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lunedì 31 marzo 2014

31 marzo: Roma - riunione del Comitato 5 aprile verso l'iniziativa del 24 aprile in occasione della sentenza in Cassazione per la ThyssenKrupp

IL GIORNO 8 APRILE 2014, ALLE ORE 18, E' CONVOCATA UNA RIUNIONE PUBBLICA DEL
"COMITATO 5 APRILE" DI ROMA, NODO LOCALE DELLA RETE NAZIONALE SALUTE E
SICUREZZA
SUL LAVORO E SUI TERRITORI, PRESSO LA SEDE DELL'ASSOCIAZIONE USICONS, LARGO
G. VERATTI 25
(metro B fermata Marconi, bus 170 da stazione Trastevere, bus 791 da Eur o
da Metro A Cornelia, bus 23 da Ostiense).
ORDINDE DEL GIORNO: PREPARAZIONE E PARTECIPAZIONE A MANIFESTAZIONE DEL 24
APRILE A ROMA, IN CONCOMITANZA
CON SENTENZA DI CASSAZIONE SUL CASO THYSSENKRUPP (24 aprile Piazza Cavour) e
INIZIATIVA LANCIATA DA EX OPERAI
THYSSENKRUPP, RETE NAZIONALE SALUTE E SICUREZZA;
PROSECUZIONE INIZIATIVE DI INFORMAZIONE E INTERVENTO SU: IN-SICUREZZA NELLE
SCUOLE E IN-SICUREZZA NEL COMPARTO FERROVIARIO,
INIZIATIVE DI SENSIBILIZZAZIONE A SOSTEGNO DELL'ASSOCIAZIONE 29 GIUGNO E
DELL'ASSOCIAZIONE IL MONDO CHE VORREI
FAMILIARI DELLE VITTIME DELLA STRAGE DI VIAREGGIO, SOSTEGNO AI LICENZIAMENTI
NELLE FERROVIE...
SI RICHIEDE LA PARTECIPAZIONE E LA PRESENZA ALLA RIUNIONE, GRAZIE.
Trasmette COMITATO 5 APRILE DI ROMA
per info e contatti e mail circolotlc@hotmail.com, usicons.roma@gmail.com,
e mail nazionale della Rete naz. salute e sicurezza sul lavoro e sui


31 marzo: COMUNICATO AVVISO - CONFERMATO SCIOPERO NAZIONALE SCUOLA E SERVIZI ESTERNALIZZATI PER 11 APRILE 2014, "CIRCONDIAMO" IL MIUR A VIALE TRASTEVERE A ROMA E MANIFESTIAMO IN ALTRE CITTA'

COMUNICATO - AVVISO PER DIFFUSIONE, DIVULGAZIONE E PUBBLICAZIONE, GRAZIE



11 APRILE 2014 SCIOPERO NAZIONALE DELLA SCUOLA E DEI SERVIZI ESTERNALIZZATI

LA SCUOLA PUBBLICA E’ COME UN BENE COMUNE DIFENDIAMOLA CON LA LOTTA



TUTTE/I IN PIAZZA MANIFESTIAMO CONTRO TAGLI, ESTERNALIZZAZIONI, MANCATE STABILIZZAZIONI PRECARI e EX LSU delle PULIZIE, PER STIPENDI ADEGUATI, PER LA VALORIZZAZIONE DELLA SCUOLA PUBBLICA. DOCENTI ED ATA (PRECARI O INDETERMINATI) LAVORATORI ESTERNALIZZATI (AEC, LSU, MENSE E PULIZIA), GENITORI, STUDENTI, CITTADINI MOBILITIAMOCI SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE E PER CHI VIENE O RISIEDE A ROMA: CIRCONDIAMO IL MIUR DI VIALE TRASTEVERE. PER COSTRINGERLI AD ASCOLTARE LE NOSTRE RICHIESTE.


L’USI HA PROCLAMATO LO SCIOPERO SULLA SEGUENTE PIATTAFORMA

per sviluppo, valorizzazione e rilancio dell’istruzione pubblica, per finanziamento adeguato e contrasto a tagli di risorse per scuola pubblica; per eliminazione investimenti con risorse pubbliche a favore di scuole paritarie private, in applicazione del dettato Costituzionale (inserite in L.F., e/o bilanci Regionali e di EE.LL.), per potenziamento scuole infanzia e primarie pubbliche; per adeguati miglioramenti salariali, per il ripristino di meccanismi di adeguamento automatico salariale connesso agli aumenti dei prezzi e al “costo della vita”, per godimento diritto alle ferie al personale a tempo determinato o loro pagamento, per contrasto a disparità di trattamento su ferie e altri istituti connessi all’applicazione delle leggi e disposizioni sul rapporto a tempo determinato (D. lgs. 368/2001 e s.m.i.) al personale della scuola; per ottenere la stabilizzazione del precariato utilizzato nelle scuole e nei servizi esternalizzati o in appalto, per l’assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari su tutti i posti vacanti e disponibili in organico di diritto e di fatto, a partire da quelli delle graduatorie ad esaurimento, per blocco concorsi nei casi di mancato esaurimento graduatorie; per il ripristino degli scatti di anzianit?, per il ripristino del V anno per tutti gli indirizzi, per il ritiro dei provvedimenti della c.d. “riforma Gelmini” ed eliminazione dei tagli negli organici, anche nelle classi e per le ore negli istituti tecnici e professionali (in ottemperanza alle sentenze emesse dai tar anche nel 2013 e dal consiglio di
stato nel luglio 2011); per il ritiro sistema INVALSI, per il ripristino totale
del sostegno a studenti -studentesse diversamente abili e richiesta di ritiro di direttive e circolari sui B.E.S., anche sugli organici di fatto; per il diritto di assemblea e piene agibilit? sindacali di cui al titolo III della Legge 300/70, a favore di tutte le organizzazioni di lavoratori/lavoratrici legalmente costituite, per piena applicazione e rispetto della normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, anche nel Comparto Scuola.


