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domenica 25 settembre 2016

25 settembre - NON CI AVETE FERMATO E NON CI FERMERETE! Appello per una manifestazione nazionale a Roma il 25 Novembre a tutte le lavoratrici, operaie, precarie, braccianti, migranti, disoccupate...

Appello a tutte le lavoratrici, operaie, precarie, braccianti, migranti, disoccupate per una manifestazione nazionale a Roma contro governo, padroni, Stato

NON CI AVETE FERMATO E NON CI FERMERETE!

Come precarie delle Cooperative Sociali di Palermo lottiamo da anni in difesa del posto di lavoro. E in questi ultimi mesi lo stiamo facendo in forme ancora più intense, visto che una legge approvata di recente dal parlamento siciliano, a firma PD/M5S, stabiliva il licenziamento in tutta la regione di 2000 precari, di cui la maggioranza siamo donne.

Ma lottare per non farci ricacciare a casa significa difendere anche la nostra vita più generale di donne che ogni giorno viene attaccata dal governo, dai padroni, da questo Stato.
Come donne ne subiamo le conseguenze con una condizione di lavoro che è diventata sempre più precaria con contratti a termine sempre più ridotti, con riduzioni di ore per evitare licenziamenti, con salari bassi, contrastando con i padroncini delle Coop che nei confronti di noi precarie in alcuni casi fanno anche discriminazioni di genere; una condizione di lavoro precaria che si ripercuote inevitabilmente sulla nostra vita, a cui il governo e padroni ci costringono togliendoci ogni futuro, per inchiodarci ad un presente faticoso e instabile in cui non sai spesso come arrivare a fine mese, come campare i figli, o come andare avanti da single… , in cui devi far fronte alla mancanza sempre più pesante di servizi pubblici che aggrava il doppio lavoro - fuori e in casa - cui siamo soggette.

Per lottare contro tutto questo vogliamo unirci ad altre lavoratrici, operaie, precarie, disoccupate, migranti che lottano nel nostro paese, dobbiamo far confluire le varie proteste ed esperienze specifiche in un’unica voce, in un’unica denuncia, in un’unica lotta. E questo è cominciato ad avvenire con 'due scioperi delle donne': il 25 novembre 2013 con la partecipazione di circa 20.000 donne e ancora tante donne hanno partecipato l'8 marzo.

Ora la situazione  è ancora peggiorata. Leggi scellerate come il Jobs Act hanno attaccato nel profondo la nostra condizione di lavoro, aumentando le discriminazioni sul lavoro, sul salario, per l'assunzione e i licenziamenti; la riforma della “buona scuola” del governo Renzi ha colpito migliaia di insegnanti e lavoratrici ATA; i tagli alla sanità, ai servizi sociali, hanno ridotto pesantemente il lavoro e i diritti per le precarie e iperprecarie sempre più sfruttate, mentre il Ministero della sanità ci spinge a fare sempre più figli, pure colpevolizzandoci, le lavoratrici braccianti sono trattate come vere e proprie moderne schiave nelle campagne, e le donne migranti sono le ultime delle ultime per questo governo. E tutto questo mentre l’Italia è il paese che va sul podio in Europa per numero di donne disoccupate, quasi una su due non lavora, e sappiamo bene come la mancanza di lavoro è una delle principali cause che impediscono a tante donne di liberarsi da vincoli familiari oppressivi e repressivi a causa di cui si rischia di essere uccise.
Tutto questo è violenza contro le donne – tutto questo si unisce alle violenze sessuali – oppressione.
E' giusto e necessario che questo si affermi nella giornata internazionale della violenza contro le donne.

Non possiamo e non vogliamo accettare tutto questo!
Prendiamo la lotta e la vita nelle nostre mani!

Organizziamo per il 25 novembre 2016, in concomitanza della giornata internazionale contro la violenza sulle donne che tocca ogni aspetto della nostra vita, una manifestazione nazionale della lavoratrici, operaie, precarie, braccianti, migranti, disoccupate a Roma, che porti la nostra ribellione, le nostre richieste direttamente al Palazzo del governo, ai Ministeri.

