", con una logica clientelare, o di esasperazione individuale, ora elemosinante, ora minacciosa, che offende prima di tutto la propria dignità, rompendo anche con una logica di arrangiarsi nella micro criminalità. DA QUI NASCE LA "LISTA DI LOTTA". Che non è affatto un "elenco delle persone da assumere", ma un principio di giustizia, del fatto che "la lotta paga", che la partecipazione alla lotta è ciò che unisce ed è trasparente. Che è un fatto di DIGNITA', di CIVILTA', contro tutti coloro Istituzioni, padroni, che ci vogliono vedere servi. La "lista di lotta" include non esclude. E mistifica chi invece vuol far passare la "lista di lotta" come lavoro solo per pochi.La "lista di lotta" è quindi di tutti i disoccupati, non di un piccolo gruppo. La "lista di lotta" è la LEGALITA' contro l'illegalità del lavoro dato - come fa Stefano - a chi va a "piangere" o a ricattare.
La "Lista di lotta", i suoi difficilissimi risultati, conquistati nella precedente fase con mesi, anni di lotte, di sacrifici, anche di denunce, di processi (come i corsi di formazione e poi i 20 lavoratori occupati alla Pasquinelli), sono un messaggio di fiducia verso tutti i disoccupati: che insieme, organizzandosi, aiutandosi, dandosi coraggio, è possibile strappare delle vittorie, battere la disperazione individuale. Se la lotta dei disoccupati non ottenesse mai dei risultati visibili che aprano la strada ad altri e nuovi risultati, seminerebbe solo sfiducia e ritorno a casa.
Sindaco, presidenti e assessori vari che attaccano tutto questo e offendono la "lista di lotta", in realtà stanno dicendo ai disoccupati, a chi perde il lavoro: perseguite sempre e solo la strada del clientelismo (su cui loro mantengono il loro squallido potere) o andate dalla criminalità (che non a caso a Taranto ha rialzato la testa e le Istituzione se ne ricordano solo quando accadono gli omicidi).


Ha detto il pres. del consiglio Bitetti che "si sbaglia di grosso chi pensa che dobbiamo chiedere assunzioni dirette agli appaltatori del Comune".

I Disoccupati Organizzati slai cobas nel loro programma, negli incontri, stanno ponendo una richiesta semplice e totalmente sensata e legittima: che nei lavori di bonifica, di risanamento appaltati alla ditte il Comune ponga una clausola sociale per cui le aziende che faranno questi lavori - vista l'emergenza lavoro nella nostra città - assumano dal bacino di Taranto; per esempio, perchè mai le ditte che faranno i lavori di bonifica ai Tamburi non dovrebbero assumere i disoccupati di questo quartiere? Questa è anche una forma di parziale risarcimento per giovani, donne, disoccupati che in questi quartieri non solo si ammalano e muoiono per l'inquinamento ma neanche vivono senza lavoro e reddito. Dove sta lo scandalo di questa richiesta?
Anche le associazioni industriali stanno chiedendo che nei lavori di ambientalizzazione, risanamento siano privilegiate le Ditte di Taranto. Su questo nessun Stefano, nessun Bitetti ha alzato "grandi grida", benchè anche questa richiesta sarebbe, diciamo, "fuori legge". Perchè quando sono i DO a porre la richiesta di "clausola sociale", secondo questi personaggi, i disoccupati è come se volessero istigare a violare la legge
- a loro che invece sarebbero così "rispettosi delle leggi", salvo poi le tante denunce ed esposti fatti (non da noi) a un vicesindaco come Lonoce per irregolarità negli affidamenti degli appalti?
Hanno detto che i Disoccupati Organizzati avrebbero il 22 "attaccato la massima assise cittadina".
A parte che questo è falso, basta vedere foto e filmati da cui è chiaro che i DO sono entrati e si sono seduti per terra nella sala del consiglio comunale, e che tutto il resto è stato frutto della violenza dei vigili; come si permette Stefano di ricordarsi solo ora, e solo per denigrare chi lotta per il lavoro, della "Massima assise cittadina", quando lui la offende ogni volta che non è presente ai lavori della "massima assise" dicendo sempre che sta "facendo altro"; quando lui tiene da settimane una Giunta in bilico, appropriandosi del diritto di decidere quando e come vuole chi siano gli assessori; quando questa "massima assise" viene ridotta a querelle di fazioni politiche; quando questa assise nulla decide sulle vere emergenze di questa città: lavoro, ambiente, case; quando questa "massima assise" è rappresentata da un Sindaco inquisito per gravi commistioni con i padroni dell'Ilva nell'ambiente svenduto, ecc. ecc.? Sono i Disoccupati Organizzati slai cobas che chiedono da mesi che questa "massima assise cittadina" discuta, deliberi sulle questioni serie di questa città e non venga ridotta ad un "bordello". Sono i DO che chiedono che il "consiglio monotematico" venga finalmente fatto e non sia una passerella e sindaco e Bitetti invece da inizi di aprile ancora non lo vogliono convocare.
Dicono che è un "consiglio eletto dai cittadini", ma non risponde ai cittadini! E questo tutti lo sanno, anche quelle associazioni che ora (dalla Confindustria alla Confcommercio) fanno fronte con il Comune contro la lotta dei disoccupati, dopo averlo per mesi criticato, anche aspramente.


