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venerdì 31 maggio 2013

solidarietà alle lotte di liberazione dei popoli


incontro nicastro -slai cobas su bonifiche


comunicato stampa

Incontro dell'assessore regionale all'ambiente Nicastro e lo slai cobas per
il sindacato di classe Taranto

Su richiesta dello Slai cobas per il sindacato di classe -vedi lettera
allegata- lunedì 27 maggio vi è stato l'incontro sulle questioni del piano
di bonifiche per la città con l'Assessore Nicastro, che si è reso subito
disponibile nonostante altri impegni di riunione.

Nell'incontro lo Slai cobas sc ha posto l'urgenza dell'attuazione del piano
di bonifica a partire dai quartieri più inquinati e con drammatici problemi
di salute e di vita e quindi la questione, dei fondi adeguati a un'effettiva
bonifica. Su questo lo slai cobas ha detto che sono necessari fatti e piani
visibili e tempi certi dei lavori. Finora invece  vi sono state solo parole,
annunci di fondi e di avvio bonifiche, tavoli istituzionali in prefettura, a
cui però non sono corrisposte azioni concrete né da parte delle Istituzioni
locali, né da parte della Regione.

bari -Gli operai bloccano il lungomare


Gli operai bloccano il lungomare la protesta Om davanti alla Regione
Traffico paralizzato e alta tensione davanti alla sede della presidenza
della Regione sul lungomare di Bari. Centinaia di lavoratori della Om
Carrelli Elevatori, l'azienda di 230 dipendenti a rischio chiusura, si sono
radunati davanti alla sede della presidenza per protestare contro lo stallo
della vertenza che interessa il loro stabilimento.


Dopo circa un'ora di manifestazione una delegazione

cambiare strada

solo organizzandosi con lo slai cobas è possibile rispondere alla situazione
attuale e lo slai cobas la pensa diversamente non solo dai sindacati
confederali ma anche
da USB e Comitato liberi e pensanti

comunicato stampa

lo slai cobas per il sindacato di classe invita a seguire un'altra strada e
chiama  i lavoratori a una mobilitazione di massa immediata a Taranto e non
a ROMA nella forma dello sciopero generale che blocchi fabbrica e città

Gli ultimi provvedimenti della Magistratura che mettono obiettivamente fuori
gioco la famiglia Riva da potere legittimamente continuare a gestire lo
Stabilimento Ilva;
a fronte dell'esistenza del punto 6 dell'art. 3 del decreto n. 231/12 – da
noi considerato comunque un decreto volto alla salvezza di Riva e inadeguato
a mettere a norma lo stabilimento – e che recita: “Il Garante... (segnala)
al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell'ambiente e della
tutela del territorio e del mare e al Ministro della salute eventuali
criticita' riscontrate nell'attuazione della predetta autorizzazione e
proponendo le idonee misure, ivi compresa l'eventuale adozione di
provvedimenti di amministrazione straordinaria anche in considerazione degli
articoli 41 e 43 della Costituzione”,

lo Slai cobas Ilva ritiene che questo punto possa essere immediatamente
attuato.

