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martedì 26 novembre 2013

sciopero delle donne a Palermo un corteo combattivo e ribelle

Oggi 25 novembre 200 donne, tra combattive lavoratrici della scuola, del Comune, del Policlinico, precarie delle Coop Sociali dello Slai Cobas per il s.c., ma anche disoccupate, casalinghe, pensionate e tante studentesse e giovani ribelli sono scese in piazza e hanno dato vita anche a Palermo al primo sciopero nazionale delle donne indetto per la prima volta in Italia contro femminicidi, stupri, violenza, doppia oppressione, doppio sfruttamento...!

Il primo commento "a caldo" che a noi donne, compagne dell'Mfpr viene è quello di una giornata di lotta entusiasmante e carica di significato: la giornata ha avuto inizio alle 9,30 in centro città con il concentramento di numerosissime donne (e non solo, presente anche una folta delegazione di lavoratori, tra cui anche alcuni operai della ex Fiat di Termini Imerese che hanno solidarizzato ma che durante il corteo hanno accompagnato il corteo di donne ai lati della strada, così anche la presenza di diversi studenti) che poi sono partite in un corteo bello, combattivo, determinato, arricchito dalla fresca ribellione delle numerose studentesse di diverse scuole di Palermo in questi giorni occupate o in autogestione, dalla combattiva presenza delle compagne del Collettivo Anillo de Fuego...
un colpo d'occhio con i tanti striscioni rossi, cartelli, pannelli, bandiere... che ha raggiunto punti importanti della città come i palazzi del potere, il Comune ed infine la Prefettura.

Molti slogan scanditi: "moderno medioevo, doppia oppressione, donne in lotta per la rivoluzione", "per ogni donna uccisa stuprata e offesa siamo tutte parte lesa", "femminicidi, violenza sessuale, è questo il sistema del capitale, "guai, guai a chi ci tocca ci difenderemo con la lotta" , per i femminicidi non basta il lutto pagherete caro pagherete tutto, "sempre più donne violentate, siamo sempre più incazzate, "contro la doppia oppressione sempre più necessaria è la  ivoluzione", "disoccupazione, miseria  e carovita con questi governi facciamola finita" e tanti altri e poi ripetutamente "sciopero, sciopero delle donne",  per dare il senso di come la lotta delle donne è una lotta complessiva, a 360 gradi, di come lo sciopero delle donne partendo dalla questione della violenza e femminicidi, il frutto più barbaro di qiesta società capitalista si deve estendere a tutta la condizione di vita delle donne in cui emerege sempre l'intreccio della questione di classe e  della questione di genere.

Il corteo, che doveva avere un tragitto differente secondo le prescrizioni della questura - non saremmo dovute passare dal palazzo del Comune in cui si doveva svolgere un convegno istituzionale proprio sulla violenza sulle donne che "non poteve essere messo a rischio dalla protesta delle donne", nonostante le minacce di denuncia ad una delle compagne organizzatrici del corteo, ha rifiutato il divieto ponendo la necessità di dovere andare sotto i palazzi per denunciare con forza l'ipocrisia di chi ci governa che dietro alla facciate ipocrite di convegni al chiuso sulla violenza sulle donne poi concretamente nella vita di tutti  giorni violenta le donne con tutte le politiche contro la condizione di vita delle donne,  e ha raggiunto, quindi, il Comune e lì le donne hanno megafonato le ragioni della lotta contro i palazzi istituzionali: i tagli pesanti ai servizi sociali, sanitari, alle scuole, agli asili nido, ai centri antiviolenza pubblici... che costringono le donne a trasformarsi in ammortizzatori sociali in carne e ossa che suppliscono alle inadempienze dei governi e dello Stato,  che si traducono in ulteriore oppressione per le donne, per le madri lavoratrici che sono così costrette a dover abbandonare il proprio posto di lavoro per tornare dentro le mura domestiche e svolgere il ruolo di casalinghe, di donne "invisibili" che lavorano quanto e più degli altri ma a cui non viene riconosciuto il doppio lavoro, che spargono humus reazionario contro le donne per le quali devono esistere solo determiati ruoli in questa società, un humus che si diffonde inevitabilmente a a livello di massa con le nefaste conseguenze che diventa "anche nornale" uccidere una donna se si ribella in famiglia, al ruolo che le viene imposto.
NOI NON CI STIAMO! è stato detto a gran voce...

Molti gli interventi al megafono, in cui abbiamo spiegato le ragioni della doppia oppressione, della necessità della lotta diretta delle donne  senza alcuna logica di delega a governi e istituzioni borghesi o a sindacati collusi, venduti ai padroni,  a personaggi come la Camusso che sono contro la maggioranza delle donne,  dietro le false parole di adesione allo sciopero non ha indetto lo sciopero nei posti di lavoro neanche per 15 minuti,  contro questo sistema che produce sessimo, femminicidi e violenza;

sono state ricordate le tante donne  uccise e vittime di stupri e violenza "siete nel nostro cuore e scioperiamo anche per voi", un pensiero particolare andato anche a tutte le donne  immigrate che subiscono stupri  durante i drammtaici viaggi in fuga dai loro paesi martoriati dalle guerre imperialiste verso l'Italia... così come un messaggio di forte solidarietà è stato mandato  alle tante donne in lotta del movimento No Tav e No Muos denunciando la violenza dello Stato di polizia di questo paese che sulle donne in lotta è doppia... un forte saluto è stato lanciato alla lotta delle donne a livello internazionale contro violenza e oppressione

Una studentessa dell'Mfpr al megafono ha ricordato che non c'è futuro per le tante giovani che, come lei, dopo avere studiato anche con sacrifici economici  e non solo non hanno ancora un lavoro  per portare a termine i propri studi e che, anche questo, significa doppia oppressione per le giovani donne che sono costrette a vivere ancora sulle spalle delle famiglie, già appesantite dal costo della crisi che tutte le masse proletarie subiscono quotidianamente.
"NON CI AVRETE COME VOLETE VOI" si è levato più e più volte il grido ribelle delle tante giovani del corteo. 

Un uomo ha voluto per forza parlare al megafono per dire che in quanto uomo si vergognava di quello che accade ogni giorno alle donne, di tutte le uccisioni e violenze, e rivolegndosi al il corteo ha detto  "BRAVE"  a tutte le donne grandi e piccole presenti. 

Durante il corteo abbiamo ricevuto tanta solidarietà e condivisione, dalle commesse dei negozi alcune delle quali sono uscite dai negozi, hanno preso i volantini con l'appello dello sciopero delle donne e hanno applaudito il corteo, una di loro che ha detto di condividere pienamente le ragioni della lotta ci ha pregato di non fotografarla "perchè se no il datore di lavoro mi crea problemi", alcune donne delle pulizie immigrate si sono affacciate dai balcini di Via Roma e hanno applaudito il corteo e ballato sulla musica " che li lamebti, ma che li lamneti, pigghia lu bastuni e tira fora li denti" canatato dalle manifestanti...

Giunte al termine della manifestazione  in Prefettura una delegazione di lavoratrici, precarie e una giovane disoccupate hanno portato la piattaforma "cosa vogliamo e cosa non vogliamo" dello sciopero delle donne al Prefetto parlando a nome di tutte le donne, e le istanze delle lotta delle lavoratrici e precarie dello Slai Cobas per il s.c.

Dopo una breve pausa, la giornata è continuata per alcune ore nel pomeriggio dove compagne del mfpr a alcune lavoartrici dello Slai Cobas s.c. hanno fatto un volantinaggio con pannelli/mostra a piazza verdi in cui sono stati  diffusi nonstante la pioggia tanti volantini mentre doverse camzoni di lotta delle donne venivano trasmesse dall'altoparllante.
 
Al sit-in una compagna dell'Mfpr ha espresso solidarietà alle donne vittime di violenza in tutto il mondo, in particolare alle donne indiane con l'intento di creare un "ponte" tra noi e loro, tra la nostra lotta e la loro lotta in cui partecipano attivamente ed in prima fila nella guerra popolare contro il governo indiano ed il sistema che produce stupri e femminicidi anche come arma di repressione.

IL 25 novembre, giornata dello sciopero delle donne, ha avuto un esito più che positivo sia per i numeri , non scontati, che per la reazione positiva delle tante donne  della città verso il messaggio e contenuti degli appelli " anche io sciopero oggi , e tu?", questo fa comprendere come tra le donne cresca il bi-sogno della ribellione e lotta che è necessaria a livello complessivo perchè "tutta la nostra vita deve cambiare!"

Viva lo sciopero delle donne!

le compagne Mfpr palermo








GENOVA: BUONA PARTE DEGLI OPERAI DI AMT NON ACCETTA L'ACCORDO E PROSEGUE LO SCIOPERO

Intanto si stanno concentrando nel centro di genova le forze dell'ordine per imporre di fatto con la forza, un accordo che prevede comunque esternalizzazioni in appalto di attività, riorganizzazioni interne, che per i lavoratori vorranno dire comunque tagli sia di posti di lavoro, sia di salari e orari, sia di diritti. 