Nella nota di Palazzo di città e in dichiarazioni del Sindaco, vicesindaco, ecc. viene affermato che la protesta era ingiustificata, visto il "livello di attenzione che era stato loro riservato in occasione di precedenti incontri".
Non smentiamo che qualche incontro, anche recente, ci sia stato (ma solo in un'occasione con la presenza del sindaco), ma dovrebbe essere chiaro anche a un bambino che a chi non ha lavoro, nè una qualche forma di reddito, chi non sa cosa portare a casa per mangiare, chi va nella disperazione appena un suo bambino si ammala, non possono certo bastare incontri in cui non si fanno mai piccoli passi avanti, si ripetono rinviandole sempre le stesse cose: i limiti del Comune..., lo scarica barile sulle altre istituzioni, o vaghe promesse di iniziative, come appunto quella del consiglio monotematico sull'emergenza lavoro o di un tavolo in cui convocare tutte le parti che possano dare risposte concrete. Questo consiglio doveva esserci - a detta di Stefano - entro la metà di aprile, poi niente, con la scusa di dover subordinare la sua data alla disponibilità del sottosegretario Bellanova; e, nonostante i Disoccupati Organizzati abbiano pure indicato un metodo per far comprendere ai rappresentanti del governo, della regione l'urgenza di tale iniziativa, indicando comunque una data di riferimento, questo consiglio monotematico viene - come si dice - "più volte nominato" ma mai fissato.
Non solo. Dopo l'incontro alla Tenda con il Presidente della Confindustria, ricevendone la sua disponibilità, i Disoccupati Organizzati hanno chiesto con una nota al Sindaco di convocare, nelle more, un incontro tra Comune e associazioni imprenditoriali. Di nuovo nulla di nulla.


Sindaco, Bitetti hanno detto che loro non hanno la "bacchetta magica", che le competenze del Comune hanno dei limiti, che sono altre istituzioni che hanno la responsabilità...; il vicesindaco Lonoce è arrivato a dire che "dare risposte ai disoccupati jonici non rientra questo compito nelle proprie competenze..."

Il problema è sempre e solo degli altri, non è mai responsabilità del Comune - questo leit motiv è continuamente presente anche negli incontri. Qui potremmo rispondere dicendo che parlando con la Regione, suoi assessori, questi invece dicono il contrario, che il Comune di Taranto si lascia sfuggire anche possibilità di fondi europei, regionali, non facendo il "suo dovere". Ma potremmo fare un elenco di cose di cui è responsabilità e competenza del Comune e che non vengono fatte o vengono fatte male - ne citiamo alcune:
- solo per fare l'appalto dei mezzi per la raccolta differenziata nei quartieri Tamburi-PaoloVI-Talsano ci sono voluti ben 2 anni! E i soldi, stanziati dalla Regione, c'erano già! Col rischio che anche a giugno non si aumenterà la raccolta differenziata e i cittadini dovranno pagare più tasse e penale;
- la raccolta differenziata a Taranto è la più bassa di tutta la Puglia, al 12%, quella poca che viene fatta dall'Amiu in 2 quartieri è fatta malissimo e diventa un costo invece che una risorsa anche economica; fatta bene e per tutta la città potrebbe dare oltre 200 posti di lavoro;
- nella selezione della differenziata alla Pasquinelli, al Parco del Mirto, nei lavori di pulizia delle spiagge, è da tempo che le stesse ditte dicono che occorre più personale per fare bene i lavori; se il comune provvedesse si creerebbe un altro centinaio di posti di lavoro;
- i lavori di risanamento in quartieri come Taranto vecchia potrebbero già essere finanziati dalla Regione se solo il Comune presentasse progetti, e anche qui si tratterebbe di varie centinaia di posti di lavoro;
- il Comune di Taranto può avere la "medaglia" del Comune dei lavori ultraprecari: appalti di pochi mesi, proroghe di lavori di un mese, appalti con orari di 1 ora e 50 al giorno (vedi pulizie negli asili) o massimo di 2/3, appalti al massimo ribasso - tutte cose al di sotto di leggi e contratti (per chi parla di legalità...!); tutte cose che oltre che mettono in gravissimo disagio di vita i lavoratori e lavoratrici, anche offendono la dignità degli stessi.
Alcuni consiglieri, sui fatti di giovedì 22, hanno criticato non perchè non si risponda all'emergenza lavoro, ma perchè qualcuno crea "false aspettative e illusioni", visto che secondo costoro "non c'è lavoro".
I Disoccupati Organizzati con la loro piattaforma, con le loro precise e fondate soluzioni (perchè i DO non fanno solo proteste), ripetendole a iosa in ogni incontro, hanno invece dimostrato che a Taranto il lavoro c'è, i lavori servono; e non solo per dare risposte all'emergenza lavoro, ma per dare risposte all'emergenza della città in termini di inquinamento, salute, risanamento, pulizia contro il degrado dei quartieri, raccolta differenziata, ciclo rifiuti, verde, ecc., ristrutturazione di spazi da restituire alla città, ecc. I Disoccupati Organizzati non sono "illusi", sono arrabbiati perchè vedono le potenzialità e le necessità di lavoro e un'amministrazione che, pur avendo per parte di questi lavori dei finanziamenti, non risponde alle esigenze della città, scarica su altri...

