Elenco blog personale

giovedì 24 maggio 2018

24 maggio - Taranto: presentazione "LEGAMI DI FERRO". Si parla di ILVA. invito a partecipare

SIETE INVITATI A VENIRE PUNTUALI. MODERA ALESSANDRO MARESCOTTI
 

23 maggio - La condizione operaia alle Acciaierie Venete - prima tentata strage ora cassa integrazione


Padova, produzione ferma alle Acciaierie Venete dopo l’incidente con l’acciaio fuso. Azienda: ‘350 operai in cassa integrazione’
Lo stabilimento di riviera Francia è sotto sequestro dal giorno dell'incidente, provocato dalla caduta di una "cesta", contenente circa 90 tonnellate di acciaio incandescente, che ha ferito gravemente quattro operai, due dei quali ricoverati ancora in condizioni critiche. Lunedì la comunicazione ai sindacati della richiesta che verrà avanzata. Fiom-Cgil: "Una soluzione che rifiutiamo, venerdì in assemblea"
di F. Q. | 22 maggio 2018 
 Cassa integrazione per 350 lavoratori su cinquecento. È questo lo scenario che Acciaierie Venete, l’azienda in cui domenica 13 maggio una siviera con acciaio fuso si è staccata travolgendo 4 operai, ha prospettato ai sindacati in un incontro avuto lunedì pomeriggio.

23 maggio - Quattro operai morti alla Lamina Milano per colpa dei padroni assassini


Milano, 4 operai morti nell’incidente alla Lamina. La perizia: “Forno era difettoso e sistemi di sicurezza inadeguati”


“Gravi lacune” nelle procedure di sicurezza e nei sistemi di controllo, dovute a “difetti tecnici e organizzativi”. Di più, il forno in cui i lavoratori sono morti soffocati era difettoso: non erano perfettamente funzionanti la centralina e il condotto di erogazione del gas argon, secondo quanto stabilito dal perito. E gli operai intervenuti in soccorso dei colleghi non erano consapevoli del rischio che stavano correndo. Insomma, non c’erano la sicurezza non era adeguata nella fabbrica metalmeccanica Lamina di Milano, dove una fuoriuscita di gas argon ha portato alla morte di 4 operai. È quanto ha stabilito la consulenza disposta dalla procura di Milano – ed eseguita dal

23 maggio - 31 maggio sciopero contro gli omicidi sui posti di lavoro. da USB


USB: mai più omicidi sul lavoro! Il 31 maggio sciopero generale dell’industria
La catena, che sembra inarrestabile, di omicidi sul lavoro pretende una mobilitazione straordinaria sui temi della salute e della sicurezza. È una vera e propria guerra non dichiarata quella che attraversa i luoghi di lavoro. Una guerra scatenata da imprese e governi contro le lavoratrici e i lavoratori con il solo e unico obbiettivo di massimizzare i profitti. La precarietà, i bassi salari, la disoccupazione e l’aumento dello sfruttamento del lavoro umano sono le uniche cause dei morti. La cancellazione del sistema di diritti e tutele del lavoro ci ha consegnato un sistema violento che considera le persone variabili dipendenti dell’impresa e del mercato.

martedì 22 maggio 2018

22 maggio - Al cimitero di Taranto si fermano i lavoratori contro le morti sul lavoro, per le bonifiche

22 maggio - TARANTO: PRESENTAZIONE LIBRO E CONFRONTO


invito alla stampa, associazione e cittadini

alla libreria Mondadori via De Cesare 35 Taranto
giovedì 24 maggio ore 19
in occasione della presentazione del libro di
BEATRICE RUSCIO: Legami di ferro
confronto tra
il giudice Sebastio
il coordinatore provinciale dello Slai Cobas sc
Ernesto Palatrasio
il presidente dello SNAMI TARANTO
Nicola de Sabato

info 347-1102638


22 maggio - le morti sul lavoro dipendono anche dal calo dei controlli ispettivi - Slai Cobas per il sindacato di classe -Coordinamento Nazionale - info slaicobasta@gmail.com


Ispettorati del lavoro depotenziati e sotto organico per iniziativa dei governi degli ultimi anni da Berlusconi/Sacconi a Gentiloni/Poletti
Tanti Ispettori sono impiegatucci statali incapaci e spesso corrotti, come testimoniano le tante inchieste giudiziarie al Sud 
e il legame spesso organico tra padroni e padroncini leghisti/ispettorati al nord e ora il governo fascio populista Salvini-Di Maio farà il resto!
 negli ultimi 5 anni con il Pd al governo, i controlli dell’Ispettorato del lavoro sono crollati del 34%. Il Jobs act voluto da Renzi ha inoltre tagliato le multe e le penali per le aziende non in regola con i contributi, la prevenzione e l’antinfortunistica. Ha messo gli operai nuovi assunti col Jobs act, sotto ricatto dei licenziamenti facili, senza giusta causa. La Fornero l’aveva già fatto per gli assunti prima del Jobs act.