Ma chiediamo al governo

info ILVA

dal blog tarantocontro.blogspot.com

Ilva - i capi si mobilitino -lasciamoli soli - è vero che sono anch'essi
colpevoli e complici e devono pagare !
Ieri una trentina tra capi reparto, capi squadra e capi turno dell'area a
caldo dell'Ilva si sono dimessi dall'incarico, pur garantendo la sicurezza
degli impianti. La decisione è stata presa dopo il provvedimento di
sequestro disposto dalla magistratura che ipotizza reati, oltre che nei
confronti dei legali rappresentanti di Ilva e Riva Fire, anche per
"dirigenti, capi area, responsabili dell'esercizio dello stabilimento di
Taranto, di cui Riva Fire è società controllante". Questi lavoratori -
secondo la magistratura - "nell'espletamento degli adempimenti previsti
dalle norme vigenti in materia di tutela ambientale di prevenzione degli
incidenti rilevanti, e di igiene e sicurezza sul lavoro" avrebbero agito
"nell'interesse e a vantaggio delle medesime società" provocando "danni
ambientali, anche associandosi tra loro" e "non provvedendo all'attuazione
delle necessarie misure di sicurezza, prevenzione e protezione
dell'ambiente".
Pubblicato da tarantocontro a 13:19
in corso incontri a roma - ma è a Taranto che li vogliamo e questo può
avvenire solo se egli operai bloccano fabbrica e città -
E' durata meno di un'ora a palazzo Chigi di questa mattina la prima parte
del vertice sul caso Ilva dopo il maxi sequestro da 8,1 miliardi al gruppo
Riva e le conseguenti dimissioni del cda del colosso siderurgico. Al tavolo
si sono confrontati il premier, Enrico Letta, il vice Angelino Alfano, il
ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, il ministro
dell'Ambiente, Andrea Orlando e il sottosegretario alla presidenza del
Consiglio, Filippo Patroni Griffi. Al vertice anche il presidente dell'Ilva,
Bruno Ferrante e l'amministratore delegato, Enrico Bondi. Il confronto
riprenderà nel pomeriggio.
Pubblicato da tarantocontro a 13:17 :

lo slai cobas taranto ha incontrato l'assessore regionale all'ambiente
Nicastro a Bari nella giornata di lunedì
seguirà resoconto dell'incontro

A Taranto, i lavoratori, cittadini, disoccupati e precari si aspettano molto

contro l'accordo firmato anche da landini


la lotta all'interno della fiom non ha futuro !
il futuro è del sindacato di classe fuori e contro le attuali direzioni

slai cobas per il sindacto di classe
coord. naz.
slai cobasta@libero.it

COMUNICATO RSU PIAGGIO-SAMENO al patto sociale! Questo è l'accordo che
vogliono i padroniSotto l'egida del governo di larghe intese, Cgil Cisl Uil
e padronato si avviano a concludere un nuovo patto sociale su rappresentanza
e democrazia. Cgil Cisl e Uil si sono presentate al tavolo con
Confindustria - senza alcun mandato dei lavoratori - con un documento
unitario (quello del 30 aprile) che è il prodotto di un accordo
esclusivamente tra vertici, raggiunto senza alcuna trasparenza, discussione
né tanto meno partecipazione all'interno della nostra organizzazione. Quel
documento si richiama in tutto al precedente accordo unitario del 28 giugno
2011, allora fortemente criticato da tutta la Fiom - è bene ricordarlo! -
perchè legittimava, tra le altre cose, le deroghe ai contratti nazionali e
la limitazione del diritto di sciopero per le Rsu. Sul documento del 30
aprile c'è ad oggi un giudizio positivo anche della Fiom, perchè
introdurrebbe la "consultazione certificata dei lavoratori" nella 

giovedì 30 maggio 2013

ILVA: Quali ripercussioni sulla Tenaris? Discutiamone!


La crisi e il possibile prossimo collasso dell’Ilva minacciano di travolgere o quanto meno avranno serie ripercussioni su tutto il settore della siderurgia italiana a anche sull’intero comparto industriale del paese.
Nelle scorse settimane l’ex-presidente Ilva Ferrante ipotizzava l’ingresso di nuovi soci, tra cui la Technint di padron Rocca

Qualè è oggi il ruolo di Rocca?
Che significa tutto questo per noi operai?

Contratti di solidarietà come quelli che sono stati imposti a Taranto?
Nuovi accordi come quelli di 3 anni fa alla Tenaris, con cui sono stati tagliati almeno 500 posti di lavoro, aumentando ritmi, flessibilità e sfruttamento in nome del “recupero di efficienza e produttività”?
Un utilizzo della cassa integrazione ancora più spregiudicato di quella degli ultimi mesi, causata, secondo l’azienda da“l’andamento del mercato ”?

Perché Fim Fiom Uilm tacciono su questo?
Qual è la loro posizione?
Non sarebbe il caso, di fare almeno delle assemblee in fabbrica?