Lo sciopero è stato indetto dal Coordinamento Nazionale dei Precari, con le adesioni anche di CUB, SISA, SLAI Cobas per il sindacato di classe, l’USICONS.

CASA LAVORO REDDITO AMBIENTE DIRITTI E DIGNITA!

Il 12 aprile manifestiamo a ROMA con tutti i movimenti di lotta.



L’USI dà la propria disponibilità di sedi, strutture e servizi legali, per appoggiare la lotta in difesa della scuola pubblica, contro la precarietà e contro il finanziamento alle scuole private paritarie.
Consultate i  siti www.usiait.it e quello dell?Associazione di difesa e tutela degli utenti e dei consumatori Usicons www.usicons.it.

Poi il fax di ROMA 06/77201444, l?email usiait1@virgilio.it, il blog
www.unionesindacaleitaliana.blogspot.com, quello storico del movimento
dei lavoratori www.usistoriaememoria.blogspot.com, la pagina fb usi scuola
& universit?

FOTINPROP.ROMA.LARGO.G.VERATTI.25.marzo2014





31 marzo: Dopo il comunicato dell'Associazione 29 giugno, la cgil annulla l'intervento di Moretti

Strage di Viareggio, congresso Filt annulla intervento Moretti. “Possibili tensioni”
Cancellata la presenza dell'ad di Ferrovie, imputato nel processo per il disastro del 2009. La sigla Cgil: "Evitare problemi estranei al congresso". Ma le associazioni dei familiari delle vittime replicano: "Non siamo 'tensioni', ci hanno ammazzato i figli col fuoco. Si vergognino, sono indegni"


Mauro Moretti rinuncia a partecipare al decimo congresso nazionale della Filt Cgil, la Federazione dei lavoratori dei trasporti, in programma a Firenze da domani (1 aprile) fino a venerdì 4. La decisione è arrivata dopo le proteste di Assemblea 29 giugno e del Mondo che Vorrei, le associazioni dei cittadini e dei familiari delle vittime della strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009, costata la vita a 32 persone e per la quale l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato - che in passato è stato dirigente della Cgil – è a processo, insieme ad altri, con accuse che vanno dal disastro ferroviario colposo all’incendio colposo, passando per l’omicidio colposo plurimo.
L’intervento di Moretti, inizialmente previsto per mercoledì alle 14, non ci sarà. Lo ha annunciato con un comunicato stampa la stessa Filt. L’ad, infatti, ha deciso di non presenziare, accogliendo così la richiesta degli organizzatori. L’intento di Filt Cgil, infatti, è di evitare “possibili tensioni a livello locale, estranee al congresso”.
“L’obiettivo è raggiunto, 1 a 0 e palla al centro” commenta Daniela Rombi, presidente del Mondo che vorrei, che nella strage ha perso la figlia Emanuela Menichetti, 21 anni. Tuttavia al fattoquotidiano.it la Rombi aggiunge: ”Ma questi dirigenti Filt Cgil non sanno di cosa parlano: noi non siamo ‘tensioni a livello locale’, come ci hanno definito, noi siamo familiari cui hanno ammazzato col fuoco i figli, abbrustoliti, neri, arsi vivi. Quei dirigenti sono indegni. Noi saremmo delle tensioni? Si vergognino di come parlano, si devono sciacquare la bocca quando parlano di noi”. 
Non è ancora deciso se le associazioni faranno comunque un presidio fuori dal Congresso. “Noi volevamo esserci per esprimere il nostro disappunto a loro e a Moretti. Certo, è chiaro che Filt Cgil, in un congresso in cui si parla di trasporto pubblico locale, deve parlare con i Moretti e i Lupi vari, ma prima deve invitare noi e i pendolari, cioè chi subisce questa politica scempia. E invece non ci hanno mai sentito” conclude la presidente Rombi. 
Dall’altra parte, Filt Cgil fa sapere: “Abbiamo chiesto noi a Moretti di non presenziare per evitare che fosse oggetto di tensioni estranee al congresso e al suo intervento”. Sicuri che la questione sicurezza del trasporto ferroviario, per la quale si battono da quasi 5 anni le associazioni, sia un tema estraneo al Congresso? “Sì, Moretti avrebbe parlato di crisi nel trasporto pubblico, non di sicurezza”. La crisi e i tagli di bilancio non hanno a che fare con la sicurezza? “Non vogliamo entrare nel merito” taglia corto la federazione della Cgil. Non ci sarà neppure il ministro Maurizio Lupi, sostituito da un rappresentante del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