Quindi, non è affatto vero che l'accordo è passato a maggioranza. 
"Genova, 23 novembre 2013 - Dopo oltre 3 ore e mezza di discussione i lavoratori di Amt hanno approvato a maggioranza la bozza di accordo siglata nella notte in prefettura da Comune, Regione, Amt, organizzazioni sindacali. Nell’ambito e al termine dell’assemblea si sono registrate tensioni fra i lavoratori e, in particolare, fra quelli d’accordo e quelli contrari all’approvazione del documento. L’intesa prevede, in primo luogo, che l’Amt resti pubblica. La Regione si impegna a finanziare l’acquisto in tempi brevi di 15 nuovi mezzi attraverso una riprogrammazione di risorse già impegnate e, nel quadriennio 2014-2017, di altre 200 vetture, con finanziamenti da fondi europei e nazionali.
La Regione, si impegna inoltre ad accelerare il percorso di costituzione dell’Agenzia unica per il trasporto pubblico locale entro marzo del 2014 in modo che operi a regime entro la fine dell’anno. I sindacati hanno riferito, poi, che, per ripianare il disavanzo di Amt, calcolato in 8,3 milioni di euro nel 2014, il Comune si è impegnato a ripatrimonalizzare l’azienda con un investimento pari a 4,3 milioni di euro. I restanti 4 milioni saranno invece recuperati attraverso riorganizzazioni anziendali che non toccheranno ne’ le retribuzioni, ne’ l’orario di lavoro, ne’ i riposi dei dipendenti. In particolare, secondo quanto riferito, tra gli interventi di riorganizzazione e’ prevista l’esternalizzazione di quote di attivita’ che verranno affidate in appalto. L’accordo prevede anche che, dopo la ratifica del testo si dovrà avviaere una trattativa aziendale per stabilire quante e quali linee appaltare. Questa misura dovrebbe consentire un risparmio per l’azienda pari a 2 milioni di euro.
Per recuperare i restanti 2 milioni di disavanzo, l’accordo prevede altre riorganizzazioni interne, che dovranno essere individuate entro il 31 dicembre di quest’anno in modo da essere realizzate a partire da gennaio del 2014. E’ stato precisato che l’accordo prevede esplicitamente l’inscindibilita’ delle singole misure stabilite: se un punto non dovesse essere rispettato, salterebbe l’accordo nel suo complesso".

accesa assemblea degli operai ex Fiat Termini Imerese



La seconda assemblea degli operai Fiat dello stabilimento di Termini Imerese che si è tenuta ieri pomeriggio è stata molto accesa, con un dibattito tra gli operai che è andato oltre la denuncia delle attuali condizioni di insostenibilità della cassa integrazione  e dei sindacati confederali che hanno trascinato negli anni gli operai in questa situazione. Una cassa in deroga, tra l'altro, di cui non si conosce il futuro, visto che il governo dice che i soldi sono finiti già per il 2013, mentre ancora più nera è la prospettiva per il 2014. Un'assemblea, che rivendicando il diritto di pretendere le promesse fatte dallo stesso Marchionne e da qualche ministro sulle garanzie di futuro per gli operai, si è anche espressa sulle iniziative da fare.

Le proposte sono state tante: si va dalle manifestazioni per coinvolgere altri operai e informare nuovamente l'opinione pubblica, alle manifestazioni davanti lo stabilimento di Termini, all'occupazione della fabbrica stessa.

Il dibattito vivace, introdotto dalla lettura del comunicato precedente che ha sottolineato l'aspetto della necessità di un programma di lunga durata, ha visto posizioni ancora indecise sul tipo di organizzazione dal basso necessaria per portare avanti la lotta.

Il giornalista de La Sicilia che ha seguito tutta l'assemblea a quanto pare, leggendo l'articolo pubblicato oggi, non aveva assistito mai ad una vera assemblea operaia dove si dicono le cose come stanno veramente e non come succede nelle assemblee preconfezionate dei sindacalisti confederali e dove lo scontro anche acceso è normale al fine di arrivare ad una decisione collettiva sul da farsi; è rimasto impressionato tanto che nell'articolo riporta cose che nessuno ha detto ieri, come la storia della non violenza!, e della "speranza che la Fiat ascolti", al contrario, è stato detto che la violenza è sempre quella dei padroni e delle istituzioni e che a questa violenza gli operai devono saper rispondere per far valere i propri diritti e che per farsi "ascoltare" dalla Fiat bisogna mettere in campo una lotta molto seria, che proprio perché seria, costringa il padrone alla "discussione".

Slai Cobas per il sindacato di classe Palermo

In allegato articolo di oggi di "La Sicilia"




 


sciopero delle donne città per città

UN ELENCO PARZIALE E IN VIA DI AGGIORNAMENTO DELLE REALTA' IN CUI SI FARA'
LO SCIOPERO DELLE DONNE
a seguire alcune altre significative iniziative di mobilitazione che si
terranno domani 25 novembre


PALERMO - Lo sciopero delle donne si farà: policlinico, precarie cooperative
sociali e lavoratrici delle scuole, del Comune. Intervento al mattino
all'Università verso le studentesse
Il 25 novembre:
Mattina dalle 9,30 concentramento piazza Polieama con corteo fino in
Prefettura con tutte le nostre ragioni di doppia lotta
Pomeriggio dalle 16,00 fino alle 20 a Piazza Verdi (Teatro Massimo) con
volantinaggio, interventi al megafono, pannelli/mostra, musica, raccolta

TARANTO - Lo sciopero si farà: tra le lavoratrici pulizie scuole statali e
appalti comunali
tutte le operaie Pasquinelli/Amiu
Le operaie forestali di Puglia della Arif, da Lecce a Foggia a Bari, il 25,
si fermeranno sui posti di lavoro per decidere una loro piattaforma contro
le discriminazioni sul lavoro che subiscono.
E' stato indetto sciopero delle studentesse con nostro intervento il 25 in
due scuole a maggioranza ragazze - sono difficili le previsioni benchè ci
sia molto interesse
Nei quartieri, in alcuni palazzi, dove sono presenti compagne, lavoratrici
drappi rossi,
fazzoletti, strisce, abbigliamento rosso addosso
Appuntamento per tutte in piazza Immacolata.
Alle 10 andremo con le lavoratrici pulizie, appalti comunali e le donne
presenti, in prefettura, con lo scopo di consegnare la piattaforma dello
sciopero delle donne;
la sera, dalle 17 alle 20, riempiremo tutta la piazza, con striscioni,
cartelli, mostra, vari video, poi interventi liberi e una performance con
l'attrice di teatro del mare, l'attrice Monica Corallo leggerà brani dal
libro della Dandini e dal testo teatrale "Dialoghi della vagina".
Una compagna fotografa/tautatrice sta preparando varie foto sulla violenza
contro le donne, che si conclude con foto della ribellione delle donne.
... E anche dolci e vino per brindare allo sciopero delle donne!

L'AQUILA - Le lavoratrici del Brico io di L'Aquila aderiscono allo sciopero
delle donne del 25 novembre, proclamato dallo Slai Cobas per il sindacato di
classe.
Sarà però uno sciopero simbolico, indosseremo braccialetti, foulards rossi e
pettorine, attaccheremo striscioni e drappi rossi fuori dal negozio e faremo
un annuncio al microfono.
Sembrerà poco o niente, ma non lo è in un'azienda dove non si è mai
scioperato, dove nessuno è sindacalizzato, dove i problemi delle/dei singoli
lavoratori non hanno mai incontrato la solidarietà  concreta e unitaria
delle/dei colleghi, dove vige di fatto un controllo capillare, dove non si
sono mai tenute assemblee di lavoratrici/lavoratori, dove l'ambiente di
lavoro e il sistema che lo determina è profondamente maschilista, dove il
sorriso è d'obbligo davanti ai clienti.
Un'azienda, infine, che si prepara a ridefinire contratti, orari e turni di
lavoro in ragione delle esigenze commerciali e non nel rispetto dei tempi di
vita e di cura delle donne e apre la porta (forse proprio il 25) a
"ispezioni poliziesche", pesa nella libera scelta delle lavoratrici.
Pur se timida quindi, questa scelta va valorizzata nello sforzo che le
lavoratrici stanno facendo per uscire il 25 novembre, giorno dello sciopero
delle donne, dall"apartheid delle commesse".

MILANO - sciopero nelle scuole, tra le insegnanti precarie, indetto a
Istituto tumori, Osp. San Paolo, sciopereranno lavoratrici della sanità,
delle poste
verso le studentesse della Bocconi, del politecnico di Milano- polo Bovisa
Presidio a Palazzo Marino (comune) dalle ore 10

BOLOGNA - diverse fabbriche sciopereranno. Nelle scuole statali e comunali,
insegnanti di ruolo e precarie Una scuola intera sciopero di tutte le donne
(anche il bidello perche' non vuole rimanere a lavorare solo). Alcune
impiegate del comune. Lavoratrici delle cooperative sociali e dipendenti
dell'ipercoop. Sciopero delle lavoratrici alla Titan Italia di Crespellano
che occupa 206 dipendenti, vedrà invece attuato uno sciopero di tutta la
giornata per le donne. E' indettto dalla rsu. Le donne occupate sono circa
40. La rsu Filcams cgil di Centrale Adriatica, sito di Anzola dell'Emilia,
ha proclamato uno sciopero per la giornata del 25 novembre prossimo. Lo
sciopero, ancorché simbolico, rappresenta comunque un gesto importante per
un luogo dove l'unica sigla sindacale rappresentata è la Filcams-CGIL, in un
territorio dove non ci risultano prese di posizione analoghe e dove nessuna
categoria ha osato sfidare, ufficialmente e significativamente, la
retromarcia della Segretaria Generale, Camusso. La rsu invita le lavoratrici
a partecipare alla manifestazione che le donne dei movimenti hanno indetto a
Bologna per le 17,30 dello stesso giorno.

BERGAMO - nella Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, spicca la
protesta vera e propria della N&W Global Vending, oltre mille dipendenti,
tra le maggiori realtà metalmeccaniche della provincia, dove è indetto uno
"Sciopero delle Donne - 8 ore - intera giornata" per lunedì 25 novembre. Il
volantino è comparso in bacheca mercoledì 20 e porta la firma della Rsu Fiom
Cgil, precisando che lo sciopero è indetto per tutti, anche per i lavoratori
maschi. "Blocchiamo questo maledetto paese - si legge - perché sia chiaro
che senza di noi, noi donne, non si va da nessuna parte. Senza il rispetto
per la nostra autodeterminazione e il nostro corpo non c'è società che
tenga. Perché la rabbia e il dolore, lo sconforto e l'indignazione, la
denuncia e la consapevolezza, hanno bisogno di un gesto forte". Se non
andiamo errati, l'iniziativa non trova precedenti in nessun'altra fabbrica
d'Italia.
All'ex Necta oltre la metà del personale operaio è donna, compresa la
responsabile del personale...