Lavoratrici Precarie Coop Sociali in lotta a Palermo

Per adesioni, contatti, informazioni scrivi a:

o contatta Giorgia 370/1313642


23 settembre - Contro il M5S antiproletario e antipopolare i lavoratori dello Slai Cobas s.c. ieri a Palermo

Centinaia di volantini diffusi in piazza

Un grande striscione "Grillo/M5S ma quale alternativa! "Nuovo" partito della borghesia, padroni e padroncini, contro lavoratori, donne, migranti..."
Pannelli e bandiere al vento



DENUNCIA E SLOGAN CONTINUI:
5 Stelle ma quale onestà, partito dei padroni senza dignità! "
" ma che legalità, ma quali cittadini, siete solo della classe di padroni e padroncini"
ma quale opposizione ma quale 5 Stelle, del PD siete solo le stampelle"
Grillo fascista, razzista e sessista anche tu sei nella lista"...

Vivaci discussioni con  passanti simpatizzanti dei 5 Stelle "esterrefatti" dinnanzi all'attacco che i lavoratori denunciavano con forza del M5S sia sul lavoro che per la loro vita, ma anche parecchia solidarietà

Nonostante il divieto della questura, che con un esagerato numero di agenti della Digos si è presentata in piazza, non ci avete zittito e non fermerete la nostra lotta! 


Assistenti ai disabili manifestano contro M5S: “Volevano il nostro licenziamento”


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I volantini diffusi ieri


24 settembre - Per Abd Elsalam, un contributo al dibattito: SULL'ASSASSINIO DI ABD ELSALAM, LA SQUALLIDA OPERAZIONE DEL GIORNALISTA DEL CDS, DI VICO



Mentre familiari, compagni di lavoro, i migranti anche degli altri settori della logistica in lotta al nord piangevano e manifestavano forte la loro rabbia contro l'assassinio dell'operaio a Piacenza, Abd Elsalam Ahmed Eldan, travolto da un tir mentre lottava per i diritti insieme agli altri operai, il Corriere della sera di Venerdì 16 settembre, usciva con una "analisi" del giornalista Dario Di Vico, che già nel titolo - "Autisti e facchini: guerra tra ultimi tra i pacchi di Amazon e Ikea" - indicava chiaro il segno reazionario dell'articolo. 
Lo riprendiamo perchè esso esprime, non solo l'humus fortemente antioperaio del commento (certo niente affatto strano in un giornale padronale), ma anche l'humus presente ed espresso in altre realtà, compresi i sindacati confederali.

L'articolo comincia: "La filiera italiana della logistica, un settore decisivo per lo sviluppo delle economie moderne, opera in totale spregio alla qualità del lavoro...
La modernità e il suo contrario. L’e-commerce e il lavoro da schiavi. Le contraddizioni che attraversano i grandi poli logistici come Piacenza sono laceranti e purtroppo episodi luttuosi come quello di ieri si possono ripetere quasi quotidianamente. I committenti pur di risparmiare si servono di un sistema di appalti e subappalti con pochi controlli e nel quale si può infiltrare letteralmente di tutto, Padroncini senza scrupoli, false cooperative, caporalato etnico, criminalità organizzata e piccoli sindacati spregiudicati...". 

Già all'inizio, questo "giornalista-voce del padrone", pur descrivendo la realtà di "lavoro da schiavi", fa due operazioni: mette una copertura sui grandi committenti, le grandi catene commerciali - al massimo responsabili di non fare controlli su chi svolge il lavoro; ma soprattutto nel descrivere chi opera nel settore mette insieme padroncini senza scrupoli, false cooperative, caporalato etnico, criminalità organizzata piccoli sindacati spregiudicati.

(L'articolo continua) - "...È la realtà di una terza classe operaia, assai differente dalle tute bianche dell’industria 4.0 o anche dai tradizionali operai delle linee di montaggio, è un proletariato dei servizi composto al 90% da lavoratori extracomunitari.
Sono per lo più marocchini, tunisini e pachistani, reclutati anche tramite gli imam, che accettano di lavorare in dumping con paghe e orari assai distanti da quelli previsti dal contratto nazionale. Straordinari compresi si arriva ai mille euro. Mentre tra i metalmeccanici gli operai immigrati sono vicini alle organizzazioni confederali e li si può vedere facilmente nei cortei e nei volantinaggi, tra i 400 mila facchini che lavorano in Italia per Cgil-Cisl-Uil lo spazio è stretto e ad aver la meglio sono i vari Cobas. Nelle loro mani gli extracomunitari diventano delle «macchine per la lotta selvaggia», quasi mai gli scioperi vengono indetti regolarmente e invece la modalità prevalente di lotta è il blocco selvaggio". 