31 marzo: Bologna - riuscito sciopero dei lavoratori universitari Coopservice contro lo schiavismo salariale

Bologna, sciopero lavoratori Coopservice; blocco e rilancio!
Dopo le prime iniziative di lotta e le assemblee che si sono susseguite in zona universitaria, oggi forte momento di mobilitazione a Bologna, con lo sciopero dei lavoratori dell'università legati ad appalti CoopService che si sono organizzati in un presidio mattutino dei principali luoghi di via Zamboni (facoltà e sale studio) con l'obiettivo di bloccarne l'accesso e far così risaltare le condizioni schiavistiche che vengono vissute all'interno di questi posti di lavoro.

Contratti di appalto che portano i lavoratori ad essere pagati addirittura a livelli di 3-4 euro l'ora, salari inaccettabili a fronte dell'orario di lavoro effettivamente compiuto. Il rettore dell'Università Dionigi è ovviamente complice di queste politiche di sfruttamento, potendo intervenire nei bandi di appalto e invece trincerandosi dietro le solite scatole cinesi che rimpallano le responsabilità tra sindacati e cooperative. Di fronte alle richieste dei manifestanti, che hanno verso le 11 lasciato i blocchi per porre la questione in Rettorato, Dionigi ha preferito non incontrare studenti e lavoratori, di fatto ancora una volta cercando di sfilarsi da ogni responsabilità politica sulla vicenda. Ma le lotte contro la precarietà e lo sfruttamento, che vedranno una importante data di mobilitazione nazionale nel 12 aprile romano a venire contro Renzi, Poletti e JobsAct, continuano e già domani dalle 7,30 si ritorna a bloccare in via Zamboni.



Di seguito il comunicato dell'assemblea studenti-lavoratori-precari su oggi:
UNITI NELLA LOTTA, SCIOPERO AD OLTRANZA!
La prima importante giornata di mobilitazione sul tema dello sfruttamento dei lavoratori all'interno dell'Università di Bologna, ha visto oggi il blocco simultaneo di Palazzo Paleotti (n.25) e dei civici 32-34-36-38, nonché del complesso di via Belmeloro 24 e delle aule di via Centotrecento e via Filippo Re. Allo sciopero ha aderito il 90% del personale CoopService delle strutture sopracitate. In particolare il personale delle portinerie, delle aule, dei laboratori informatici, vittima dell'applicazione del vergognoso contratto Vigilanza-Servizi Fiduciari e contro la paventata estensione della sua applicazione a tutti gli altri appalti CoopService dell'UniBo.
Dopo diverse ore di picchetto i lavoratori, insieme a studenti e precari solidali, si sono diretti nuovamente verso il Rettorato, per mettere il Rettore Dionigi di fronte alle proprie responsabilità. Il Rettore, tanto per cambiare, non ha avuto né il coraggio né la volontà politica di affrontare i manifestanti vis-à-vis, ponendo addirittura delle condizioni per ascoltarli: esclusione degli studenti e della stampa dal confronto, nonchè rimozione dei materiali informativi sulla protesta, da lui definiti sigilli. Nonostante il goffo tentativo del Rettore di dividere i dimostranti in categorie escludenti l'un l'altra, queste condizioni sono state rifiutate immediatamente dal presidio, a quel punto consapevole del ripetersi dell'abituale scaricabarile di Dionigi e della mancanza di proposte reali, esaustive e risolutorie per questa vergognosa situazione.
Per queste ragioni, il presidio ha invece risposto rilanciando con la convocazione di un nuovo giorno di mobilitazione, dandosi appuntamento per domani mattina alle ore 7,30 per continuare la protesta.

31 marzo: Gli operai indiani della Toyota non chinano la testa

India. Toyota non ottiene il "pentimento" dei lavoratori
  • Lunedì, 31 Marzo 2014 20:17
  • Patrizia Cortellessa
Blocco finito, la produzione può riprendere, gli operai possono tornare al lavoro. Non prima, però, di aver sottoscritto una sorta di “garanzia di buona condotta” ad personam. La maggior parte degli operai rifiuta di firmare e non torna in fabbrica.
Toyota Kirloskar Motor India (Tkm), sussidiaria della casa automobilistica nipponica che il 16 marzo scorso dopo scioperi, proteste e un lungo braccio di ferro con il sindacato aveva deciso di chiudere i due stabilimenti nello stato del Karnataka, vicino Bangalore e di mandare a casa circa 6.400 lavoratori, dopo 8 giorni di chiusura ha deciso di riprendere la produzione e il 24 marzo ha “invitato” i lavoratori a tornare in fabbrica. A condizione, però, di quell’impegno scritto sulla “buona condotta” e dopo aver licenziato 17 lavoratori sindacalizzati.
Più di qualcuno ha firmato e ha varcato i cancelli, ma la maggior parte – il 65 per cento della forza lavoro, vale a dire circa 4.200 persone – si sono rifiutati di tornare nelle due fabbriche e continuano a scioperare, rivendicando migliori condizioni di lavoro e un salario più alto. Il sindacato continua a dirsi disponibile ad un confronto con l’azienda – ricordiamo che la trattativa va avanti da 10 mesi e che ci sono stati sette incontri al ministero del lavoro di Karnataka - ma senza ricatti e condizioni imposte e chiede la revoca del licenziamento dei 17 lavoratori.
Intanto, visto che il blocco ha significato perdite in termini di profitto e che il braccio di ferro diventa sempre più duro, Toyota Kirkoskar Moror India corre ai ripari, come può correre ai ripari, in questo caso, il padrone di turno. Visto che per riavviare la produzione e tornare a sfornare automobili – 310.000 unità l’anno, prima del blocco, soprattutto per il mercato interno – le maestranze sono insufficienti, Tkm ha annunciato la contrattualizzazione di altri 1.000 lavoratori – in sostituzione di chi è in sciopero - che si vanno ad aggiungere ai 2.000 apprendisti che Tkm sta utilizzando dal momento della riapertura delle due fabbriche. E la lotta continua.