MARGHERA - MESTRE - Sciopero tra le operaie immigrate, di diverse
nazionalità,
prevalentemente in fabbriche, servizi, (Fincantieri, settore calzaturiero,
settore delle pulizie)

GENOVA - TORINO - TERNI - SAN LAZZARO DI SAVENA - scioperano lavoratrici del
Comune

SCUOLA - sciopero generale a livello nazionale

PESCARA - Donne Cgil aderiscono a sciopero 25/11 - La Camera del Lavoro di
Pescara "aderisce convintamente all'appello contro il femminicidio e allo
sciopero delle donne fissato per il 25 novembre". Il mondo del lavoro -
afferma il sindacato - puo' e deve dare segnali forti di condanna del
femminicidio non solo come fenomeno sociale ma soprattutto culturale.
Maltrattare, uccidere una donna, non e' soltanto una violenza contro una
persona, ma contro una societa' intera, e' un problema sociale che riguarda
tutti, e' la spia di un deficit di democrazia. Il femminicidio, che e' la
forma estrema di discriminazione e violenza rivolta contro la donna in
quanto donna, nel nostro Paese rappresenta un dato costante nel tempo, da
troppo tempo... sospendiamo le attivita' quotidiane per un giorno"...
Lunedi' 25 dalle 11.00 alle 11.30 astensione dalle attivita' di tutte le
donne della Cgil - categorie, servizi e apparato - volantinaggio al mercato
di Via Pepe. Nel pomeriggio, presso il salone della Cgil in via B.Croce ,
convegno organizzato dalle donne dello Spi.

VARESE - Presidio davanti alla sede RAI di Milano delle lavoratrici addette
al servizio di pulizia degli istituti scolastici della Provincia di
Al.Cobas-Cub
25 NOVEMBRE INTERA GIORNATA DI LOTTA
LA LOTTA DELLE LAVORATRICI del servizio di pulizia nelle scuole pubbliche
della provincia di Varese, il 25 novembre sarà per tutta la giornata con
presidio davanti alla RAI di Milano in Corso Sempione, 27 dalle ore 10.00.
Per pretendere i propri salari. Per rompere il silenzio su violenze
sottaciute ma che scatenano drammi enormi

CAGLIARI - Lucia Mandis - Guspini (prov. di Cagliari): x il 25 novembre la
mia
associazione ha coinvolto tutte le associazioni del mio paese, speriamo di
avere una numerosa adesione.

CDLM DI BOLOGNA, ASTENSIONI E SCIOPERI PERCHÉ LE PAROLE NON BASTANO PIÙ
Quest'anno, in occasione del 25 novembre, giornata internazionale contro la
violenza sulle donne, il Gruppo donne CdLM di Bologna ha aderito all'appello
del 14 giugno "Scioperiamo per fermare la cultura della violenza" perché non
basta più denunciare le violenze fisiche e verbali, quelle sui luoghi di
lavoro, e non basta neppure il lavoro dei centri antiviolenza, pur così
prezioso. Le donne chiedono di poter vivere in una società che vuole
realmente cambiare la cultura che alimenta questa mentalità maschilista, che
non critichi e svilisca il termine femminicidio, termine che contiene in una
sola parola l'insieme delle violenze fisiche e psicologiche che le donne
subiscono in quanto tali, una società che riconosca l'immenso lavoro delle
donne, quello pagato e quello non pagato, il lavoro di cura e riproduttivo,
la creatività e il ruolo multiforme delle donne. Il Gruppo donne CdLM di
Bologna propone per il 25 novembre iniziative delle donne in tutti i luoghi
di lavoro possibili, anche confermate e brevi astensioni dal lavoro, e
scioperi che potranno essere decisi dalle Rsu. Nonché di renderci visibili
in quella giornata con magliette, nastri, drappi rossi, di caratterizzare in
tal modo anche le sedi sindacali, e di partecipare alle manifestazioni che
in quel giorno saranno programmate. Cdlm-Cgil di Bologna (Camera del lavoro
metropolitana di Bologna).

MANTOVA, ECCO PERCHÉ SCIOPERIAMO ANCHE NOI
Perché il 25 novembre è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne,
istituita dall'Onu nel 1999.
Perché vogliamo fermare la cultura della violenza.
Perchè ogni 2 giorni una donna muore assassinata per mano maschile, nella
maggior parte dei casi da partner o ex partner.
Perché la violenza è la prima causa di morte e invalidità permanente per le
donne fra i 16 e 44 anni, ancora prima del cancro, incidenti stradali e
guerra.
Perché dal 2005 al 2012 sono state uccise 914 donne e dall'inizio del 2013
sono state ammazzate 100 donne uccise da uomini che dicevano di amarle.
Perché la recente legge contro il femminicidio contiene principalmente norme
repressive e paternalistiche che non vanno alla radice del problema.
Perché la violenza sulle donne si annida nello squilibrio di potere tra i
sessi e nel desiderio di controllo e di possesso manifestato dal genere
maschile, e dunque è un problema culturale e come tale va affrontato
Perché senza mezzi economici, è difficile sottrarsi alla violenza e i tagli
ai servizi sociali, tagliano prima di tutto la libertà delle donne.
Perché sono le donne per prime a pagare la crisi, con lavori sempre più
precari e sottopagati.
Perché siamo stanche dei tagli alle spese sanitarie, agli asili nido,
l'assistenza
agli anziani e ai disabili, e che invece di riconoscere il nostro lavoro
l'età
pensionabile viene allungata
Perché troppe donne, sono state umiliate, denigrate, picchiate, violentate e
vogliamo dire BASTA! e vogliamo farlo insieme!
PER TUTTO QUESTO E ALTRO .anche noi facciamo LO SCIOPERO DELLE DONNE

Hanno aderito allo sciopero delle donne: Provincia di Mantova Commissione
Provinciale Pari Opportunità; Comune di Castelgoffredo Comune di Castiglione
delle Stiviere, Comune di San Benedetto Po, Comune di San Giacomo delle
Segnate, Comune di Suzzara, Comune di Viadana, Comune di Moglia Bigarello,
Canneto sull'Oglio, Castelgoffredo, Castiglione delle Siviere, Curtatone,
Mantova, Pegognaga, Porto Mantovano, Quistello, San Giorgio, Suzzara,
Viadana, San Giacomo delle Segnate, San Benedetto Po

CATANZARO, 25 NOVEMBRE: LA CGIL ADERISCE ALLO SCIOPERO DELLE DONNE
''Scioperiamo per fermare la cultura della violenza, indignate per una
violenza che non accenna a smettere, per una societa' dove il rispetto
ritorni ad essere un elemento centrale della quotidianita'. Fermiamoci
affinche' alle misure di repressione siano affiancate iniziative di
sensibilizzazione e prevenzione. Perche' sia una battaglia di tutte e di
tutti invitiamo le associazioni del territorio, le studentesse, le
lavoratrici e le pensionate ad abbracciare e far propria l'iniziativa''. La
Cgil, nei prossimi giorni, predisporra' una riunione operativa per meglio
definire le iniziative.

è ora che le lavoratrici prendano in mano lo sciopero delle donne

Avvicinandosi il 25 novembre, sono le notizie sullo sciopero delle donne che
vengono da operaie delle fabbriche, lavoratrici di tanti posti di lavoro
precari, da tante delegate Rsu Cgil che non seguendo l'indicazione della
segreteria nazionale indicono sciopero sui loro posti di lavoro, la "novità"
più bella.
Dopo l'indizione dello sciopero di 8 ore da parte della Rsu Fiom Cgil nella
fabbrica metalmeccanica N&W Global Vending, di Bergamo con oltre 1000
dipendenti, di cui il 50% donne - nel loro comunicato dicono tra le altre
cose: "senza il rispetto per la nostra autodeterminazione e il nostro corpo
non c'è società che tenga"; arriva lo sciopero, anche questo di tutta la
giornata, delle lavoratrici alla Titan Italia di Crespellano che occupa 206
dipendenti; lo sciopero proclamato dalla rsu Filcams Cgil di Centrale
Adriatica, sito di Anzola dell'Emilia che sottolinea l'importanza del loro
sciopero "in un territorio...dove nessuna categoria ha osato sfidare
ufficialmente e significativamente la retromarcia della segretaria generale,
Camusso"; poi lo sciopero delle donne lavoratrici che svolgono il servizio
di pulizia negli istituti scolastici della provincia di Varese, indetto dal
sindacato di base Al.Cobas-Cub. Inoltre La Camera del Lavoro di Pescara che
informa che "lunedi' 25 dalle 11.00 alle 11.30 ci sarà astensione dalle
attivita' di tutte le donne della Cgil - categorie, servizi e apparato".
L'altra importante novità sono le lavoratrici immigrate, che a
Marghera-Mestre stanno facendo di tutto per la riuscita dello sciopero in
fabbriche, servizi in Fincantieri, settore calzaturiero, settore delle
pulizie, ecc.
Queste si uniscono alle lavoratrici di Palermo del policlinico, delle scuole
e Comuni, alle precarie delle cooperative sociali; alle lavoratrici di
Taranto delle pulizie nelle scuole e negli asili, degli appalti comunali,
alle operaie della pasquinelli/Amiu, come alle operaie forestali della
Puglia che faranno fermate sul loro posto di lavoro; alle coraggiose
commesse di Brico io de L'Aquila che sfidano l'impossibile, ma lo fanno; poi
a Milano le lavoratrici precarie della scuola, della sanità, delle poste; in
tanti Comuni grandi e piccoli sciopereranno le lavoratrici comunali, come a
Genova, Torino, Terni, ecc.
In una situazione in cui, sia a livello nazionale sia in tante città, la
cgil e la fiom, come le altre categorie sindacali, non hanno voluto aderire
allo "sciopero delle donne" e hanno preferito al massimo le rituali
iniziative istituzionali che non cambiano nulla, è importante che in alcune
realtà invece delegate, strutture della cgil siano andate controcorrente:
questo avviene con la Camera del lavoro metropolitana di Bologna, avviene a
Pescara, a Catanzaro, avviene con la presa di posizione della Fisac Cgil,
ecc.
Un'altro importante schieramento sta avvenendo nei sindacati di base, dove
si può dire che lo "sciopero delle donne" sta diventando una decisiva
"cartina di tornasole" strategica, sia di linea che ideologica, su come si
debba intendere e praticare un sindacato e sindacalismo di classe e di massa
e sul ruolo centrale in esso delle donne, frutto anche della necessaria
battaglia autonoma - e quindi anche nel sindacalismo di base non è di poco
conto nè può essere ridotto a un si o un no ad "una iniziativa", aver
sostenuto e indetto lo "sciopero delle donne" o non averlo fatto.