La battaglia che si sta combattendo a Taranto a difesa di lavoro, salute e salario, perché a pagare il disastro siano i padroni e non, come sempre, i lavoratori, riguarda noi tutti.
A Taranto lo slai cobas Ilva sta invitando a a seguire un'altra strada e chiama  i lavoratori a una mobilitazione di massa immediata a Taranto e nella forma dello sciopero generale che blocchi fabbrica e città
Il cobas-Ilva Taranto ha realizzato molti materiali di informazione e documentazione sui retroscena e la lotta intorno all’Ilva.

Richiededeli a: sindacatodiclasse@gmail.com

ILVA, SIDERURGIA...TENARIS DALMINE


lunedì 27 maggio 2013

all'ilva la lotta per il lavoro e la salute si fa bloccando fabbrica e città


il resto sono balle da arruffapopoli

pc 26 maggio - L'ILVA NON E' UNA "COPERTA" CHE RACCOGLIE TUTTI, SERVE
CHIAREZZA
tarantocontro
Ilva, non è una "coperta" che raccoglie tutti: serve chiarezza e obiettivi
concreti
Dopo i provvedimenti giudiziari e il collasso finanziario che ha colpito la
famiglia Riva, dopo le dimissioni di Ferrante e Bondi, il governo è
costretto ad intervenire, e domani, lunedì il Min. Zanonato, con la presenza
quasi certa di Letta, incontra i dimissionari e anche Vendola, poi nei
giorni successivi gli altri.
Questo intervento del Governo è un dato di fatto.
Ma per cosa deve intervenire e cosa deve fare il governo e lo Stato, questo
deve essere altrettanto chiaro.
Oggi tanti parlano di nazionalizzazione, della gestione diretta da parte del
governo/Stato dell'Ilva, dalla Fiom/Cgil, a Palombella della Uilm, dai
parlamentari jonici del PdL a Vendola e Sel, da Usb agli ambientalisti Ma
non è questione solo di chi deve dirigere l'azienda nè basta che ora tutti,
da destra a sinistra, da partiti a sindacati, dicano genericamente che
bisogna tutelare lavoro e salute.

Il problema è che,

impero riva e lotta di classe



martedì ore 18 c/o sede slai cobas per il sindacato di classe taranto

Ilva: chiarezza sull'intervento del governo


Dopo i provvedimenti giudiziari e il collasso finanziario che ha colpito la
famiglia Riva, dopo le dimissioni di Ferrante e Bondi, il governo è
costretto ad intervenire, e domani, lunedì il Min. Zanonato, con la presenza
quasi certa di Letta, incontra i dimissionari e anche Vendola, poi nei
giorni successivi gli altri.

Questo intervento del Governo è un dato di fatto.

Ma per cosa deve intervenire e cosa deve fare il governo e lo Stato, questo
deve essere altrettanto chiaro.

Oggi tanti parlano di nazionalizzazione,

ILVA la crisi si approfondisce


Data: 25 maggio 2013 14:32:14 GMT+02:00
A: <redditolavoro@lists.ecn.org>

- Ilva - si dimettono gli amministratori delegati - la crisi si
approfondisce - serve analisi e linea di classe per fronteggiarla !
piena conferma dell'analisi e proposte di proletari comunisti e slai cobas
per il sindacato di classe !


info slaicobasta@gmail.com tele. 347-5301704
Il cda dell'Ilva si è dimesso. La decisione dopo circa tre ore di riunione
convocata nella sede di Milano di viale Certosa dopo il maxi sequestro da
8,1 miliardi disposto ieri dalla procura di Taranto. Intorno alle 13.15 è
uscita dalla sede una vettura con a bordo gli avvocati De Luca e Lombardi
che hanno confermato la fine della riunione.
"È gente intelligente e capace che cerca di mantenere la serenità anche in
questi momenti difficili", ha dichiarato De Luca che ha rimandato a un
comunicato le decisioni assunte dal board.
Poco prima delle 13 si è allontanata anche la vettura con a bordo il medico
che era stato chiamato in mattinata e che non ha voluto rilasciare alcuna
dichiarazione.
Ecco il testo del comunicato stampa diffuso dopo la riunione: "Il Consiglio
di amministrazione di ILVA ha esaminato oggi il provvedimento del GIP di
Taranto del 22 maggio corrente e ha dato mandato ai propri legali di
impugnarlo nelle sedi competenti
L'ordinanza dell'Autorità giudiziaria colpisce i beni di pertinenza di RIVA
FIRE e in via residuale gli immobili di ILVA che non siano strettamente
indispensabili all'esercizio dell'attività produttiva nello stabilimento di
negativi per ILVA, i cui beni sono tutti strettamente indispensabili
all'attività industriale e per questo tutelati dalla legge n.231 del 2012,
dichiarata legittima dalla Corte Costituzionale". "