30 marzo: Salute e sicurezza in Lombardia - la continuità tra tra Formigoni e Maroni

La discarica di Cappella Cantone: era già tutto previsto. La NON
discontinuità dell’attuale presidente della giunta lombarda, il leghista
Maroni. Aggiornamenti sulla moratoria delle discariche di amianto: approvata
la nuova direttiva UE di Valutazione di Impatto Ambientale


Comunicato stampa

Cremona, 28 marzo 2014


Oggetto: La discarica di Cappella Cantone: era già tutto previsto. La NON
discontinuità dell’attuale presidente della giunta lombarda, il leghista
Maroni. Aggiornamenti sulla moratoria delle discariche di amianto:
approvata la nuova direttiva UE di Valutazione di Impatto Ambientale


La notizia che Formigoni è indagato per corruzione per la vicenda della
discarica di amianto di Cappella Cantone non ci lascia certamente stupiti.
Noi siamo stati i fautori dell’avvio dell’indagine grazie al nostro esposto
alla Magistratura nel 2009, e abbiamo continuato in tutti questi anni a
denunciare sistematicamente gli intrecci poco chiari tra malaffare e
politica e a registrarli giorno per giorno nel nostro dossier .
La nostra battaglia contro il malaffare e l’intreccio politica-n’drangheta
non si è conclusa affatto dopo che la discarica è stata messa sotto
sequestro a fine novembre 2011, con il conseguente arresto dell’ex
assessore regionale all’ambiente Nicoli Cristiani, il coordinatore dell’ARPA
Lombardia, Rotondaro, e del titolare della discarica Locatelli. Abbiamo
continuato a denunciare gli aspetti poco chiari che dovevano ancora venire
alla luce e a porre insistentemente queste domande:
1) COME POTEVA Nicoli Cristiani, vice presidente del Consiglio regionale,
che non fa parte della giunta e quindi non titolato a prendere alcuna
decisione, a garantire con certezza che alcuni atti autorizzativi sarebbero
stati comunque approvati negli uffici e ambiti competenti? Chi copriva e
garantiva Nicoli Cristiani in giunta? Quale era, o meglio, chi era il
trait-d’union ?
2) COME MAI FORMIGONI e la sua giunta hanno approvato a più riprese
delibere tendenti a rendere possibile la realizzazione della discarica,
rimuovendo alcuni ostacoli legali, come quello che prevedeva una distanza
minima di 5 km tra una discarica e l’altra o i vincoli del piano cave?
Ricordiamo che la normativa, in vigore precedentemente, avrebbe impedito
che partissero addirittura i primi atti autorizzativi.
3) PERCHE’ MARCELLO RAIMONDI ( assessore regionale all’ambiente ) fu
“contattato” da Luigi Brambilla, consulente aziendale della ditta
Locatelli, affinché si attivasse al fine di accelerare l’iter della
discarica di Cappella Cantone pur non essendo il suo assessorato
direttamente competente per la materia? L’interessamento di Raimondi, che
emerge dai verbali della Magistratura, avviene attraverso “interventi” su
alcuni dirigenti e funzionari del suo assessorato e tramite una lettera
inviata a Tadi, sindaco di Cappella Cantone e al vice-sindaco dello stesso
paese che è il vero uomo forte e decisivo del consiglio comunale.
4) PERCHE’ IL SINDACO TADI, secondo un’intercettazione, dice a un
dipendente della Locatelli in merito “all’operazione lettera” : “… Fai il
furbo e a me i furbi non piacciono …” che significato ha questa frase? Che
ruolo gioca in questa vicenda il vice sindaco Chiozzi? Peché Tadi non ha
ancora revocato la convenzione con Cavenord, che prevedeva, fra l’altro, il
versamento al Comune di Cappella Cantone di alcuni milioni di euro quale
compensazione per la realizzazione della discarica?
5) PERCHÉ IL SIGNOR BRAMBILLA, consulente aziendale della Locatelli,
dichiara testualmente. “… io faccio il mio su Rossoni …” e aggiunge “… nell’operazione
che montiamo su Mantova è coinvolto anche lui, eh …” Rossoni deve dare
spiegazioni sul perché viene citato da questi personaggi, o vuole
continuare nel suo silenzio sospetto e ambiguo?
Da allora altri scandali si sono succeduti (tutti ampiamente annunciati da
noi come quello riguardante la Compagnia delle Opere di Bergamo), e sono
avvenuti episodi inquietanti come la morte nel lago di Varese nel novembre
2013 dell’allora direttore generale dell’ambiente che veniva citato nelle
intercettazioni .
Adesso tocca a Formigoni, ma per noi non è ancora finita. Noi continuiamo a
ribadire che poteri forti trasversali ai partiti politici e Compagnia hanno
condizionato l’economia lombarda, e non solo, in questi ultimi 30 anni.