In tante realtà, e non a caso, sono proprio le lavoratrici che stanno già
lottando ad aderire per prime allo "sciopero delle donne". Accade a Palermo,
dove le lavoratrici del policlinico e delle cooperative sociali nelle
settimane, giorni scorsi hanno fatto presidi, occupazioni di sedi
istituzionali, imponendo a miseri uomini la loro dignità di donne ribelli;
accade a Taranto dove le lavoratrici delle pulizie delle scuole stanno
bloccando la città, occupano i Palazzi, e si scontrano con la polizia senza
un minimo di paura; e dove le operaie della Pasquinelli hanno conquistato il
loro lavoro con grandi lotte/scioperi; accade a Milano con le insegnanti
precarie in lotta da mesi, anni, sempre determinate; ecc. Lavoratrici che
sempre nelle lotte portano le ragioni di classe strettamente intrecciate
alle ragioni di genere.

Questo entrata con forza, coraggio, "sfida", ribellione, da parte delle
operaie, delle lavoratrici che si sono prese in mano lo "sciopero delle
donne", trasformandolo da "parola d'ordine", da avvenimento soprattutto
simbolico, in realtà vera - sia pure ancora piccola, dà il giusto segno di
classe allo "sciopero delle donne", uno sciopero che è soprattutto
espressione delle donne proletarie, delle donne più sfruttate e oppresse,
quelle che non hanno solo una catena da spezzare ma doppie/decine di catene;
e quindi fa dello "sciopero" l'arma giusta per cominciare a far pesare la
forza della lotta delle donne, perchè preoccupi seriamente padroni, governo,
Stato, uomini che odiano le donne.
Questo, insieme alla ribellione di tante ragazze, donne disoccupate, donne
già in lotta nei movimenti, casalinghe, ecc., rende lo sciopero delle donne
un "pericolo" per questo sistema capitalista, di sfruttamento e oppressione,
di morte. E noi questo vogliamo.

VIVA LO SCIOPERO DELLE DONNE!!

MFPR - 24.11.13

ma quali tre quarti d'ora di lavoro - qui blocchiamo la città- se non vi fermate rivolta sarà !


questa mattina oltre un centinaio di lavoratrici e lavoratori pulizie scuole
statali Du si sono concentrati sotto il comune in piazza castello su
convocazione dei sindacati confederali
- presenti  e partecipanti  le lavoratrici slai cobas - per premere sul
Comune e sindaco affinchè prema sul governo per evitare gli ulteriori tagli
previsti, contro cui lavoratrici e lavoratori lottano da giorni. Essi sono
in proroga fino alla fine dell'anno alle attuali condizioni
- ma con un colpo di mano si è dato già mandato per il rinnovo dei nuovi
contratti alla Dussmann con tre quarti d'ora di lavoro

e' inevitabile che la lotta abbia preso la strada del blocco prima della
strada della ringhiera vicino al comune, poi del ponte - come da sempre
indica lo slai cobas taranto
perchè le controparti non ne vogliono sapere.

ora tocca alle istituzioni rispondere con risultati  oggi, come domani,
lunedì fino alla salvaguardia del lavoro e dell'orario per tutte e tutti


allegato l'immediato fax  diffida fatto già  dall'inizio di questa settimana
dallo slai cobas taranto
info slai cobas dussmann taranto
Fiorella Masci <fiora60@alice.it> 3339199075





 AL PROVVEDITORATO - TARANTO
ALLA DITTA DUSSMANN SERVICE SRL
ALLE DIREZIONI SCOLASTICHE

epc
AL MIUR - ROMA
UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE - BARI
ALLA REGIONE - ASS. CAROLI

AL PREFETTO DI TARANTO

Siamo venuti a conoscenza che la Dussmann il prossimo 22 novembre vorrebbe
già stipulare i contratti con le varie direzioni scolastiche per il nuovo
appalto.

Lo Slai cobas per il sindacato di classe DIFFIDA con forza la Dussmann e le
Direzioni scolastiche di Taranto e provincia a firmare contratti!

CHIAMA la Regione, nella persona dell'Ass. Caroli, il Miur di Roma e di
Bari, il
Provveditorato di Taranto e il Prefetto di Taranto a IMPEDIRE questa
sottoscrizione,
tenuto conto che il Ministero della Pubblica Istruzione, proprio nei
giorni scorsi, dopo l'occupazione a Taranto del provveditorato, ha deciso
una proroga per il 31 dicembre, per trovare una soluzione che eviti i
licenziamenti o il taglio osceno delle ore di lavoro a 45 minuti al giorno;
questo è stato
ulteriormente confermato dalla regione nell'incontro del 7 novembre a Bari.

Quindi, la Dussmann non si può permettere di stipulare contratti, prima che
si trovi la saluzione dignitosa.

Lo Slai cobas per il sindacato di classe non accetterà nessun accordo o
contratto che violi i
diritti di lavoro e salario.
Noi chiediamo che:
1) L'appalto delle pulizie vada totalmente rivisto, la riduzione
dell'appalto al 60% è fuori di ogni legalità e si può configurare come
un favoritismo alla Ditta; occorre porre un tetto al massimo ribasso, ed
elevare nettamente l'importo attuale;
2) L'emergenza lavoro e inquinamento di Taranto, quest'ultimo che
colpisce anche le scuole, non solo impedisce di tagliare le ore di
pulizie, già risicate, ma richiede un aumento delle ore e fine dei
periodi di sospensione estiva;
3) non vogliamo ancora cig in deroga ma che i soldi della cig vadano
utilizzati per aumentare le ore di lavoro;
4) Una verifica/controllo dei numeri forniti dalla Dussmann sul
personale in forza a Taranto e provincia, che da altri dati in nostro
possesso risultano gonfiati.


SLAI COBAS per il sindacato di classe
Taranto - via Rintone, 22
per contatti: slaicobasta@gmail.com - T/F 0994792086 - 3475301704

TA. 18.11.13

Licenziati Alfa Romeo di Arese_Truffa e violenza privata per 3 dirigenti di ABP e Innova Service

Licenziati Alfa Romeo di Arese:
“Chiusura indagini” della Procura della Repubblica di Milano.
Truffa e violenza privata
per 3 dirigenti di ABP e Innova Service



Lo Slai Cobas è venuto a conoscenza che la Procura della Repubblica di
Milano, 3 mesi fa, ha chiuso le indagini originate da un primo filone di
denunce penali fatte dal 2009 al 2012 dallo Slai Cobas e dai lavoratori Alfa
Romeo di Arese licenziati 33 mesi fa da Innova Service. Il 26 giugno scorso
la Corte d'Appello del tribunale di Milano aveva ordinato il reintegro degli
operai ma la sentenza non è stata ancora rispettata.


Questa notizia circola con insistenza all'Alfa Romeo di Arese.


3 dirigenti di ABP e di Innova Service sono accusati di truffa, violenza
privata e altri reati.


Si tratta di Angela Di Marzo e Cosimo Damiano Di Marzo, amministratori di
Innova Service, e del presidente e amministratore delegato di ABP e
AIG_Lincoln-FIAT Marco Salvini.


ABP è la committente di Innova Service, alla quale dal 2009 la stessa ABP
aveva dato in appalto i servizi sull'area dell'Alfa (pulizie, manutenzione,
guardiania, giardinaggio, ecc..).


Marco Salvini è tra l'altro attualmente sotto processo alla III penale di
Milano per bancarotta fraudolenta assieme al fratello e al commissario
fallimentare Bernardo Draghetti per la vicenda della società BKN.


Angela Di Marzo è anch'essa in questi giorni sotto processo alla IV penale
di Milano per istigazione alla rivelazione di segreti d'ufficio, perché nel
2009 è stata trovata dalla Digos in possesso di un documento riservato del
Nucleo informativo dei carabinieri su Corrado Delledonne, delegato Slai
Cobas del sito dell'Alfa Romeo di Arese. Tutti i licenziati di Innova
Service sono parte civile in questo processo in corso a Milano.


Cosimo Damiano Di Marzo, zio di Angela Di Marzo, è stato fino a 3 mesi fa
amministratore unico di Innova Service; interrogato nel maggio scorso
durante il processo di Appello promosso dai licenziati, ha dichiarato a
verbale che non sa chi è ABP e che non conosce neppure il significato della
parola "committente".


Arese, 20 novembre 2013



Slai Cobas Alfa Romeo

http://www.youtube.com/watch?v=9pClsFQJqHw




Ilva che succede……..

RSU all'ilva - impazza la campagna elettorale di una elezione truffaldina e
pilotata dall'azienda.. la cui fine è nota !