Il vicesindaco Lonoce derubrica il problema dei disoccupati a "situazioni di disagio" a cui "pensa l'assessorato ai Servizi sociali"
I Disoccupati Organizzati, chi ha perso il lavoro non vogliono essere trattati come dei "poveri assistiti"! Ma come persone a cui viene negato un diritto previsto dalla Costituzione.
Lonoce e Stefano trattano chi ha diritto al lavoro al massimo come dei questuanti, e vorrebbero che anche i disoccupati si rivolgessero a loro in queste forme (e qualcosa esce...). Stefano, invece di adottare atti, provvedimenti per porre concretamente condizioni di sviluppo del lavoro, si vanta che lui riceve "lavoratori in difficoltà", che ascolta chi "viene a testimoniare le loro sofferenze"... Ma questo, se mai, lo dovrebbe fare l'arcivescovo Santoro... Da un sindaco ci si aspetterebbe legittimamente fatti e non "opere di bene". Una stessa logica è in alcune dichiarazioni di consiglieri, come Castellaneta, che dice: il sindaco "non può fare del bene a tutti, ci mette del suo, ma non basta" - come se si trattasse appunto di "fare del bene" e non di assolvere ai suoi doveri!
E' vergognoso come il sindaco, per giustificare la sua assenza anche giovedì all'avvio del consiglio comunale abbia usato l'argomento che lui era impegnato a sentire chi soffre, "perfino una mamma con i suoi due bambini..."; "anche gli sfrattati". Ma come?! I Disoccupati Organizzati, anche in lotta per la casa, hanno proposto da tempo precisi obiettivi per gli sfrattati: blocco degli sfratti investendo Tribunale e prefettura, allargamento della graduatoria per le case popolari; ristrutturazione di immobili comunali, requisizioni di case private da anni abbandonate, costruzione, tramite Iacp di nuove abitazioni, ecc., e Sindaco e assessori non si sono presi la briga neanche di fare una lettera al prefetto per il blocco degli sfratti, e ora parlano di "sfrattati" per usarli contro i DO (anche molti di loro sotto sfratto)?!

DISOCCUPATI ORGANIZZATI Slai cobas per il sindacato di classe - TARANTO


25 maggio - CONTRO L'ILLEGALITA' DELLE COOPERATIVE, GOVERNO RENZI-POLETTI CONNIVENTI

           COMUNICATO STAMPA
inizia domani lunedì 26 maggio la settimana di mobilitazione dei facchini:
CONTRO L'ILLEGALITA' DELLE COOPERATIVE, GOVERNO RENZI-POLETTI CONNIVENTI

dalle 14.30 un presidio dei lavoratori di varie cooperative logistiche davanti alla Prefettura di Milano, per denunciare l'illegalità del sistema delle logistiche dove i facchini vivono ogni giorno un clima di ricatti e sfruttamento, in cui vengono lesi i più elementari diritti sindacali e contrattuali, oltre a ruberie sul salario e con ritmi di lavoro usuranti, che portano ogni 2 anni a liberarsi dei lavoratori spremuti attraverso i cambi appalto e subappalto.

INVITIAMO A PARTECIPARE ALLE 15.30 AD UNA CONFERENZA STAMPA DAVANTI ALLA PREFETTURA DI MILANO
saranno presenti delegazioni di lavoratori che parleranno  delle specifiche lotte e vertenze e della strada che si è aperta per unificare le mille vertenze aperte nei magazzini logistici, in uno sciopero territoriale forte contro i padroni della logistica andando a colpire chi regge le fila di questo sistema neoschiavista (Confcooperative, Legacoop, Assologistica).


PER INFORMAZIONI S. LAMERA 3355244902
COOORDINAMENTO OPERAI LOGISTICHE - SLAI COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE – DALMINE Via MARCONI,1 (BG) 335 5244902 sindacatodiclasse@gmail.com

25 maggio: Se Toccano Uno, Toccano Tutti? Purtroppo non sempre è così.....e non solo a Taranto, riflessione/denuncia dallo Slai Cobas sc

La solidarietà è di classe e sociale - mentre tra i movimenti e i compagni la solidarietà non abita qui
Come abbiamo detto in questi giorni, nella mobilitazione continua che c'è stata dal fermo di giovedì scorso di 2 disoccupati e 1 lavoratrice, e poi l'arresto di Massimo e Francesco, fino a sabato mattina - nel pomeriggio sono stati liberati - grande è stata la solidarietà che si è espressa dovunque, come forte è stata la denuncia del Comune, dei Vigili, da parte di giovani, lavoratori, donne, disoccupati, cittadini, sia nelle iniziative al centro città, sia nei quartieri, in particolare Tamburi, sia in facebook, sia, vogliamo sottolinearlo, tra i detenuti.
Le solidarietà più sentite perchè sicuramente niente affatto formali ma espressione di volontà e di impegno di lotta comune sono state quelle degli operai, dagli operai della Pasquinelli (che hanno anche dato una sottoscrizione) agli operai dell'Ilva che hanno fatto un loro comunicato, affisso alla fabbrica.
Tutte queste hanno oltre che incoraggiato la mobilitazione, riempito il cuore e dato forza ai disoccupati arrestati, che ieri sera, molto emozionati, hanno detto GRAZIE, GRAZIE!! a tutti, e lo diranno nei prossimi giorni anche direttamente, dove è possibile.

Dobbiamo invece dire che tutt'altro scenario abbiamo dovuto vedere da parte di realtà di movimento, associazioni, sindacati di base, compagni e compagne.

Tutti possono confermare - e chi lo neghi alzi la mano! - come in altre situazioni simili in cui vi è stata una qualsiasi repressione verso chiunque lottasse, difendesse i propri diritti, lo Slai cobas, i vari lavoratori e disoccupati che ne fanno parte abbiano subito espresso non solo a parole la loro solidarietà.
Ma purtroppo niente di tutto questo è avvenuto per Massimo e Francesco.

Abbiamo subito evidenziato che il Comitato Liberi e Pensanti aveva pubblicato nella sua pagina facebook la notizia, a cui poi sono seguiti commenti positivi di singole persone - bene, almeno questo...
Da altre realtà e forze, neanche questo...
Anzi peggio: i Disoccupati Organizzati hanno dovuto sentire un Salvatore Stasi del Cobas confederazione presente giovedì al Comune dire che loro avevano ottenuto l'incontro col Sindaco e per cui... neanche un commento, un atto di solidarietà nè al momento, nè dopo, neanche un minimo di smentita della informazione volgare fatta da sindaco, vigili, contro i Disoccupati Organizzati slai cobas.
E poi il silenzio degli altri sindacati di base, dei comitati, delle varie "belle" associazioni....