Dobbiamo constatare che l’attuale giunta Maroni non ha fatto tesoro di
questo triste esempio di mala-amministrazione e non ha ancora mostrato
segni di discontinuità per quanto riguardo i procedimenti autorizzativi per
le discariche di amianto, e non solo.
I dirigenti regionali che a vario titolo sono stati coinvolti nella vicenda
di Cappella Cantone ricoprono le stesse funzioni, l’ARPA rimane ancora un
organismo i cui vertici sono nominati dalla giunta e non c’è stato nessun
cambiamento nella direzione dell’ARPA di Cremona.
Vi ricordate la storia di Sergio Padovani? E’ lui il funzionario ARPA che
nel 2011 ha seguito i rilievi della falda nell’ex cava Retorto. Un
funzionario ARPA che nello stesso tempo sedeva nei banchi del consiglio
comunale di Cremona in quota PdL e che fino a metà del 2011 era anche
presidente della commissione ambiente sempre del comune di Cremona. Dopo
che il dirigente dell’ARPA di Cremona, Beati, aveva dichiarato che nulla
ostava per quanto riguarda l’altezza della falda alla realizzazione della
discarica, il nostro Padovani è diventato dirigente e ha continuato a fare
il consigliere comunale fino al luglio 2013!
Il 2 aprile prossimo lo troveremo come relatore a Milano ad un convegno
sulla presentazione delle linee guida per la progettazione e gestione
sostenibile delle discariche, titolo dell’intervento: “Contributo e ruolo
di ARPA Lombardia”. Questo convegno sarà coordinato oltre che dall’assessore
Terzi (Lega) anche dal dirigente che ha autorizzato la discarica di
Cappella Cantone e si discuterà con i professionisti che operano nella
progettazione di discariche (sic!) di linee guida che introdurranno il
principio secondo il quale le discariche devono essere progettate,
realizzate e gestite nel rispetto di criteri di sostenibilità ambientale
(sic!). E guarda caso a questo convegno vengono invitate a relazionare solo
le amministrazioni provinciali interessate da procedimenti di
autorizzazione di discariche di amianto (Bergamo, Brescia, Cremona, Pavia).
Sembra quasi una provocazione a noi e a tutti i comitati che si battono
contro le discariche di amianto!
La corruzione per ottenere l’autorizzazione per la discarica di Cappella
Cantone non è stato un episodio isolato. Troppe sono le analogie con i
procedimenti autorizzativi delle altre discariche di amianto approvate e in
corso di approvazione in Lombardia. E’ per questo che è necessario ora e
subito una moratoria per le discariche di amianto, non solo per tutelare la
nostra salute ed il nostro territorio , ma anche per scongiurare il
pericolo di infiltrazioni mafiose e n’dranghetiste nella gestione dello
smaltimento del rifiuto amianto.
Dall’Europa arriva un ulteriore strumento. Il 12 marzo scorso il Parlamento
europeo ha approvato la nuova direttiva di Valutazione di Impatto
Ambientale che introduce, tra le tante novità, nuove norme sul conflitto di
interessi e sanzioni nel caso di violazioni di norme.
Il problema in Lombardia , e in Italia, è che tutte queste belle regole
vengono sistematicamente viziate nella forma e/o nella sostanza, come è
successo a Cappella Cantone. Quindi spetta a noi cittadini in prima persona
continuare a lottare e vigilare.
La nostra petizione popolare di moratoria delle discariche di amianto in
Lombardia è ancora al vaglio della sesta commissione ambiente del consiglio
regionale e ha avuto l’adesione di centinaia di cittadini e dei comitati
che si battono contro le discariche di amianto. Noi continueremo a lottare
ed abbiamo già in programma per metà maggio prossimo un’iniziativa su
amianto, rifiuti e infiltrazioni mafiose.


Cittadini contro l'amianto



30 marzo: Taranto - sicurezza negata alla Pasquinelli..


Giorno 27 gli operai del secondo turno della coop. L'Ancora operanti nel
ciclo della raccolta differenziata presso l'AMIU nello stabilimento
Pasquinelli hanno iniziato il loro turno lavorativo selezionando la
carta della raccolta Lama-S.Vito!! Subito si sono fermati  facendo
notare al capoturno la presenza di varie buste piene di organico in
decomposizione che fuoriusciva e contaminava la carta rendendo inutile e
pericoloso differenziarla, il caposquadra ha subito chiamato il
responsabile dell'impianto che ha ordinato la immediata rimozione di
tale materiale pericoloso destinandolo all'inceneritore. Il lavoro degli
operai e' poi continuato sul nastro di selezione dove il multimateriale
sempre di Lama-S.Vito era identico se non peggiore del materiale rimosso
prima!!!