La fiom ha fatto ricorso perchè non vuole votare con le vecchie regole , ma
con le nuove e ha chiesto al giudice di sospendere le elezioni..
intanto la campagna prosegue come sempre in questo stabilimento con
sindacalisti e sedicenti tali, quasi tutti i vecchi e qualche nuovo adepto
che fanno promesse di passaggio di livello, ricordano agli operai i favori
già fatti e concludono.. 'per ogni cosa.. a disposizione'..
quindi non siamo davanti a elezioni democratiche e le nuove RSU saranno come
le vecchie anzi forse peggio.. perchè in passate RSU vi erano delegati fiom
come Rizzo, Ranieri, Battista che comunque un po' di fastidio a azienda e
sindacalisti collusi lo davano in materia di accordi e sicurezza..poi sono
stati fatti fuori e ora uno capeggia la USB e gli altri sono del Comitato
liberi e pensanti e a queste elezioni non votano.
La USb ha presentato la lista e si aspetta molto, per gli operai che votano
è l'unica alternativa..alcuni degli operai presenti sono stati combattivi in
questi mesi, altri sono un po' raccattati..
comunque il sindacato di classe che serve in questa fabbrica è altra cosa,
ma non ci siamo ancora
quella che segue è la posizione dello slai cobas per il sindacato di classe
ILVA

Lo Slai cobas per il sindacato di classe non si presenterà alle prossime
elezioni Rsu in Ilva. Questo per due ragioni principali: primo, dato che
sarà presente l'Usb vogliamo evitare che chi vuole votare, contro i
confederali, possa dividersi; secondo, perchè noi siamo contro queste
elezioni rsu; per il momento in cui si fanno, per le regole con cui vengono
fatte, sono elezioni che servono il padrone e i sindacati confederali, e non
possono portare nessun reale beneficio e cambiamento ai lavoratori.

Detto questo facciamo un po' di storia e di chiarezza su questa vicenda.
Lo Slai cobas per il sindacato di classe Ilva ha chiesto in tempi non
sospetti, l'anno scorso, l'anticipo delle elezioni Rsu, a fronte della
situazione che si era generata in Ilva: accordo truffa cambio tuta,
delegittimazione dei sindacati confederali per l'inchiesta della
magistratura. Abbiamo raccolto all'epoca oltre 800 firme su questo obiettivo
e a sostegno della presentazione alle elezioni dello Slai cobas che era
pronto a presentarsi se l'anticipazione c'era.
Avevano firmato per la presenza dello Slai cobas operai sia senza tessera,
sia, tantissimi, con le tessere dei sindacati confederali, e la nostra
proposta era appunto rivolta a tutti i lavoratori dell'Ilva - e peraltro su
fatti concreti: il rifiuto dell'accordo truffa; nessun operaio deve perdere
il lavoro anzi devono essere impiegati nella messa a norma dell'Ilva con
garanzia di salario integrale; la sicurezza deve essere una priorità come la
salute dei cittadini perchè in questa fabbrica sono stati gli operai a
pagare, prima di tutti gli altri, con le morti; la postazione fissa
ispettiva in Ilva; i passaggi automatici di livello, ecc.
Quello che avevamo proposto allora era una cosa semplice e chiara: da una
parte i sindacati del padrone dall'altro gli operai che utilizzavano lo slai
cobas per battere sul campo il sindacalismo confederale e dare ai lavoratori
una nuova forte rappresentanza che conquistasse subito dei risultati
concreti.
Questa era l'unica proposta seria e vincente per gli operai!
Padroni e sindacati confederali naturalmente fecero muro, con le buone e con
le cattive, con le buone: promesse, bugie, ecc; e le cattive: il non
riconoscimento delle deleghe slai cobas.
Allora c'era una sola via per battere questa manovra, che gli operai
andassero oltre la firma e il sostegno morale e si trasformassero in forza
reale che imponeva con le deleghe di massa e la lotta questa via vincente.
L'anticipo delle elezioni delle Rsu non c'è stato, anzi c'è stato il rinvio;
alle regole di "merda" esistenti per le elezioni (la riserva del 33%, le
firme che devono raccogliere solo i sindacati di base, il sistema di voto e
di elezione che favorisce chi già il potere c'è l'ha e chi fa imbrogli), si
sono aggiunte nuove regole, decise tra padroni e sindacati, per le quali se
ti vuoi presentare devi accettare gli accordi svendita - cosa che noi non
faremo mai!
Intanto dal lato operaio invece di avanzare la chiarezza è avanzata la
confusione, è nata l'Usb, ci sono i "liberi e pensanti", e la forza di
opposizione degli operai invece che unirsi si è andata dividendo.
Per questo ora i sindacati confederali, su ordine e per conto dell'azienda,
le elezioni le vogliono fare. La Fiom ha fatto ostacolo ma solo perchè
voleva votare con le nuove regole altrettanto di "merda".
In questo contesto è scontato che le elezioni le vincono i sindacati del
padrone e che in Ilva non cambia niente.
C'era un solo modo per far saltare questo giochetto ora, unire gli operai
alternativi e critici verso i confederali, o per votare tutti insieme o per
boicottare la farsa tutti insieme.
Ma questo, l'Usb, nonostante gli sforzi e le lotte coraggiose dei suoi
operai, per il suo modo di concepire il sindacato "tutto tutto, niente
niente" e di affermazione di sigla, e i "Liberi e pensanti" che fanno una
giustissima critica a tutti i sindacati ma non si vogliono impegnare per un
sindacalismo operaio alternativo in fabbrica, con il risultato, anche qui,
di "tutto tutto, niente niente" - non lo vogliono fare .

A questo punto gli operai non possono avere una vera rappresentanza in
queste elezioni e lo Slai cobas non può dare una indicazione di voto che
corrisponda effettivamente agli interessi dei lavoratori, MA DA' INDICAZIONE
AGLI OPERAI CHE NON CI STANNO, CHE NON SI ACCONTENTANO DI CAMBIARE SOLO
QUALCHE DELEGATO PER LASCIARE L'ANDAZZO DI SEMPRE, DI DARE UN SEGNALE FORTE
DI PROTESTA BOICOTTANDO QUESTE ELEZIONI!

Gli obiettivi che i lavoratori vogliono si possono conseguire, soprattutto
in questa fabbrica, solo con la lotta e con una nuova organizzazione
sindacale di base, di classe e di massa, che ancora non c'è e che bisogna
fare.
Lo Slai cobas non ha avuto bisogno di stare nelle Rsu per contestare prima
di tutti l'accordo su cambio tuta, per avviare i ricorsi, per presentare
l'esposto penale contro Riva e fim, fiom, uilm; non ha avuto bisogno delle
Rsu per contestare punto per punto la sicurezza in fabbrica, anche a fianco
dei familiari degli operai morti, portando Riva spesso in Tribunale; per
ottenere la più pesante condanna a Riva con il processo Nuova Siet; per
definire prima della Todisco: "Riva assassino" e fare passare questa
denuncia come legittima in Tribunale; per respingere le querele dei servi
del padrone, dal "gigante" Palombella al "nano" Fiusco, quando li abbiamo
denunciati come corrotti e collusi. E non abbiamo bisogno di queste Rsu per
chiedere ora con forza: un nuovo accordo su cambio tuta secondo la sentenza
della Cassazione, i passaggi automatici di livello, il contratto
siderurgico, il "decreto operaio" che sancisca che "20 anni" in questa
fabbrica bastano per andare in pensione.
Non abbiamo bisogno di queste Rsu ma abbiamo bisogno degli operai, iscritti
e non iscritti, per lottare e organizzarsi seriamente.


SLAI COBAS v. Rintone, 22 TA slaicobasta@gmail.com 3475301704

L'inchiesta della procura di taranto è incompleta ..
mentre è bene ricordare che all'ilva anche sul fronte giudiziario si poteva
e in alcuni casi si è fatto di più per iniziativa delllo slai cobas per il
sindacato di classe
l'inchiesta sull'ilva ci lascia ancora senza vere e convincenti risposte su
2  questioni
1- tutti gli esponenti politici nazionali, regionali e locali del centro
detstra sono legati a RIVA, lo hanno favorito e ne hanno ottenuto soldi e
favori da Berlusconi alla Prestigiacomo, da Fitto a Franzoso e i loro
factotum eppure non c'è una incriminazione per queste persone
2- i sindacalisti fim-fiom-uilm dell'Ilva nazionale e locale sono uomini
dell'azienda da distinguere in prezzolati e alleati, anche costoro non sono
nell'inchiesta e nessuno sulla stampa dice una parola su questo

invece
ci sono nell'inchiesta 3 delegati rls fim-fiom-uilm su denuncia dello slai
cobas per il sindacato di classe taranto nell'inchiesta per la morte
dell'operaio di leo

così è nell'inchiesta NUOVA SIET - ILVA targata slai cobas  che ha portato
alla più alta condanna finora ricevuta da padron Riva  - 4 anni -e figlio, e
due dirigenti ILVA che i sindacalisti confederali PALOMBELLA e quelli fim e
fiom risultano come testimoni a difesa dell'ILVA contro i lavoratori - 150
dei quali e lo slai cobas sono parte civile
nessuno dei delegati fiom dell'epoca si schierano

i dirigenti sindacati confederali Palombella UILM e Fiusco FIOM querelano
senza successo lo slai cobas
che ne aveva denunciato la collusione per il primo in tutti gli accordi
aziendali - compreso quelli sullla sicurezza - e il secondo per la
emarginazione di due delegati fiom Battista e Semeraro su indicazione
dell'azienda - nessuno dei delegati della fiom dell'epoca compreso quindi
ranieri,rizzo e battista si schierano

padron riva denuncia e porta in processo la coordinatrice dello slai cobas
per il sindacato di classe di taranto
margherita calderazzi per essere la mandante della scritta RIVA ASSASSINO -
partecipa direttamente al processo- l'unico in cui riva si è presentato - ma
la sua denuncia non passa e la coordinatrice viene assolta
nonostante la rilevante solidarietà operaia per l'occasione - nessun
delegato fiom, compreso quindi rizzo, battista ranieri si vedono al processo
o prendono posizione pubblica