Un silenzio, ingiustificabile e preoccupante!
Ci sono anche nella repressione figli e figliastri?
Due disoccupati in lotta per il lavoro, il reddito vengono arrestati (negli stessi giorni in cui invece per la Di Bello va in prescrizione ogni reato), uno di loro ferito, aggredito, riempito di botte - con scene da parte dei porci vigili del tipo quelle viste il 12 aprile a Roma)... e nessuna realtà di movimento, nessun compagno, nessun democratico impegnato, nessuno che si batte per i (suoi) diritti, dice niente? Una lavoratrice viene trascinata coi piedi per due stanze del Comune, nel comando dei vigili viene fatta denudare, e perquisita... e nessuno, nessuna compagna, si indigna?
MA CHE RAZZA DI REALTA' E' QUESTA?
Ognuno coltiva il proprio orticello, guarda al proprio, piccolo o grande ma comunque misero risultato, in una situazione in cui gli attacchi veri continuano e aumentano, e la parola delle Istituzioni passa sempre di più ai manganelli/violenza delle Forze dell'ordine.
NEANCHE LA REPRESSIONE RIESCE AD UNIRE!

SU QUESTO NOI NON CI STIAMO!

Slai cobas per il sindacato di classe


25 maggio: Massimo e Francesco sono LIBERI... ma la controinformazione-la lotta non si ferma

invito alla stampa e tv


E’ indetta per le ore 16.30 del 26 maggio  presso la sede dello Slai COBAS per il sindacato di classe via Rintone 22 una conferenza stampa con  Massimo Portacci - Francesco Tagliente dissoccupati organizzati slai cobas per il sindacato dopo la loro scarcerazione con la presenza dei coordinatori provinciali dello Slai COBAS  su

- una scarcerazione che ci dà ragione e che mette sotto accusa il sindaco e la sua giunta documentazione e controinformazione per ristabilire la verità dei fatti e le responsabilità

- una lotta per il lavoro nell'interesse di tutti disoccupati di taranto che deve continuare in tutte le forme necessarie

Disoccupati Organizzati - Slai COBAS
info 347-5301704
25 maggio 2014


25 maggio: DAGLI OPERAI LOGISTICHE DELLO SLAI COBAS SC: UNIAMO LE LOTTE - SCIOPERO GENERALE

Partecipazione al presidio all'Ikea di Carugate per portare la solidarietà e per unire le lotte, verso uno sciopero territoriale, tutti al presidio lunedì 14.30 Prefettura di Milano, dove coordinare le prossime iniziative.                  

Riportiamo il volantino diffuso ai lavoratori che riassume l'appello ripetuto al megafono e sostenuto da tutti i lavoratori presenti...



UNIAMO LE LOTTE - SCIOPERO GENERALE
Il coordinamento operai logistiche SLAICOBAS S.C., che raccoglie le lotte nate in diverse logistiche tra Bergamo, Brescia e Milano (Sma, Kuehne Nagel, LD-Lombardini, ND-METRO), partecipa alle mobilitazioni contro Ikea in solidarietà con i facchini della coop San Martino (mag Ikea Piacenza), perché crediamo che le mille lotte scoppiate nei magazzini di tutto il paese debbano unirsi per far saltare questo sistema di super-sfruttamento.
L’unità nella lotta è necessaria per vincere, sia nelle singole vertenze, sia contro la politica generale in tutto il settore della logistica, perché sia garantito per tutti, un trattamento uniforme, la difesa dei diritti e di organizzazione sindacale.
La guerra che i padroni stanno facendo a chi osa alzare la testa è sempre più feroce, per questo è necessario organizzarsi per dare al più presto una risposta adeguata.
Rilanciamo uno sciopero territoriale forte, contro i padroni della logistica andando a colpire chi regge le fila di questo sistema neoschiavista (Confcooperative, Legacoop, Assologistica).
Assediamo le istituzioni conniventi, a partire dal governo Renzi che, nominando Poletti (ex presidente di Legacoop) ministro del lavoro, ha dimostrato chiaramente da che parte sta.
Invitiamo tutti a partecipare al presidio alla Prefettura di Milano che inizia LUNEDI' dalle ORE 14.30 per coordinarsi e continuare insieme la lotta
BASTA SFRUTTAMENTO E LICENZIAMENTI SE TOCCANO UNO, TOCCANO TUTTI SE VINCE UNO, VINCIAMO TUTTI!
COOORDINAMENTO OPERAI LOGISTICHE - SLAI COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE – DALMINE Via MARCONI,1 (BG) 335 5244902 sindacatodiclasse@gmail.com


24 maggio: Ora sono liberi! Ma la solidarietà si estende - da 'Istituto Nazionale Tumori di Milano.


Li rivogliamo Liberi Subito a lottare insieme a noi contro l'arroganza  e gli intrallazzi della politica e il fascismo/schiavista dei padroni.
Stefàno sei una Vergogna e non solo per Taranto. Dimettiti! Noi tutti i giorni facciamo i conti con la devastazione della salute dei padroni ASSASSINI, anche di chi vive e lavora a Taranto, e tu -Stefano- anzichè lavoro per le bonifiche scateni i tuoi sgherri contro chi lotta per il  lavoro e la propria dignità. Ma non pensare di intimidire con la repressione, siamo e saremo tutti Massimo e Francesco e ci troverete ad
assediarvi.
Voi siete il problema. la Lotta e la Rivolta sono la soluzione che vi  spazzerà via!
Slai COBAS per il sindacato di classe istituto Tumori, Milano
cobasint@tiscali.it


24 maggio: Massimo e Francesco stasera festeggiamo - LIBERI LIBERI LIBERI... annaschiattà!