Vista la gravità della situazione - prosegue la nota - e incidendo il
provvedimento di sequestro anche sulla partecipazione di controllo di Ilva
detenuta da Riva Fire, i Consiglieri, Bruno Ferrante, Enrico Bondi e
Giuseppe De Iure hanno presentato le dimissioni dalle rispettive cariche con
effetto dalla data dell'Assemblea dei Soci, che il Consiglio ha convocato
per il giorno 5 giugno ore 9, ponendo all'ordine del giorno la nomina del
nuovo Consiglio di Amministrazione".

venerdì 24 maggio 2013

Ilva Taranto: il foglio d'informazione nelle mani degli operai diventa un'arma per agire sulla base del sindacalismo di classe

Isteria CGIL contro lo SlaiCOBAS: NEGATO IL DIRITTO AL LAVORO NEI MAGAZZINI LD

CGIL CRUMIRI AL SERVIZIO DEL PADRONE
invocano lo stato e preparano una nuova legge fascista sulla rappresentanza


maggio 16, 2013   agenord

Filt Cgil contro Slai Cobas. “Ancora una volta – si legge in una nota della  Filt – l’organizzazione  SLAI COBAS blocca i magazzini della catene LD dei lavoratori della logistica. Succede a Vignate,  30 attivisti dello SlaiCOBAS con prepotenze e minacce occupano le strumentazioni dei magazzini, atteggiamento da condannare senza esitazione. ,  ma in queste ore un gruppo di lavoratori nega il diritto per la maggioranza degli addetti di prestare regolarmente il proprio lavoro producendo un danno economico ai lavoratori.....In queste ore i lavoratori esclusi dal lavoro hanno firmato un appello alla società LD perché ripristini la legalità nei suoi magazzini”.

“Non è la prima volta che assistiamo a comportamenti dello Slai COBAS contro i lavoratori . A  dirlo è Ettore Montagna, segretario FILT CGIL Lombardia – Oggi negano il diritto al lavoro per decine di lavoratori Noi continuiamo a batterci per la legalità del settore e contro il lavoro nero a tutela dei lavoratori. Speriamo che a breve possano esistere regole sulla rappresentanza che rendano nulli accordi firmati da un sindacato che rappresenta una sparuta minoranza del settore.”

giovedì 16 maggio 2013

La lotta LD di Vignate strappa risultati



La dura lotta degli operai della logistica di Vignate (MI) organizzati nello
Slai cobas per il sindacato di classe, durata ininterrottamente per due
giorni con occupazione, blocchi dei carrelli e blocco di fatto dell'80%
dell'attività dei magazzini, ha conseguito poco fa un buon risultato, anche se parziale.

L'azienda, che aveva chiamato la polizia contro i lavoratori in sciopero, che
aveva addirittura minacciato di disdire i contratti di appalto e quindi di
mettere tutti i lavoratori fuori, ha dovuto accettare l'incontro col sindacato che i lavoratori
si erano scelti e che attualmente è di fatto, in questa cooperativa, l'organizzazione sindacale maggiormente
rappresentativa, dopo che tanti operai sono passati dalla Cgil allo Slai cobas SDC.

Sabato, prossimo (prima del previsto calo di lavoro comunicato dalla Lombardini)
vi sarà l'incontro sulle richieste salariali e di garanzia della continuità lavorativa,
ma al centro della discussione vi sarà, come è stato in questi
giorni di lotta, la richiesta del riconoscimento pieno dello Slai cobas SDC
e i relativi diritti sindacali: assemblea sul posto di lavoro, delegati, ecc.