è l'esposto denuncia sull'accordo truffa cambio tuta - fatto dallo slai
cobas per il sindacato di classe - che si estende ai sindacalisti
confederali di cui si chiede l'incriminazione - oggi arrivano alla stessa
posizione anche usb e liberi pensanti, anche se non sono inseriti tutt'ora
denunciati i segretari fim-fiom-uilm


tutti gli intercettatti della vicenda Ilva Archinà si devono dimettere.. e
invece non si dimette nessuno.. anzi, vogliono giustificare.. senza la lotta
di operai e cittadini non succede niente lo stesso
di MIMMO MAZZA

TARANTO - C'è l'attuale presidente del consiglio regionale Onofrio Introna
che invia un sms a Girolamo Archinà alla vigilia di Pasqua per fare gli
auguri e non solo («Ringrazio per il prezioso sostegno alla mia
rielezione»). E c'è l'attuale capogruppo di Sel Michele Losappio, già
assessore all'ambiente nella prima legislatura Vendola, che continua a
dialogare con il potente responsabile delle relazioni esterne dell'Ilva,
arrestato il 26 novembre del 2012 e tutt'ora ai domiciliari...
Il 2010 è anno di elezioni regionali e dunque Archinà vigila su quello che
accade a Bari.

Il 19 febbraio il parlamentare Pdl Pietro Franzoso (morto tragicamente il 4
novembre 2011) ad Archinà dice che «Rocco Palese (candidato alla presidenza
della Regione Puglia per il centrodestra) sta qualche punto avanti a Nichi
Vendola». Il pr dell'Ilva sente più volte e incontra il consigliere
regionale Pdl Pietro Lospinuso, chiede ad un dipendente dell'azienda se «uno
che ha chiesto aspettativa elettiva può fare campagna elettorale in
stabilimento (si riferisce a Giuseppe Cristella, ora consigliere Pdl in via
Capruzzi)», critica aspramente lo spot per la campagna elettorale di Alfredo
Cerveller a (Sel) che indica il siderurgico come il male di Taranto, il
quale, Cervellera, prima del voto invia ad Archinà due sms stile catena di
Sant'Antonio («Ti ringrazio di tutto ciò che hai fatto e farai per me con
affetto Alfredo Cervellera» e «domenica 28 e lunedi 29 vota e fai votare
Vendola, il suo Partito Sinistra Ecologia e Libertà con Vendola e se vuoi
invita famigliari e conoscenti a scrivere sul rigo Cervellera»)...
Girolamo Archinà il 27 aprile 2010, chiama l'allora parlamentare del Pd
Ludovico Vico e gli chiede se ha visto «l'altro scherzo - si legge nei
brogliacci - che ha fatto il presidente Vendola. Gli riferisce che ha messo
come assessore all'ecologia Nicastro (Idv) il giudice, lamentandosi della
scelta».
Il giorno dopo chiama Losappio, ribadendo all'attuale capogruppo di Sel «che
è preoccupato dell'incarico assegnato a Nicastro, che il suo problema è
l'appartenenza al partito Idv visto che a Taranto hanno un "pazzo" che rema
contro lo stabilimento. Losappio gli dice che dall'esterno seguirà il tutto
come se fosse all'interno. Girolamo gli dice che oltre a presidente del
gruppo si augura che sia presidente della Commissione all'Ambiente...
Losappio gli dice che l'unica persona che può fornirgli delle garanzie è il
presidente Nichi. Girolamo gli dice che si rende necessaria una regia dietro
e Losappio ribatte dicendo che bisogna dire a Vendola che il problema non è
solo dell'ambiente ma anche lavoro, occupazione e sviluppo».
Il rapporto tra Archinà e Losappio resiste nei mesi. Il 29 settembre del
2010 i finanzieri intercettano una telefonata nella quale Losappio illustra
al dirigente dell'Ilva e regionale la dinamica delle presentazione del
disegno di legge sul benzo(a)pirene, sottolineando che «avrebbe voluto
cambiare alcune parti della proposta legislativa, adattandola alle esigenze
in corso ma a suo tempo non gli venne concesso».

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martedì 19 novembre 2013

BERGAMO SCIOPERO DELLE DONNE

COMUNICATO STAMPA

LO SLAI COBAS HA TENUTO UN PRESIDIO LUNEDI AL MERCATO COMUNALE DI BERGAMO  PER SOSTENERE E FAR CONOSCERE ALLE TANTE DONNE, LAVORATRICI, PRECARIE, IMMIGRATE UN EVENTO STORICO PER IL NOSTRO PAESE: LO SCIOPERO DELLE DONNE DEL 25 NOVEMBRE 2013, LANCIATO ANCHE A ROMA NELLE GRANDI MANIFESTAZIONI DEL 18 E 19 OTTOBRE.

LO SLAI COBAS RITIENE CHE LA BATTAGLIA CONTRO STUPRI, FEMMINICIDI E SFRUTTAMENTO DELLE DONNE (LAVORO-FAMIGLIA-SOCIETA') SIA PARTE DELLA STESSA BATTAGLIA CHE HANNO TUTTI I LAVORATORI PER RIVOLTARE UN SISTEMA CAPITALISTA VIOLENTO CHE LI VUOLE MANTENERE SCHIACCIATI E SENZA UN FUTURO DI VITA DIGNITOSO, PER QUESTO NEI PROSSIMI GIORNI PORTERA' ANCHE AGLI OPERAI DELLA DALMINE LA NECESSITA' DI SOSTENERE QUESTA MOBILITAZIONE.

LO SLAI COBAS SOSTIENE QUESTA GIORNATA ANCHE ATTRAVERSO L'INDIZIONE DELLO SCIOPERO NEI POSTI DI LAVORO OLTRE ALL'APPELLO PER INVITARE LE ALTRE ORGANIZZAZIONI SINDACALI A FARE LA LORO PARTE.



AI SINDACATI DI BASE
ALLA FIOM -- CGIL (firmatarie dell'appello)
Alle delegate, alle operaie a tutte le lavoratrici

E ORA SCIOPERO DELLE DONNE! Il 25 Novembre

Le assemblee delle donne svoltesi a Roma in piazza S. Giovanni nelle due
giornate di manifestazioni del 18 e 19 ottobre -- a cui hanno partecipato
tante lavoratrici, operaie di fabbrica, delegate, precarie, studentesse,
donne impegnate nei movimenti, come No Muos, nei coordinamenti precarie
scuola, compagne di associazioni di sostegno alle donne, ecc., di varie
città, dal sud al nord, tra cui Roma, Bologna, Ferrara, l'Aquila, Taranto,
Pavia, Modena, Brescia, Palermo, Lecce, Milano, Latina, Nocera, ecc., circa
un centinaio - rivolgono a tutti i sindacati di base, e principalmente ai
sindacati che hanno promosso, partecipato allo sciopero e manifestazione
del 18 ottobre, alla Fiom e alla Cgil che hanno sottoscritto e dato
l'adesione all'appello per lo sciopero delle donne di alcune giornaliste:
"Le parole che vogliamo", un forte invito e la richiesta di appoggiare lo
sciopero delle donne, e di*proclamare il 25 novembre a livello nazionale

lunedì 18 novembre 2013

Operai ex Fiat di Termini Imerese in assemblea straordinaria

Comunicato stampa
Palermo 16 novembre 2013

Operai ex Fiat di Termini Imerese in assemblea straordinaria

Basta con la cassa integrazione, è stato affermato con forza da tutti. E' una via senza uscita che porta solo ad una lenta agonia. Vogliamo la riapertura della fabbrica.

È con queste parole che un gruppo di operai ex Fiat di Termini Imerese, attualmente in cassa integrazione in deroga, che si è riunito ieri presso la nostra sede, a chiusura della giornata del 15 novembre, ha aperto questa prima assemblea al fine di fare il punto sulla situazione della vertenza.
E' stato detto innanzi tutto che tenere una fabbrica come quella di Termini Imerese chiusa, ma niente affatto smantellata e con i macchinari tenuti in condizioni pienamente operative, è una grave offesa agli operai che l'hanno di fatto costruita e portata avanti fino a questi anni, permettendo alla Fiat di fare miliardi di profitti; un'offesa alla disoccupazione dilagante, soprattutto giovanile, e dimostra un disinteresse vergognoso del padrone e del suo amministratore delegato Marchionne e delle Istituzioni locali a cominciare dalla Regione Siciliana con a capo Crocetta.

Anni di effettivo abbandono e connivenza dei sindacati confederali, che hanno costantemente creato e alimentato una divisione artificiosa tra gli operai, hanno portato alla situazione attuale.

Ciò che importa e deve importare agli operai, è stato detto, è l'urgenza di mettere fine ad una cassa integrazione infinita, con la brutta prospettiva della mobilità, per quelli che ci rientrerebbero, e del licenziamento, e di organizzare una lotta capace di rimettere al centro dell'interesse e dell'attenzione di tutti la condizione degli operai che, riprendendosi la propria capacità di mobilitazione e protagonismo, hanno deciso di convocare una assemblea per giovedì 21 novembre prossimo alle ore 16 presso la nostra sede con l'obiettivo di:

  • informare e convocare altri operai;
  • formare un gruppo stabile e più grande possibile di operai che faccia sentire la propria voce per una riorganizzazione dal basso e combattiva necessaria per affrontare al meglio padroni e istituzioni
  • elaborare una piattaforma di lotta a lunga scadenza

Si tratta di un primo passo, di una sfida importante e, come per tutte le sfide, perché si arrivi all'obbiettivo, ci vuole coraggio e determinazione per non farsi distrarre da chi mantenendoci in questa condizione ostacola in tutti i modi una vera soluzione.