Evviva!
La lotta per il lavoro non è reato!

slai cobas per il sindacato di classe Taranto
3475301704


24 maggio: Ancora con Massimo e Francesco - da Palermo e da rappresentanti Coordinamento 3 ottobre insegnanti precari Milano


UN FORTE ABBRACCIO COLLETTIVO E UN PRONTO RITORNO ALLA LOTTA PIU' DETERMINATA CHE MAI!

LOTTARE PER IL LAVORO NON E' REATO!
LOTTARE CONTRO LA BARBARIE E LA VIOLENZA DI QUESTO STATO, DI QUESTO SISTEMA NON E' REATO!


SALUTI DI LOTTA

I COMPAGNI E LE COMPAGNE DI 
PROLETARI COMUNISTI
I LAVORATORI, PRECARI E DISOCCUPATI SLAI COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE 
da PALERMO
_______________

Molto bene! La lotta continua!

da Rappresentanti del Coordinamento 3 Ottobre - Milano


24 maggio: Taranto - Da operai dell'ILVA solidarietà a Massimo e Francesco

Quanto accaduto Giovedì 22 al consiglio comunale è di una gravità che non può e non deve essere tollerata in un Paese che possa definirsi democratico. Due compagni di lotta, disoccupati, sono stati aggrediti ed arrrestati da una manica di vigili che non esitiamo a bollare come ignoranti. Come definire, infatti, gente -se gente la si può definire, e scusate se qualcuno di voi che sta leggendo possa sentirsi offeso- che non conosce cos'è la fame, la miseria, di chi è costretto ad ogni tipo di umiliazione pur di lavorare, e infierisce, oltretutto, barbaramente su di essi con percosse e manette. E poi... E poi c'è da chiedere se sapete chi ha chiamato quella sorta di barbarie umana ad arrestare i disoccupati che, se non l'aveste ancora capito o letto dai giornali o visto in TV, cosa tra l'altro difficile da credere, erano lì per chiedere un incontro con un sindaco assente, cieco e sordo verso i suoi concittadini. Un incontro oramai lungamente rimandato a data da destinarsi. Sappiamo già che lo sapete, ed è per questo che vi risparmieremo l'ansia della risposta, inutile tenervi sulle spine. È proprio lui, il sindaco stesso! Stefàno, paladino dell'ingiustizia sociale, colui che è tra gli imputati del maxi-processo Ilva, colui che, nel 2012, durante le manifestazioni in città, scendeva come un angelo ad ali spiegate tra la folla dicendo che era stato in Procura e che aveva risolto tutto. Colui che ora chiama un gruppetto di vigili squadristi e fascisti (vigili che ci chiediamo come possano aver ottenuto quel posto di lavoro, vigili che, risentiti, forse agiscono così perché ora non c'è più un sindaco Di Bello che regalava pappine a destra e a manca) a levargli di torno dei disoccupati i quali, essendo lui anche il loro sindaco, dovrebbe, anzi deve, farsi carico del loro dramma. 
È ora nostro dovere informarvi del rilascio dei suddetti, il giudice ha ritenuto che non ci fossero motivi per la detenzione, e questo ad ulteriore dimostrazione della loro innocenza. Ma non crediate che sia finita, ora tocca a noi depositare le denunce nei loro confronti colpevoli di abuso d'ufficio ed uso spropositato della forza.
Speriamo vivamente che queste parole possano far breccia dentro di voi. Dobbiamo tutti renderci conto che ciò che è successo a Massimo e Francesco (questi i nomi dei compagni arrestati) potrebbe riguardarci molto da vicino, più di quanto non siamo disposti ad immaginare. Pretendiamo di sapere quali sono le reali intenzioni nei confronti di questo stabilimento. Basta con le cazzate, basta con le bugie, basta con i ricatti e basta con gli sfruttatori. Per anni ci hanno preso in giro, ci hanno fatto credere che avremmo dovuto ringraziare per questo posto di lavoro quando si arricchivano alle nostre spalle ed a scapito della nostra salute sino alla morte, non solo nostra. Basti ricordare i nomi di Nicola Darcante, morto lo scorso 16 Maggio, e di Stefano Delliponti, morto lo scorso 30 Dicembre. Ora, potrebbe sembrare che queste ultime righe siano in contrasto con quanto scritto all'inizio di questo comunicato, ci si potrebbe domandare: “Ma come, prima questi dello Slai Cobas chiedono posti di lavoro e poi se ne lamentano?”. Tutto questo, badate bene, non va assolutamente in conflitto, qui si pretende il lavoro nelle migliori condizioni, non siamo merce di scambio, lo abbiamo sempre sostenuto. Ciò che ci spinge ogni volta ad informare la gente, i lavoratori, il popolo tutto, non è dettato dal cinismo di chi non ci vuole tra i piedi, non facciamo demagogia come pseudopoliticanti e pseudosindacalisti, e lo attestano le numerose denunce sporte e i due compagni arrestati per aver preteso i propri diritti. Quante altre sigle sindacali possono vantarsi di aver fatto questo?
Operai Ilva

Slai Cobas per il sindacato di classe


24 maggio: la sentenza di condanna dei padroni di stato e privati all'italsider-ILVA TARANTO non ci restituisce i morti e non deve attenuare denuncia e mobilitazione, nè bisogna nascondere come si è arrivati ad essa

la rete nazionale per la sicurezza e salute sui posti di lavoro e sul
territorio si unisce alla soddisfazione per la sentenza contro i padroni di
stato dell'italsider e  RIVA  - ma naturalmente teme e denuncia il fatto che
queste sentenze non abbiano poi seguito in esecuzione e risarcimenti nei
successivi gradi di giudizio - vedi il rischio corso attualmente per la
sentenza eternit di torino -
serve ancora e di più la mobilitazione dal basso di operai,familiari,
cittadini


rete nazionale
bastamortesullavoro@gmail.com





Lo slai cobas per il sindacato di classe di taranto a fronte della sentenza amianto - dice chiaro che molti di quelli che oggi salgono sul carro della sentenza - sindacati e alcune associazioni - quando gli operai morivano tacevano e nullafacevano.
Questa inchiesta nelle mani del giudice Pesiri - oggi morto - ottenne la
massima collaborazione e sostegno con atti concreti solo ed esclusivamente
dei coordinatori dello slai cobas per il sindacato di classe di taranto e del
responsabile dell'associazione familiari 12 giugno