Gli operai de L'Ancora sono molto offesi e arrabbiati, lavorare in
salute e sicurezza e' un diritto x noi e le nostre famiglie, per l'Amiu
un dovere sia verso gli operai che rischiano seri danni alla salute che
verso i cittadini che pagano tasse maggiorate per una raccolta
differenziata inesistente...

E pensare che solo il 18 marzo e'uscito un articolo di smentita da parte
dell'Amiu che diceva che negli incontri fatti con gli RLS dell'Amiu di
cgil,cisl e uil, che sono operai stessi dell'Amiu, non erano stati mai
rilevati tali situazioni!!! Il presidente Cangialosi ancora oggi non da'
disponibilita' ad affrontare l'argomento .... Presidente... gli operai
della Pasquinelli vogliono un servizio che sia efficiente senza mettere
a rischio la propria salute e quella della propria famiglia, parliamo di
futuro... migliorandolo!!

slai cobas per il sindacato di classe pasquinelli-amiu taranto

30 marzo 2014


29 marzo: Solidarietà classista agli operai francesi della Goodyear..


Francia: condannati tre operai della Goodyear
Lunedì scorso il tribunale di Nanterre ha condannato tre operai Goodyear a sei mesi di reclusione con la sospensione condizionale della pena. Due di loro hanno inoltre ricevuto una pena pecuniaria di 3.950 e 1.800 euro da pagare a due carabinieri per “danni morali”. Un quarto ex-dipendente della Goodyear è stato assolto per mancanza di prove, dato che alla fine del processo era evidente che durante le indagini l'imputato era stato confuso con un'altra persona.
L'episodio contestato risale alla mobilitazione del 7 marzo in cui due migliaia di operai della Goodyear e altre fabbriche coinvolte nei licenziamenti di massa si sono date appuntamento davanti alla sede dell'azienda di Rueil-Malmaison dove si era riunito il comitato centrale. Tra i punti dell'ordine del giorno figurava anche le modalità della chiusura dello stabilimento (deliberata già in precedenza), dopo la quale 1173 lavoratori sarebbero rimasti senza lavoro: cosa che di fatto è successa. In quest'occasione, le autorità locali, che non hanno mai smesso di usare la cantilena dell'austerità e della crisi per giustificare i licenziamenti di operai, insegnanti e personale degli ospedali, ha mobilitato un esagerato dispositivo di agenti. Sette compagnie dei CRS, decine di camionette e poliziotti. Il presidio non si è fatto intimidire da quest'esibizione di muscoli da parte della questura, ben determinato a opporsi alla decisione dei dirigenti della Goodyear di lasciare sulla strada più 1500 famiglie. Nel corso della giornata si sono verificati tafferugli tra gli operai e gli agenti, i quali hanno caricato e manganellato a più riprese. Secondo i referti, 18 agenti sono rimasti feriti a causa di oggetti lanciati dai lavoratori e proprio per questo episodio sono stati citati in giudizio e condannati i tre operai.
La sentenza di lunedì denota ancora una volta come ogni mezzo sia valido per attaccare le lotte sociali o dei lavoratori per difendere il proprio posto di lavoro.


29 marzo: La cgil invita l'indagato Moretti al congresso nazionale Filt - l'Associazione 29 giugno si prepara a contestarli

FI: sulla presenza di Moretti al congresso nazionale della Filt CGIL

La CGIL non si smentisce mai, anche dopo le dichiarazioni di Moretti relative al suo “stipendio”,  e dopo essersi schierata, a Lucca, contro Riccardo Antonini, ha deciso di invitare l’ad delle Fs al congresso nazionale della Filt (Federazione Italiana Lavoratori dei Trasporti). E non è il solo “elemento di spicco” ad essere presente alla quattro giorni fiorentina, ci saranno anche Maurizio Lupi – Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Fabrizio Bolzoni – Presidente Legacoop Servizi, Nereo Marcucci – Presidente CONFETRA, Alessandro Ricci – Presidente Interporto Bologna, Giuliano Poletti – Ministro del Lavoro. Insomma, tante belle chiacchiere sullo sfruttamento di chi lavora (e in ottima compagnia), in particolare nel settore della logistica dove, guarda caso, è in atto una delle lotte più significative degli ultimi anni.  
Riceviamo il comunicato dei familiari delle vittime della strage di Viareggio e pubblichiamo:

Il congresso nazionale della Filt-Cgil si tiene a Firenze dal 1° al 4 aprile.

Moretti è rinviato a giudizio con capi d’imputazione gravissimi per una strage ferroviaria che ha causato 32 Vittime e feriti gravissimi. Questo “signore” in questi anni ha licenziato diversi ferrovieri perché denunciavano la drammatica situazione della sicurezza in ferrovia. Questo personaggio ha devastato il trasporto pendolari costringendo chi lavora e studia a disagi inauditi. Dal 2007 ad oggi sui binari delle ferrovie italiane sono caduti 43 lavoratori, ad una media impressionante: 1 ogni due mesi.
A seguito del disgusto per le sue dichiarazioni sulla strage di Viareggio: “uno spiacevole episodio” e del fatto che al possibile ritocco al suo stipendio “se ne sarebbe andato all’estero”, nessun grande mezzo di informazione e nessun politico, sindacalista, economista, industriale … ha ricordato che è rinviato a giudizio per la strage ferroviaria (annunciata) di Viareggio del 29 giugno 2009.  
Moretti: dimissioni subito, Moretti: processo subito!  
Altro che congressi, dibattiti e … stipendi!