Slai Cobas per il sindacato di classe
Via G. Del Duca 4 Palermo
tel fax 091-20 36 86 – 338.7708110


cobas_slai_palermo@libero.it

IL 25 NOVEMBRE E' SCIOPERO DELLE DONNE!

TARANTO
RICORDIAMO A TUTTI: CONFERENZA STAMPA MARTEDI' 19 NOV. ORE 17 PRESSO SLAI
COBAS VIA RINTONE, 22 PER PRESENTARE PROGRAMMA 25 NOVEMBRE


IL 25 NOVEMBRE E' SCIOPERO DELLE DONNE!
Alle lavoratrici in lotta a Taranto

Il 25 novembre a livello nazionale e in tutte le realtà lavorative vi sarà
una giornata di sciopero di tutte le lavoratrici.
Questo sciopero parte dalla questione più tragica che colpisce le donne, le
uccisioni (1 donna viene uccisa ogni 3 giorni) e gli stupri, ma riguarda
l'intera condizione di noi donne, perchè la stessa violenza contro le donne
è frutto e viene alimentata dalla nostra condizione generale di
sfruttamento, doppio lavoro, oppressione, di discriminazione sul lavoro.

Proprio in questi giorni a Taranto centinaia di operaie, lavoratrici sono in
lotta, rischiano il licenziamento, o una prospettiva di estrema precarietà
lavorativa e salariale, e devono subire anche l'offesa di proposte di 45
minuti di lavoro al giorno.
Per le donne il licenziamento, come alle lavoratrici della mensa nella MM, o
la sua anticamera, cassintegrazione, come per le lavoratrici delle Vestas,
significa ancora di più che per gli uomini non avere alcuna prospettiva di
altro lavoro, e in più un ritorno a casa, spesso in un clima di oppressione,
subordinazione, un tornare ad essere dipendente economicamente da altri, e
caricarsi ancor più sulle spalle di tutti i problemi di cura e assistenza
familiare, dei servizi che sempre più vengono tagliati.
L'accordo siglato dai sindacati alla Vestas, se per tutti è senza certezza
di tempi e luoghi di ricollocazione, per le donne può significare esclusione
punto e basta, come potrebbero lavorare in attività esistenti in Europa?
Negli appalti comunali e nelle pulizie delle scuole le lavoratrici, spesso
capifamiglia, devono subire vere e proprie provocazioni offensive, di orari
di lavoro e di salari indegni; e il fatto che siano donne, per le
istituzioni pubbliche, per le ditte, rende più legittimo dare questo schifo
di posti di lavoro. Neanche si vergognano!

Ma a Taranto ci sono anche le umiliazioni e le provocazioni delle grandi
aziende, come la Teleperformance, che da un lato organizza, lei, giornate
contro la violenza sulle donne, chiamando le dipendenti a portare “scarpette
rosse”; dall'altro fa essa violenza con contratti a pochi euro all'ora nel
lavoro a domicilio senza assicurazione, con un ipercontrollo oppressivo.

Poi a Taranto ci sono le miriade di dittarelle, negozi, pubblici esercizi,
ecc. in cui per lavorare a nero, tante ragazze devono subire proposte
oscene, molestie sessuali dai padroni, ecc. ecc.

ANCHE TUTTO QUESTO E' VIOLENZA E “UCCIDE” LE NOSTRE VITE!

IL 25 NOVEMBRE LASCIAMO I PADRONI A VEDERE QUANTO PESA IL NOSTRO LAVORO;
USCIAMO DAL NOSTRO POSTO DI LAVORO
FACCIAMO LO SCIOPERO DELLE DONNE

POI UNENDO LE NOSTRE DENUNCE, LE NOSTRE RIVENDICAZIONI FACCIAMO UNA
PIATTAFORMA DELLE DONNE.

IL 25, QUINDI, SCIOPERO DELLE DONNE
POI INCONTRIAMOCI IN PIAZZA IMMACOLATA dove
alle 10 ANDREMO DAL PREFETTO a portare la nostra piattaforma
alle 17 MOSTRA/VIDEO e organizzazione, interventi per cominciare e
continuare questa battaglia

le lavoratrici del Movimento femminista proletario rivoluzionario
per info: 347530170
4

volantinaggi x sciopero delle donne a Taranto


QUESTA MATTINA VOLANTINAGGIO A TELEPERFORMANCE,
NEL POMERIGGIO ALLE 17 ALL'AUCHAN, SIA FUORI, MA SOPRATTUTTE DENTRO ALLE
LAVORATRICI DELLA AUCHAN E NEGOZI GALLERIA
SABATO 16 AL MERCATO DEI TAMBURI


Alle lav. della Dussmann della mensa MM, della Vestas, delle pulizie nelle
scuole, degli appalti comunali, di teleperformance, del commercio, ecc.
IL 25 NOVEMBRE E' SCIOPERO DELLE DONNE!

Alle lavoratrici in lotta a Taranto

Il 25 novembre a livello nazionale e in tutte le realtà lavorative vi sarà
una giornata di sciopero di tutte le lavoratrici.
Questo sciopero parte dalla questione più tragica che colpisce le donne, le
uccisioni (1 donna viene uccisa ogni 3 giorni) e gli stupri, ma riguarda
l'intera condizione di noi donne, perchè la stessa violenza contro le donne
è frutto e viene alimentata dalla nostra condizione generale di
sfruttamento, doppio lavoro, oppressione, di discriminazione sul lavoro.

Proprio in questi giorni a Taranto centinaia di operaie, lavoratrici sono in
lotta, rischiano il licenziamento, o una prospettiva di estrema precarietà
lavorativa e salariale, e devono subire anche l'offesa di proposte di 45
minuti di lavoro al giorno.
Per le donne il licenziamento, come alle lavoratrici della mensa nella MM, o
la sua anticamera, cassintegrazione, come per le lavoratrici delle Vestas,
significa ancora di più che per gli uomini non avere alcuna prospettiva di
altro lavoro, e in più un ritorno a casa, spesso in un clima di oppressione,
subordinazione, un tornare ad essere dipendente economicamente da altri, e
caricarsi ancor più sulle spalle di tutti i problemi di cura e assistenza
familiare, dei servizi che sempre più vengono tagliati.
L'accordo siglato dai sindacati alla Vestas, se per tutti è senza certezza
di tempi e luoghi di ricollocazione, per le donne può significare esclusione
punto e basta, come potrebbero lavorare in attività esistenti in Europa?
Negli appalti comunali e nelle pulizie delle scuole le lavoratrici, spesso
capifamiglia, devono subire vere e proprie provocazioni offensive, di orari
di lavoro e di salari indegni; e il fatto che siano donne, per le
istituzioni pubbliche, per le ditte, rende più legittimo dare questo schifo
di posti di lavoro. Neanche si vergognano!

Ma a Taranto ci sono anche le umiliazioni e le provocazioni delle grandi
aziende, come la Teleperformance, che da un lato organizza, lei, giornate
contro la violenza sulle donne, chiamando le dipendenti a portare “scarpette
rosse”; dall'altro fa essa violenza con contratti a pochi euro all'ora nel
lavoro a domicilio senza assicurazione, con un ipercontrollo oppressivo.

Poi a Taranto ci sono le miriade di dittarelle, negozi, pubblici esercizi,
ecc. in cui per lavorare a nero, tante ragazze devono subire proposte
oscene, molestie sessuali dai padroni, ecc. ecc.

ANCHE TUTTO QUESTO E' VIOLENZA E “UCCIDE” LE NOSTRE VITE!

IL 25 NOVEMBRE LASCIAMO I PADRONI A VEDERE QUANTO PESA IL NOSTRO LAVORO;
USCIAMO DAL NOSTRO POSTO DI LAVORO
FACCIAMO LO SCIOPERO DELLE DONNE

POI UNENDO LE NOSTRE DENUNCE, LE NOSTRE RIVENDICAZIONI FACCIAMO UNA
PIATTAFORMA DELLE DONNE.

IL 25, QUINDI, SCIOPERO DELLE DONNE
POI INCONTRIAMOCI IN PIAZZA IMMACOLATA dove
alle 10 ANDREMO DAL PREFETTO a portare la nostra piattaforma
alle 17 MOSTRA/VIDEO e organizzazione, interventi per cominciare e
continuare questa battaglia

le lavoratrici del Movimento femminista proletario rivoluzionario
per info: 3475301704

Disoccupati occupano l'inceneritore di Acerra


Alle 7 di stamattina i disoccupati del Movimento di lotta per il lavoro 
Banchi Nuovi ed i disoccupati MDA di Acerra hanno occupato l'inceneritore di
Acerra.
L'iniziativa, dopo il mancato incontro del 7 novembre con il Ministro per il
Lavoro ed il Ministro dell'Ambiente, è volta ad ottenere l'apertura del
tavolo interistituzionale finalizzato alla chiusura della vertenza dei
precari Bros e lo sbocco occupazionale nel settore ambientale per cui sono
stati formati e poi abbandonati.
Per l'iniziativa di protesta di oggi é stato scelto l'impianto di Acerra,
simbolo di un ciclo dei rifiuti che da decenni avvelena e devasta il
territorio della Campania e che prevede altre fabbriche di morte (vedi la
costruzione dell'inceneritore di Giugliano) invece del recupero e del
riciclo di tutti i materiali. "Come i tanti che scenderanno in piazza il 16
novembre, ci battiamo affinchè si avvii  un ciclo virtuoso dei rifiuti che
attivi la filiera industriale del riciclo e si metta mano alle bonifiche dei
terreni avvelenati. Solo in questo modo è possibile tutelare la salute della
popolazione e,insieme, creare nuovi posti di lavoro. Ambiente e lavoro, la
lotta è una sola!" dichiarano in un comunicato gli aderenti al Movimento di
lotta per il lavoro "Banchi Nuovi" e quelli del MDA di Acerra.