Oggi la sentenza rende merito a questo lavoro - anche se questo viene
taciuto.

slai cobas per il sindacato di classe taranto
slai
cobasta@gmail.com


24 maggio: Taranto - La controinformazione e la solidarietà contro la repressione e l'"informazione" da "regime"


sabato 24 maggio 2014

24 maggio: Mobilitazione permanente per Massimo e Francesco a Taranto


MASSIMO E FRANCESCO DEVONO ESSERE SCARCERATI SUBITO!
LOTTARE PER IL LAVORO NON E' UN REATO
centinaia di  lavoratori, giovani, cittadini persone affollano il presidio in via d'Aquino contro l'arresto dei 2  disoccupati organizzati oggi sabato due
iniziative al carcere e al quartiere Tamburi

Giovedi mattina una folta delegazione dei Disoccupati Organizzati si è recata al consiglio comunale per chiedere per l'ennesima volta che venga fissato il consiglio monotematico e il Tavolo istituzionale per dare lavoro ai disoccupati, che ci è stato tante volte promesso dagli inizi di aprile e che invece non è stato realizzato. Oggi lo stesso presidente del Consiglio Comunale aveva invitato i disoccupati a venire per avere una data, e invece anche questa volta nessuna decisione.
I Disoccupati Organizzati hanno quindi giustamente protestato a gran voce e affermato con chiarezza che non se ne sarebbero andati senza una data.
Perchè non ce la fanno più a tirare avanti senza lavoro e senza reddito, con famiglie e bambini a carico.
Invece di accogliere la richiesta e di tranquillizzare la situazione Sindaco e Presidente del consiglio comunale hanno invitato i vigili a cacciare i disoccupati, i quali si sono seduti a terra per una resistenza pacifica.
E qui sono stati aggrediti da vigili arroganti e violenti che non hanno esitato neanche a colpire donne, e si sono accaniti in particolare verso uno dei disoccupati, Francesco Tagliente.
video aggressione da parte di vigili

Di fronte alla protesta contro questa violenza i vigili per passare da aggressori ad”aggrediti” hanno fermato e poi fatto arrestare due disoccupati, attivi, di quelli che con tanta generosità e spirito di sacrificio hanno tenuto in piedi per giorni e giorni la Tenda per il lavoro.
UNA VERGOGNA E UNA VIGLIACCHERIA DI ISTITUZIONI SORDE E CIECHE e di Forze dell'ordine che invece di perseguire i criminali che infestano la città caricano e arrestano chi cerca un lavoro per vivere. Questa violenza contro chi non ha il lavoro deve essere fermata; questa arroganza del potere deve essere contrastata nell'interesse dei disoccupati ma anche di tutti i cittadini.
Stefano, poi, in televisione ha detto un sacco di bugie, come le tante che ha detto finora, prima tra tutte quelle sui rapporti con Riva e l'inquinamento.
Tutti sanno in città, chi segue la lotta, chi legge il giornali,  che i Disoccupati Organizzati lottano per 200 posti di lavoro per la raccolta differenziata porta a porta in tutti i quartieri, per migliaia di posti nei lavori di bonifica e risanamento a partire dai Tamburi e Paolo VI, per la tutela del Parco del Mirto, per corsi di formazione per tanti disoccupati retribuiti e finalizzati al lavoro, per misure di aiuto al reddito dei senza lavoro e senza ammortizzatori sociali che non possono mantenere bambini, famiglie.
COME SI PERMETTE QUESTO BUGIARDO E INCAPACE SINDACO, SEMPRE ASSENTE, CHE ABBIAMO DI DIRE CHE I DISOCCUPATI ORGANIZZATI VOGLIONO IL POSTO SOLO PER LORO AI DANNI DEGLI ALTRI! Quando il sindaco dice che non vuole i Disoccupati Organizzati e le liste di lotta trasparenti e pubbliche che noi consegniamo a tutti, e che possiamo distribuire liberamente in città, è perchè il Sindaco vuole lasciare campo libero alle raccomandazioni, alle segnalazioni, alle compravendite di posti di lavoro con voti di scambio.
Bugie e solo bugie per nascondere le responsabilità di un sindaco e di un'amministrazione che non fanno nulla per il lavoro.
I Disoccupati Organizzati hanno messo su una Tenda per il lavoro per giorni e giorni, sono venuti da loro con affetto e cortesia l'Arcivescovo Santoro a solidarizzare e a sostenerli,  con rispetto e interesse per le loro proposte il presidente della Confindustria, pres. delle cooperative, operatori della formazione e migliaia di cittadini hanno sottoscritto e sostenuto la lotta per il lavoro. E tutti hanno detto che condividevano le loro richieste di un Tavolo per il lavoro, di lavori assegnati alle industrie locali per assumere i disoccupati di Taranto, ecc. E invece devono trovar un sindaco che non accoglie le loro richieste e li fa cacciare e arrestare dai vigili. Ma la repressione non ci fa paura, la nostra lotta continua.
VOGLIAMO MASSIMO E FRANCESCO SUBITO CON NOI!
VOGLIAMO CHE TUTTI COLORO CHE CONDIVIDONO LA LOTTA PER IL LAVORO SI UNISCANO E SIANO SOLIDALI CON NOI!
DISOCCUPATI ORGANIZZATI
Slai cobas per il sindacato di classe
via Rintone, 22 Taranto 3475301704 – slaicobasta@gmail.com – T/F 0994792086