Assemblea 29 giugno

domenica 30 marzo 2014

29 marzo: LOGISTICA LOGICSERVICE: LE SQUALLIDE MANOVRE DELLA CGIL. O SI VINCE TUTTI O SI PERDE TUTTI!

Questa mattina alle 10 assemblea indetta dallo Slai cobas per il sindacato di classe degli operai logistica Vignate-Capriate a Trezzo: "O si vince tutti o si perde tutti", contro la sporca manovra di divisione tra lavoratori in corso della Cgil.
Questa manovra della Cgil è un misero tentativo di riprendere gioco, perchè tutta la lotta giusta e articolata portata avanti dallo Slai cobas per il sindacato di classe e dagli operai uniti li ha messi nell'angolo. Ora per riprendere scena di fatto fanno alleanza con le aziende che hanno chiaramente interesse a non impegnarsi ad assumere tutti gli operai.
Un'operazione squallida che lo slai cobas per il sindacato di classe con gli operai è impegnato a battere subito!

(Da informazioni dirette da Trezzo) - Dopo l'ultimo incontro della settimana scorsa la Ldd doveva solo procedere a prendere appuntamento al piùpresto dal prefetto o alla Dtl per ratificare accordo e iniziare a far entrare i lavoratori.
Giovedì 27 in serata la Ldd informa il responsabile dello Slai cobas di alcuni problemi:
1 - la Cgil  ha chiesto di rinviare di una settimana la firma in prefettura perche deve fare assemblea con i  suoi iscritti (è chiaramente una manovra, anche la scorsa volta la Cgil aveva adottata la scusa che volevano discutere alcuni punti della bozza di accordo);
2 - la B&M dice (solo ora) che una parte di lavoratori di Capriate non operavano per LDD ma per altri clienti, e quindi la LDD non li deve prendere.
E' chiaro che sia Ldd (B&M e Logicservice) che la Cgil non vogliono che entri nel magazzino un gruppo sindacalizzato e che magari ha fatto anche un accordo per il lavoro....
Successivamente, la Cgil prima, sentendo il prefetto rimanda al 7 aprile la sua disponibilità alla sottoscrizione dell'accordo, poi ieri fa una assemblea con i suoi iscritti dicendo che la questione dei lavoratori di Capriate riguarda lo Slai cobas dato che loro non hanno iscritti; poi nel pomeriggio chiama la Ldd dicendo se il 2 aprile è confermato incontro al prefetto, essa firmerà il verbale senza la gli operai di Capriate della Progress. Nel frattempo la Logicservice che doveva revocare la mobilità (che decorre dal 1° aprile), non comunica niente...
STANNO CERCANDO, CGIL E AZIENDE IN COMBUTTA, DI DIVIDERE I LAVORATORI E SEMINARE DUBBI, MA... O SI VINCE TUTTI, O SI PERDE TUTTI!

Riportiamo uno stralcio (che riguarda appunto l'atteggiamento tenuto dalla Cgil in tutta la lotta degli operai della logistica) della lunga intervista - "La parola alla lotta degli immigrati della logistica" - apparsa sul nuovo numero del giornale "Proletari comunisti" uscito la scorsa settimana, che invitiamo a richiedere (pcro.red@gmail.com) e a leggere.

"Quale è stato l'atteggiamento della Cgil, e come nella lotta si è manifestato la diversità tra linea e pratica dello Slai cobas e quelle della Cgil.