su esposto cambio tuta ILVA taranto


alla stampa

agli operai ilva

a tutta la città

I'esposto dello slai cobas è sul tavolo del giiudice Todisco
solo questo è all'attenzione della magistratura

liberi e pensanti e usb sono venuti molto dopo
se tutti avessero sostenuto sin dall'inizio questo esposto avremmo gì à
vinto

questo esposto colpisce realmente i sindacati confederali veri
corresponsabili della truffa ai danni dei lavoratori

i ricorsi sono già partiti e se ne possono aggiungere altri bene

ma ora è possibile l'azione congiunta di
slai cobas
operai liberi e pensanti
USB
e i tanti lavoratori
per risolvere non nei tribunali la questione - ma in fabbrica con la lotta e
la riapertura della trattativa sindacale
che ridia almeno 5000 euro ai lavoratori per l'arretrato e almeno 4 euro al
giorno per il futuro

ma gli operai si devono unire e non dividere in bande

solo lo slai cobas propone l'unità
il resto fa propaganda elettorale e parole

slai cobas per il sindacato di classe taranto
slaicobasta@gmail.com
347-5301704

sede aperta martedi e giovedi ore 17.30-19.30
altri giorni telefonare prima

1) l'esposto fatto il 31.1.2012 che attualmente è presso il Giud. Todisco
2) un seguito inviato al Giudice Di Tursi come sintesi dei reati indicati
nell'esposto e di denuncia/documentazione irregolarità nella sottoscrizione
imposta agli operai del verbale di transazione
3) perchè dopo la nuova sente della Cassazione anche ci ha firmato può fare
ricorso e cosa fare sul piano sindacale

E' IMPORTANTE SOTTOLINEARE CHE L'ESPOSTO E TUTTI GLI ATTI CONSEGUENTI E'
STATO FATTO NON SOLO CONTRO RIVA MA ANCHE CONTRO I SEGRETARI DI FIM, FIOM E
UILM, quali corresponsabili dei reati di "truffa ed estersione" nei
confronti degli operai e dell'Inps


Saluti
Margherita Calderazzi
SLAI COBAS per il sindacato di classe Ilva

Slai Cobas per il sindacato di classe
Sede legale v. Rintone, 22 Taranto - T/F 0994792086 - 3475301704 -
cobasta@libero.it

TA. 6.2.2012
Alla PROCURA DELLA REPUBBLICA - TARANTO
Al PREFETTO, DR. SAMMARTINO - TARANTO
AL MINISTERO DEL LAVORO - ROMA
ALLA DIREZIONE TERRITORIALE DEL LAVORO -TARANTO
ALLA DIREZIONE INPS - TARANTO


OGGETTO: ESPOSTO c/ ILVA SPA (P.I. 11435690158) con sede in Milano v.le
Certosa 241) e stabilimento in SS Appia Km 648 74123 Taranto, nella persona
del suo legale rappresentante e c/ le OO.SS FIM, FIOM, UIL nella persona dei
rispettivi segretari.

indizione sciopero delle donne


Si porta a conoscenza di tutti gli organi di informazione che lo Slai cobas
per il sindacato di classe sulla base della decisione assunta dalle
assemblee delle donne del 18 e 19 ottobre ha indetto lo "SCIOPERO DELLE
DONNE", specificando che lo sciopero riguarda, come deciso sempre
dall'assemblea delle donne, solo le LAVORATRICI.

L'indizione si può trovare nel sito www.funzione pubblica e nel sito
www.commissionegaranziasciopero, nell'elenco degli sciopero generali e
nazionali, in cui anche la Commissione lo indica come "SCIOPERO DELLE DONNE"

http://www.funzionepubblica.gov.it/la-struttura/funzione-pubblica/attivita/informativa-sugli-scioperi-nazionali/scioperi.aspx
http://www.funzionepubblica.gov.it/la-struttura/funzione-pubblica/attivita/informativa-sugli-scioperi-nazionali/scioperi/2013/novembre/sciopero-lavoratrici-25-novembre-slai-cobas.aspx

CHEDIAMO A TUTTI GLI ORGANI DI INFORMAZIONE DI DARE LA MASSIMA DIFFUSIONA
QUESTO IMPORTANTE SCIOPERO
saluti di lotta

SLAI COBAS per il sindacato di classe


Slai Cobas per il sindacato di classe
Sede legale v. Rintone, 22 Taranto – T/F 0994792086 –
3475301704 –slaicobasta@gmail.com – C.F. 90177580736
TA. 31.10.13
All. 1


Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Coord. Amm.vo
Al Dipartimento Funzione Pubblica
Al Ministero del lavoro e delle Politiche sociali
AL MIUR – Ministero Istruzione Università e Ricerca
Alla Commissione di Garanzia
Alla Confindustria -Roma
alla Confcommercio – Roma
Alla Confesercenti- Roma
alla Confcooperative – Roma
Alla lega cooperative – Roma
alla Confagricoltura – Roma
epc
alla commissione pari opportunità viceministro M.C. Guerra
alla Presidente della Camera, Boldrini
OGGETTO: PROCLAMAZIONE SCIOPERO GENERALE NAZIONALE DELLE LAVORATRICI IN DATA
25 NOVEMBRE 2013.

Lo Slai Cobas per il sindacato di classe, in riferimento alla decisione
assunta dalle assemblee delle donne a Roma nelle giornate del 18 e 19
ottobre, comunica con la presente nota la proclamazione dello “sciopero
delle donne” che si svolgerà a livello nazionale e per l’intera giornata del
25 novembre 2013 (in coincidenza della giornata mondiale contro la violenza
sulle donne), in tutti i settori lavorativi privati, cooperativi e pubblici
e riguarderà tutte le lavoratrici indipendentemente dal loro contratto di
lavoro.
La motivazione dello sciopero riguarda sia la questione dei femminicidi e
stupri, sia la condizione di lavoro e di vita delle donne
Si allega la piattaforma dello sciopero decisa dalle promotrici dello
sciopero


Lo Slai Cobas per il sindacato di classe, accetta le limitazioni imposte
dalle leggi e dai contratti di lavoro.
Si fa presente che ai sensi dell’art. 28 L. 300/70 nessuna lavoratrice che
aderisca allo sciopero deve subire limitazioni o essere oggetto di
interventi disciplinari per aver esercitato questo diritto tutelato da leggi
e Costituzione.

SLAI COBAS per il sindacato di classe
coordinatrice nazionale
Calderazzi Margherita

per com. 74121 Taranto via Rintone, 22 – slaicobasta@gmail.com – T/F
0994792086 – 347530170



PIATTAFORMA
COSA NON VOGLIAMO:
- NO all’intensificazione della presenza/controllo di Forze dell’ordine:
polizia, carabinieri, ecc. nelle città, nelle strade – non vogliamo che gli
stessi che nelle carceri, nei Cie, usano anche stupri e molestie, offese
sessuali contro le donne, che ci manganellano nelle lotte, siano messi a
“difenderci”;
- NO a Task force che alimentano un clima securitario, di controllo sociale
che si traduce in minore libertà, meno diritti per le donne. SI, invece, ad
“illuminare” e rendere luoghi pieni di vita, ogni zona delle città e dei
paesi, favorendo l’apertura 24 ore su 24 di locali, centri, parchi, e la
gestione libera di essi da parte di organismi di donne.
- NO alla trasformazione dei processi per stupro in atti d’accusa e indagine
sulla “morale” delle donne;
- NO a consultori o centri confessionali trasformati in luoghi di
controllo/repressione delle scelte delle donne

E COSA VOGLIAMO:

- “case delle donne” in ogni città, e quartiere di grande città, gestiti
dalle donne, di denuncia e di lotta, con servizi gratuiti di avvocati,
medici, psicologi, esperti scelti dalle donne.
- interventi immediati contro i maschi denunciati per violenze, stalking,
molestie sessuali, maltrattamenti.
- Via subito dai posti di lavoro, da posti istituzionali chi esercita
molestie, violenze sessuali.
- Divieto di permanenza in casa di mariti, conviventi, padri, fratelli
denunciati per violenze, maltrattamenti;
- Procedura d’urgenza nei processi per stupro e femminicidi e accettazione
delle parti civili di organizzazioni di donne -
patrocinio gratuito per le donne – Classificazione del reato di stupro tra i
reati più gravi del sistema penale
- Semplificazioni e procedure d’urgenza per le cause di separazione e
divorzi, patrocinio gratuito alle donne
- Divieto dell’uso del corpo femminile a fini pubblicitari e dell’uso
sessista del linguaggio
- Abolizione nelle scuole e università di testi sessisti, con contenuti
discriminatori, via i professori che li propagandano.

Contro le discriminazioni, oppressioni che sono alla base delle violenze
sessuali e femminicidi
- Lavoro per tutte le donne – Reddito minimo garantito a tutte le donne,
perchè la dipendenza economica non sia di ostacolo alla rottura di legami
familiari
- Trasformazione a tempo indeterminato dei contratti precari – Pari salario
a pari lavoro
- Divieto di indagine su condizione matrimoniale, di maternità, di
orientamento sessuale, per assunzioni o licenziamenti
- Diritto di cittadinanza e uguali diritti lavorativi, salariali e normativi
per le donne immigrate
- Riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario – abbassamento dell’età
pensionabile delle donne, come riconoscimento del doppio lavoro
- Nessuna persecuzione delle prostitute, diritti di tutte ai servizi sociali
e al reddito minimo garantito
- Difesa e ampliamento del diritto di aborto, abolizione nella L.194 dell’obiezione
di coscienza e gratuità degli interventi e delle strutture, consultori laici
gestiti e controllati dalle donne.- Accesso gratuito per le donne ai servizi
sanitari e sociali