23 maggio: per massimo e francesco- mobilitazione permanente per la libertà dei due disoccupati arrestati a taranto


 video aggressione ai disoccupati da parte dei vigili

centinaia di lavoratori, disoccupati, cittadini affollano il presidio con video e foto a taranto contro l'arresto dei 2  disoccupati organizzati slai cobas - 
domani sabato due iniziative al carcere e al quartiere tamburi


23 maggio: Combattiva iniziativa alla presidenza della Regione Sicilia di precari, lavoratori e disoccupati dello Slai Cobas per il s.c. e forte solidarietà con i disoccupati caricati e arrestati a Taranto

Ieri pomeriggio combattivo sit-in a piazza Indipendenza a Palermo, alla presidenza della Regione siciliana, dei precari  coop sociali, ex pulizieri del policlinico,  disoccupati, anche alcuni operai Fiat Termini Imerese, dello Slai Cobas per il s.c.in cui a gran voce è stata lanciata la rabbia e la protesta contro il governo di Crocetta e il governo nazionale che continuano imperterriti a scagliare attacchi alle condizioni di lavoro e di vita di lavoratori, operai, disoccupati... il decreto di Renzi del Jobs Act o il decreto Lupi sono esempi concreti dell'odio che la classe borghese  al potere al servizio di padroni e banche nutre verso i proletari, le masse popolari.



"Chiediamo lavoro, servizi... basta con i licenziamenti, la precarietà, la cassa integrazione infinita, la disoccupazione... ma cosa ci rispondete? solo polizia, multe, denunce, repressione... mentre continuate ad arricchirvi tra corruzione dilagante, malaffare, ruberie con un'arroganza che non ogni giorno diventa sempre più schifosa!... e ora ci chiedete il voto??? per continuare tutti quanti a perpetuare i vostri privilegi??? il vostro potere sulla nostra pelle??? SENZA LAVORO NIENTE VOTO! SENZA DIRITTI NIENTE VOTO! NOI BOICOTTIAMO LE ELEZIONI E LOTTIAMO!" tanti gli interventi, gli slogan contro i palazzi del potere ribadendo che nonostante le mancate  risposte delle istituzioni la lotta dei precari e disoccupati va avanti.

Tanti volantini di invito a boicottare le elezioni europee sono stati dati coinvolgendo anche gli automobilisti in mezzo al traffico che condividevano i nostri slogan SENZA DIRITTO, LAVORO, SERVIZI, CASE, SCUOLE, OSPEDALI PUBBLICI NESSUN VOTO! qualche disoccupato ha invitato gli automobilisti  "DOMENICA SI VA TUTTI AL MARE NESSUNO DEVE ANDARE A VOTARE" , animando di continuo la piazza con  le denunce contro la classe borghese e politicante su tutti gli abusi contro i lavoratori, disoccupati, i precari, i giovani ai quali stanno uccidendo  il  futuro.
 


Nell'ambito della manifestazione si è appresa la notizia della gravissima repressione messa in atto a Taranto contro i disoccupati organizzati nello Slai ad una seduta del consiglio comunale da parte dei vigili urbani con manganellate, fermi fino all'arresto di due compagni di lotta.
A gran voce è stata denunciata la violenza infame dei servi in divisa delle istituzioni contro chi lotta per diritti basilari come il lavoro e espressa FORTE SOLIDARIETA' ai disoccupati e disoccupate attaccati
"la repressione non spegne ma alimenta la nostra ribellione... è la lotta contro il sistema marcio della borghesia fatto di oppressione, sfruttamento, licenziamenti, disoccupazione, miseria per la maggioranza delle masse popolari che ci unisce..."
LIBER SUBITO I I DISOCCUPATI  ARRESTATI!


La protesta ha infine portato ad un incontro con il segretario particolare del Presidente Crocetta, Moussa, alquanto "offeso" dalle denunce dei manifestanti dal megafono, ascoltate molto attentamente, al quale la delegazione Slai di precari e disoccupati  ha risposto con molta determinazione ribadendo che "voi, istituzioni, siete quello che fate, non quello che pensate di essere cercando di illudere la gente! e a tutt'oggi l'evidenza dei fatti è che nessuna risposta concreta ai problemi dei precari  e disoccupati è arrivata dal Presidente Crocetta e dai vari assessori..." un incontro acceso tanto che nella saletta sono arrivati i poliziotti sulla cui presenza la delegazione Slai ha protestato fermamente fino all'uscita degli stessi, mentre fuori continuavano gli slogan, il megafonaggio... Moussa si è impegnato a proporre al Presidente Crocetta un incontro con i precari Coop  Sociali innanzitutto per la prossima settimana... i precari e disoccupati da parte loro non cedono e andranno avanti nella lotta, "la dignità della vita non ce la ucciderete!"


23 maggio: ND-Trezzo, 3 giorni di mobilitazione verso il presidio in Prefettura a Milano

Comunicato stampa

ND-METRO DI TREZZO CONTINUA LO STATO DI AGITAZIONE INIZIATO IERI CON IL BLOCCO DEGLI STRAORDINARI.
IL MOTIVO E' IL MANCATO INCONTRO CHE ND,CONSORZIO E COOPERATIVA SERVIZI&LAVORO NON VOGLIONO CONCEDERE AL SINDACATO SLAI COBAS, IN MERITO ALLA SALVAGUARDIA OCCUPAZIONALE DEGLI OLTRE 100 LAVORATORI DEL MAGAZZINO DI TREZZO A SEGUITO DEL CAMBIO DEL CLIENTE METRO.
L'INIZIATIVA PROSEGUE FINO A LUNEDI' DOVE E' STATO INDETTO UNO SCIOPERO PER L'INTERA GIORNATA NEL MAGAZZINO ND DI TREZZO, E UN PRESIDIO ALLA PREFETTURA DI MILANO IN CUI ASSIEME ALLE ALTRE COOPERATIVE LOGISTICHE (LDD; SMA; RVP etc.) CHIEDEREMO CONTO DEGLI IMPEGNI PRESI NELL'INCONTRO DEL 5 MAGGIO (IN ALLEGATO SOTTO).