L'obiettivo da colpire dell'articolo sono i cobas. Continuando, infatti, con descrizioni e frasi chiaramente razziste, che intrecciano anche stupidità e faziosità, da giornalista da poltrona, che parla delle condizioni di lavoro degli operai immigrati della logistica usando luoghi comuni, per cui i lavoratori accetterebbero di "lavorare con paghe e orari assai distanti da quelli previsti dal contratto nazionale",  e non che vi sono costretti dalle cooperative, come dai tempi produttivi dei grandi committenti, Di Vico si scatena in una operazione squallida di divisione, contrapposizione dei lavoratori, tra i cattivi (gli operai della logistica) e i buoni (gli operai metalmeccanici); perchè lì vi sono i cobas (che fanno le lotte selvagge) e nelle fabbriche metalmeccaniche invece Cgil,cisl, uil (che tengono buoni i lavoratori). 
La conseguenza inevitabile, neanche tanto nascosta, di questa "spazzatura di analisi" è che la colpa dell'assassinio di Abd Elsalam non è dell'azienda, del padroncino del tir, ma è dei cobas che farebbero diventare gli "extracomunitari... macchine per la lotta selvaggia". 

24 settembre - Tragedia di Corato: tra Bari e Barletta rischiata un'altra collisione, ma l'azienda licenziò un macchinista...



Gli sviluppi delle indagini stanno scoprendo retroscena inquietanti.
Solo 'dopo' i morti si interviene...

Prima si licenzia !

Ciao
Dante De Angelis
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fonte:
http://bari.repubblica.it/cronaca/2016/09/22/news/scontro_fra_treni_si_indaga_su_altri_episodi-148286083/

Scontro fra treni, il rischio fu segnalato nel 2014 ma Regione e ministero non intervennero


Lo scontro fra treni dello scorso 12 luglio
Inchiesta sulla strage della Ferrotramviaria: sulla linea tra Bari e Barletta si era rischiata un'altra collisione e l'azienda licenziò un macchinista e segnalò il caso ma poco dopo la concessione fu rinnovata
di GIULIANO FOSCHINI
22 settembre 2016
A dicembre 2014 sulla linea della Ferrotranviaria tra Bari e Barletta si era rischiato un altro disastro ferroviario per "un errore umano". Due treni partirono incolonnati uno con l'altro e per un soffio si evitò la collisione. L'azienda aprì un'indagine che portò anche al licenziamento di un macchinista, inviando tutti gli atti all'Ustif, l'ufficio del ministero che deve sovrintendere alla sicurezza. E alla Regione, che è proprietaria dell'infrastruttura sui quali i treni viaggiano. Nessuno però mosse un dito. Al contrario, fu firmata una nuova concessione che ha permesso all'azienda di continuare a far viaggiare i treni sulla tratta tra Andria e Corato senza alcun sistema automatico di controllo.

24 settembre - CASO ETERNIT BIS



Il tribunale di Torino convoca le parti offese via internet

Ha scelto internet il tribunale di Torino per annunciare a tutti gli interessati (in questo caso "le persone offese non costituite parti civili") la ripresa del processo Eternit bis, in programma il 27 ottobre nella maxi aula 1 del Palazzo di Giustizia. La soluzione, che può essere considerata la versione 2.0 dei "pubblici annunci" è stata adottata per via dell'elevato numero di soggetti potenzialmente coinvolti. Il provvedimento di fissazione dell'udienza preliminare viene pubblicato sul sito della Regione Piemonte, del Comune di Torino, della Regione Lombardia, della Regione Liguria, della Regione Emilia-Romagna e su www.lavorocampania.it. Una copia è depositata in visione nei Comuni di Torino, Cavagnolo (Torino), Casale Monferrato (Alessandria), Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli) ed è comparsa anche sulla Gazzetta Ufficiale.