Gli operai hanno interrotto il presidio/occupazione, solo dopo aver avuto la
garanzia che non vi sarà nessuna ritorsione verso i lavoratori che hanno dato vita alla mobilitazione.

La costante presenza di carabinieri e digos all'interno del magazzino,  non ha scalfito
la determinazione ferma degloperai, che di fatto ha impedito che ci fossero azioni di forza.
E' stata una delegazione dei lavoratori, invece, accompagnata da una responsabile dello
Slai cobas SDC ad andare questa mattina, durante i blocchi, a fare un esposto sulla situazione lavorativa
nel magazzino alla Guardia di Finanza.
Squallido il comportamento della Cgil che ha tentato di dividere e
contrapporre lavoratori a lavoratori, dicendo in giro che gli scioperanti
stavano mettendo a repentaglio tutto l'appalto ed arrivando a tentare 
di fare una raccolta di firme tra i lavoratori di dissociazione dallo sciopero.
Uno sporco gioco che non gli è riuscito.

Ora, rimane da verificare l’esito dell'incontro di sabato.
Questa lotta ha rafforzato gli operai e se non ci sono reali risultati, la lotta riprenderà.

SLAI COBAS per il sindacato di classe

16 maggio 2013 ore 18,30 

mercoledì 15 maggio 2013

E' in corso lo sciopero dei lavoratori della logistica Slai Cobas s.c. con occupazione del magazzino LD (LOMBARDINI) Vignate (Mi)


Comunicato stampa
15  maggio 2013

È in corso uno sciopero con occupazione del magazzino degli operai della logistica iscritti allo Slai cobas per il sindacato di classe di Bergamo. Si tratta di più della metà di tutti gli operai a cui i dirigenti dell'azienda hanno provato a strappare i carrelli con cui lavorano, presenti i carabinieri, ma l'opposizione ferma degli operai li ha fatti desistere.
Questi operai tra l'altro lottano perché a breve potrebbero essere ulteriormente penalizzati dal trasferimento a Trezzo deciso dall'azienda anche nell'intenzione di depotenziare la lotta e fare ulteriori profitti con l'ulteriore “vendita” delle commesse. I capi dell'azienda minacciano la cacciata dal magazzino con la forza entro sera mentre gli operai intendono resistere ad oltranza per il riconoscimento del loro sindacato

----Messaggio originale----
Da: slaicobasta@gmail.com
Data: 15-mag-2013 11.29
A: <redditolavoro@lists.ecn.org>
Ogg: [Redditolavoro] 15/05/2013: oggi scioperolavoratori della logistica al magazzino LD (LOMBARDINI) Vignate (Mi)

 COMUNICATO SINDACALE

> Nei magazzini della logistica, disseminati nella pianura tra le province  di Brescia, Bergamo e Milano, da tempo operano migliaia di lavoratori, che  per guadagnare di che vivere, sono costretti a sottostare a condizioni di  lavoro semi-schiavistiche. Si tratta perlopiù di lavoratori stranieri, che  con la loro fatica, hanno fatto e fanno, la fortuna dei colossi della  grande distribuzione, che appaltano a cooperative (spesso di dubbia  provenienza) la gestione dei loro stessi magazzini.

> Questi lavoratori, costretti dall’arroganza padronale, a lottare duramente  per diritti che in un paese civile dovrebbero essere garantiti a tutti,  stanno dimostrando, che il tempo della paura e della sottomissione è  finito.