Durante la fase alta dei blocchi, la Cgil si è unita a Vignate solo dopo molte ore agli operai ai cancelli visto che il blocco riguardava la stragrande maggioranza dei lavoratori e lo ha fatto con l'unico intento di tenere sotto controllo la situazione (durante un momento della lotta si voleva fare una assembla vicino all'ufficio dei responsabili per far sentire la pressione degli operai e la cgil ha fatto del terrorismo dicendo che "sequestrando" i dirigenti si passava dalla parte del torto e per convincere gli operai a togliere il blocco il 2 giorno per incontrare il prefetto, manovra non riuscita.
Nella seconda fase dei blocchi a Trezzo la Cgil a Milano teneva una riunione dei suoi iscritti per dire di partecipare ai colloqui individuali delle coop e di non partecipare ai blocchi, e che chi vi avrebbe partecipato sarebbe stato messo fuori dal sindacato, ma il giorno dopo erano presenti ai blocchi anche i lavoratori della Cgil.
Nella fase di trattativa gli operai dello Slai cobas hanno dovuto contrastare la linea di svendita della Cgil su due questioni: contrabbandare la contrattazione aziendale accettando di toglierla con la garanzia del lavoro e dando così mano libera alla cooperativa anche su carico di colli, mansioni, ecc.; porre in questo accordo sul mantenimento di tutti i posti di lavoro una contrattazione per un bonus di incentivo per operai che volontariamente presentassero dimissioni.
Lo Slai cobas ha detto decisamente NO: a luglio vogliamo discutere della contrattazione aziendale; e in questo accordo non si contrattano dimissioni ma solo assunzioni, perchè nessun operaio deve sentirsi sotto ricatto (se poi effettivamente una parte degli operai vorrà andarsene, è con altra contrattazione che si discuterà di incentivo, strappando comunque un importo molto più alto di quello proposto dall'azienda e rimodulando sulla base degli operai effettivi la rotazione).
La Prefettura prima, insieme ai sindacati confederali, faceva il discorso dei Tavoli separati, dopo non solo lo Slai cobas per il sindacato di classe è stato fino in fondo riconosciuto, ma negli incontri era la posizione maggioritaria, determinante, e in rappresentanza degli interessi di tutti i lavoratori.
La Cgil, e molto secondariamente la Cisl per il suo peso fortemente minoritario tra questi lavoratori, ha dovuto accodarsi, con lavoratori e anche delegati che durante la lotta sono passati allo slai cobas. La posizione determinata degli operai della delegazione slai cobas si imponeva al Tavolo, come continuava concretamente a vivere durante i Tavoli il rapporto lotta/incontri, come parte di una stessa "guerra"; gli operai sono stati sempre presenti in massa alla Prefettura, agli incontri aziendali, come alle iniziative di blocco, e vi è stato un rapporto continuo tra la delegazione partecipante ai Tavoli e gli operai in presidio"



28 marzo: NIENTE SCIOPERI NEL SEMESTRE UE E DURANTE EXPO... ROMPERE IL PATTO!

Il Presidente dell'Autorità di garanzia per gli scioperi Roberto Alesse ha rivolto alle organizzazioni sindacali l'invito formale a siglare, fin da subito, una tregua sindacale per il semestre europeo e l'Expo 2015:
''La Citta' di Milano - scrive Alesse - sia quest'anno, che nel corso del 2015, è chiamata a due sfide di straordinaria importanza, con evidenti implicazioni sul piano della valorizzazione dell'immagine dell'Italia nel suo complesso. Mi riferisco al semestre di Presidenza Europeo (da luglio a dicembre 2014) e all'Expo (da maggio ad ottobre 2015). In entrambi i casi sara' fondamentale restituire, agli osservatori internazionali e a quanti parteciperanno agli eventi in agenda, la percezione di un Paese capace di sfruttare, con intelligenza e responsabilita', queste due grandi opportunita'. In tale prospettiva, credo che sia importante che i servizi pubblici possano diventare sinonimo di qualita' e di affidabilita'. Proprio per questa ragione, e sulla scorta del senso di responsabilita' gia' dimostrato, in tante circostanze, dalle organizzazioni sindacali piu' rappresentative, rivolgo ad esse l'invito formale a siglare, fin da subito, una 'tregua sindacale' che conduca ad individuare le date piu' significative in cui, durante il Semestre europeo e l'Expo 2015, non sia possibile scioperare nei servizi pubblici''.  

Della serie: "METTIAMO LO SPORCO SOTTO IL TAPPETO...". Facciamoci vedere un "bel paese".

Si propone un semestre di via libera alla cancellazione delle libertà sindacali dei lavoratori, all'attacco dei diritti dei lavoratori, che dovranno starsene zitti. Un periodo di aperta legittimazione a violazione di norme di leggi e contrattuali; contemporaneamente alla piena libertà di aziende, Enti a attaccare ancora di più le condizioni di lavoro... tanto tu non puoi scioperare...

Immaginiamo poi cosa avverrà dei diritti dei lavoratori direttamente occupati nell'expò.
Questo viene detto, tra l'altro, in una situazione in cui l'expo sta già diventando sì una vetrina, ma del lavoro ultraprecario, dei morti sul lavoro, del malaffare.
Ricordiamo alcuni fatti: nell'area expò è morto mesi fa un giovane edile di 36 anni, travolto dal crollo di un muro, e cosa non secondaria quest’operaio lavorava in nero. 
La Confindustria, anticipando il jobs act di Renzi, aveva già chiesto che con l'Expo di Milano si possano fare contratti a termine dappertutto, per tre anni e senza "causale".  l'Assolombarda ha chiesto che per lo stesso periodo sia possibile applicare con deroghe, cioè non rispettare nei punti fondamentali, i contratti nazionali.

Per non  parlare dei loschi affari di imprese, Lega Coop, mafia, in cui sono la normalità i contratti ultra precari, il non rispetto delle normative su salute e sicurezza, la devastazione ambientale e ruberie varie, 
Il sito stampoantimafioso.it ha redatto un elenco delle imprese titolari di appalti e subappalti per i lavori in vista dell'esposizione universale. 

Non abbiamo dubbi che i sindacati confederali sottoscriveranno il patto chiesto dal Presidente dell'Autorità di garanzia scioperi.. 
Ma chiamiamo i sindacati di base a romperlo! A proclamare scioperi in questi due semestri!
Per opporsi a questa "dittatura" non bastano le denunce, ma serviranno azioni concrete di rottura.