PER INFORMAZIONI S.LAMERA 3355244902
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Verbale incontro delegazione Slai Cobas – LDD Trezzo (5 maggio 2014)

A seguito di un presidio spontaneo davanti la sede del Palazzo di Governo a cui hanno preso parte rappresentanze sindacali afferenti alla LDD Trezzo, alla Cooperativa Futura (Milano, Magazzino SMA di Chiari-BS) e RVP (Opera, Azienda metalmeccanica), è stata ricevuta una delegazione dello SLAI COBAS – LDD Trezzo.
Per la Prefettura, erano presenti la dott.ssa Anna La Marca e la dott.ssa Cecilia Nardelli.
L’O.S. ha espresso il proprio rammarico per la mancata conclusione dell’accordo, predisposto ad esito di una lunga trattativa, favorita dall’intervento della Prefettura di Milano, tra LDD, B&M srl (con le subappaltanti Cooperative Santachiara e MB, nonché con le uscenti Logic Service e Progress LD) e le OO.SS., con conseguente venir meno dell’occupazione per circa 160 lavoratori. Peraltro, il 4 aprile u.s., giorno successivo alla mancata stipula dell’accordo, le O.S. dichiarano di aver subito un’aggressione durante un presidio davanti ai cancelli dello stabilimento di Trezzo da parte di dipendenti delle cooperative ivi operanti. A fronte della recente trasmissione delle lettere di messa in mobilità, l’O.S. ha, quindi, richiesto l’intervento della Prefettura per favorire la riapertura del dialogo con le Parti datoriali per una eventuale rivalutazione delle decisioni assunte e dell’accordo già predisposto.
È stata inoltre richiesta l’attivazione di tavolo di confronto a livello regionale tra le associazioni datoriali del mondo delle cooperative (Confcooperative e Lega Coop) al fine di affrontare le rilevanti difficoltà che interessano il settore della logistica, in modo da garantire un trattamento uniforme e un’adeguata tutela per i lavoratori del settore.   



COMUNICATO STAMPA
Oggi si è tenuta l'assemblea sindacale dei lavoratori della cooperativa Servizi e Lavoro, dove ci sono oltre 100 facchini a rischio posto di lavoro per il cambio del cliente Metro nel magazzino ND di Trezzo.
I lavoratori hanno deciso di intraprendere un'altra strada rispetto a quanto prospettato dai sindacati confederali cgil-cisl-uil con la firma del verbale di accordo del 22 aprile 2014 sottoscritto con cooperativa-consorzio-ND,
dove si apre la strada ai licenziamenti attraverso la mobilità, perchè ritengono che ci siano le condizioni per mantenere il lavoro nel magazzino attraverso l'entrata di un nuovo cliente già confermata dalla ND.
Per questo come sindacato abbiamo aperto lo stato di agitazione, in attesa che venga confermato l'incontro richiesto dal sindacato Slai Cobas da effettuarsi entro mercoledi 21 c.m., in cui verranno portate le richieste alternative decise in assemblea, in quanto i lavoratori sono decisi a lottare per trovare un accordo che garantisca i posti di lavoro.
S.Lamera
per lo Slai Cobas s.c.

335 5244902



segue il volantino


L'accordo sindacale di cgil-cisl-uil del 22 aprile sono solo impegni generici, vogliono solo tenerci buoni e farci lavorare fino a giugno e poi buttarci fuori con un bel calcio nel culo. MA NON CI RIUSCIRANNO !!!

Infatti l'unica cosa scritta chiaramente è quella che ND-Soluzioni Globali-Servizi e Lavoro-CGIL-CISL-UIL, vogliono imporre ai lavoratori di non scioperare.
Questo ricatto, oltre ad essere inaccettabile per qualsiasi sindacato degno di questo nome, ha il solo scopo di impedire la lotta dei lavoratori che è l'unica garanzia per tutelare il lavoro e i nostri diritti.

SOLO TANTE PAROLE MA IN REALTA' L'ACCORDO NON GARANTISCE NIENTE!!!

LA CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA non è sicuro che ci sarà e in ogni caso senza un'accordo che prevede l'anticipo da parte della cooperativa vuol dire rimanere molti mesi senza soldi.

Per quanto riguarda l'ASPI, che si può richiedere solo quando si è disoccupati, bisogna vedere se ai lavoratori gli spetta e questo dipende se la cooperativa ha versato i relativi contributi.

Inoltre non si capisce perchè si deve aprire la MOBILITÀ=LICENZIAMENTI, quando invece il lavoro c'è nel magazzino? Infatti da un lato la ND conferma che arriverà un nuovo cliente, e in più, oltre al magazzino Metro, ci sono altri clienti nei magazzini 2,3,4, dove lavorano soci della stessa cooperativa Servizi e Lavoro.

Ci sarebbero quindi le condizioni non solo per non perdere posti di lavoro, ma anche per non peggiorare le condizioni retributive e normative di un possibile cambio appalto.

Lo Slai COBAS propone un'altra strada che è quello di costruire tra i lavoratori un'opposizione a questo accordo, lottando fino in fondo per difendere il posto di lavoro e non accettare di essere messi fuori senza nessuna garanzia.