Mercoledì 15 a Vignate via Cassanese 103 (Mi) i lavoratori del magazzino LD Lombardini Holding) scenderanno in  sciopero per  il riconoscimento del oro sindacato, un giusto salario,

 per avere certezze sul loro futuro, in vista della ristrutturazione in  corso nel gruppo…


 per info: Sebastiano Lamera

 Slai Cobas SDC

 Mail: sindacatodiclasse@gmail.com -  Cell: 3355244902

martedì 14 maggio 2013

Policlinico Palermo: indetto lo stato di agitazione di tutto il personale assistenziale-tecnico-amministrativo


Stato di agitazione di di tutto il personale assistenziale-tecnico-amministrativo del Policlinico

Di fronte all’elemosina/beffa della produttività, innanzi allo scippo dell’indennità amministrazione (924 euro annui), ma soprattutto di fronte all’aumento spudorato dell’indennità di responsabilità fino a 9.296,22 euro annui, ai SOLITI NOTI, annunciato dall’Azienda durante la riunione di Contrattazione dello scorso 29 aprile, che rappresenta un ulteriore schiaffo alla povertà e alla dignità dei lavoratori, non si può rimanere indifferenti ed immobili!

Lo SLAI Cobas, a partire dal 6 maggio, ha proclamato lo STATO DI AGITAZIONE di tutto il personale assistenziale-tecnico-amministrativo

Vogliamo la reintroduzione dell’indennità di amministrazione; pretendiamo il resto dei soldi della produttività 2012 e 2011; vogliamo sapere quali criteri siano stati adottati per discriminare/fregare le varie UU.OO. e i lavoratori; vogliamo sapere come sono stati spesi i relativi fondi e conoscerne i residui.

Vogliamo che venga immediatamente emanato il bando “interventi a favore del personale”; che venga avviata la procedura giuridica della PEO, che l’importo dei buoni pasto venga aumentato a 7 euro.

Come facemmo notare alcuni giorni fa, i dipendenti del comune di Milano si sono ribellati e hanno fortemente protestato perché il caffè delle macchinette era aumentato di 5 centesimi, a fronte del blocco degli stipendi e del rincaro del costo della vita.

A noi stanno togliendo via via tutto, compreso il diritto alla salute e sicurezza sul lavoro, non facciamoci strappare pure la dignità!!!

Non basta lamentarsi, adesso serve uno scatto d’orgoglio, un salto di qualità. Bisogna prendere esempio dagli Autisti, che dalla scorsa settimana sono in stato di agitazione contro il supersfruttamento, lo stress a cui sono quotidianamente costretti e i locali/fogna, dove è allocato il servizio. Tutta quest’indecenza deve pur avere un limite. I lavoratori sono sì pazienti, ma non fessi!

Prepariamoci alla mobilitazione e se necessario allo SCIOPERO, per il ripristino dei nostri sacrosanti diritti, a partire dall’indennità di amministrazione.

SLAI Cobas per il sindacato di classe- Policlinico
3286054131  

mercoledì 1 maggio 2013

bergamo 1 maggio rosso

Anche a Bergamo i lavoratori cominciano a rialzare la testa e prendono coscienza che per conquistare diritti e dignità,  servono lotta e organizzazione in particolare sui posti di lavoro è centrale la costruzione dei cobas per il sindacato di classe, che unisce la lotta per le rivendicazioni immediate alla lotta più generale contro padroni e governo, per il potere nelle mani della classe operaia e per il progresso della maggioranza degli sfruttati.
denunciamo con forza la collaborazione attiva dei sindacati confederali che oggi in alcune città sono scesi in piazza a fianco dei padroni di confindustria, nel tentativo di far passare che siamo tutti sulla stessa barca e scaricare i costi della crisi ancora sui proletari e lavoratori,
dedichiamo questo 1 maggio alla lotta dei lavoratori del Bangladesh che dopo l'ennesima strage operaia i  cui responsabili sono i padroni e in questo caso la Benetton, da giorni si sono ribellati e sono scesi in piazza con scontri con la polizia, 
i lavoratori non hanno nazione e hanno un unico interesse che li unisce farla finita con questo sistema capitalista che produce sfruttamento, miseria e disoccupazione, razzismo e guerre, 
i padroni con la cosiddetta globalizzazione creano anche i loro becchini, i milioni di operai dall'india alla cina, all'asia ai paesi arabi, che sono la forza materiale che può cambiare realmente lo stato di cose presenti, perchè non hanno nulla da perdere che le loro catene.