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mercoledì 24 agosto 2016

CON PROFONDO DOLORE ESPRIMIAMO FORTE SOLIDARIETA' ALLE POPOLAZIONI TERREMOTATE

CON PROFONDO DOLORE  ESPRIMIAMO FORTE SOLIDARIETA' ALLE POPOLAZIONI DELLE REGIONI DEL CENTRO-ITALIA COLPITE DAL GRAVISSIMO TERREMOTO...


MA NON POSSIAMO ESIMERCI DAL DENUNCIARE ANCORA CHE LA GRAN PARTE DELLE MORTI E DELLE DISTRUZIONI PER LE MASSE POPOLARI SONO CAUSATE DALLE POLITICHE DEI GOVERNI CHE TAGLIANO SEMPRE PER I LORO PROFITTI SULLE SPESE PER LA SICUREZZA E SALUTE DELLE POPOLAZIONI, SUI MEZZI DI SOCCORSO CHE ARRIVANO SEMPRE IN RITARDO... , MENTRE QUANDO ACCADONO QUESTE DISGRAZIE PADRONI E LORO RAPPRESENTANTI COME IL GOVERNO SI "SFREGANO LE MANI" SUL SANGUE DEI MORTI AL PENSIERO DEI GUADAGNI E RUBERIE SULLA "RICOSTRUZIONE"

QUANTO RISULTANO IPOCRITE LE PAROLE DI CORDOGLIO DI RENZI E COMPAGNIA CHE FINO AD IERI CON LA MERKEL DELLA GERMANIA E CON HOLLANDE DELLA FRANCIA DISCUTEVANO DI POTENZIARE INVECE LE POLITICHE PER LA GUERRA IMPERIALISTA/DIFESA DELL'EUROPA, PER LA "CRESCITA ECONOMICA", CIOE' PIU' SOLDI PER I PADRONI INVECE CHE PER LAVORO E SPESE SOCIALI, LEGGI SEMPRE PIU' ANTIOPERAIE E ANTIPOPOLARI CON ATTACCHI SEMPRE PIU' PESANTI AI DIRITTI SOCIALI, DI IMMIGRATI PER CONTINUARE CON LE LORO POLITICHE RAZZISTE E MODERNO FASCISTE, RIBANDENDO IL SOSTEGNO ALLA "COLLABORAZIONE" COL REGIME FASCISTA GENOCIDA ERDOGAN/ TURCHIA...
MA SOLO LA DENUNCIA NON PUO' BASTARE... OCCORRE LOTTARE E ORGANIZZARSI DI CONSEGUENZA E IN OGNI BATTAGLIA SPECIFICA CHE SI PORTA AVANTI, GUARDARE ALLA LOTTA PIU' GENERALE CONTRO IL GOVERNO DEI PADRONI E DEI PROFITTI DEL CAPITALE PER CUI LA VITA DELLE MASSE POPOLARI NON CONTA PROPRIO NULLA ...

SLAI COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE PALERMO
SLAICOBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE - COORDINAMENTO NAZIONALE
24 AGOSTO 2016

mercoledì 17 agosto 2016

A Taranto, il 29 luglio è stata davvero una bella giornata!



Le immagini, i video della grande contestazione alla visita di Renzi a Taranto di venerdì 29 luglio, testimoniano come operai, lavoratori, tante donne, madri, lavoratrici, ragazze, come abitanti dei quartieri, giovani, studenti, appartenenti a tante associazioni in prevalenza ambientaliste, siano stati numerosi in piazza Garibaldi, per cui lo Slai cobas per il sindacato di classe di Taranto aveva dai giorni precedenti lanciato l'appello a portare, in forma autonoma, libera, individuale e collettiva, le ragioni generali dell'opposizione alla visita e all'azione del governo Renzi, non solo sui temi centrali della salute, del lavoro all'Ilva, ma su tutti i temi che ci toccano in questa città:



70mila disoccupati, decine di migliaia di precari, quartieri abbandonati degradati, mancanza di case, di servizi sociali, masse proletarie impoverite che non si possono neanche curare, una scuola divenuta allucinante per i costi, per la selezione di classe, per la miseria dei contenuti formativi, per il taglio degli asili, il taglio degli insegnanti, ecc.; e, per tornare all'Ilva, decine di migliaia di operai alla mercè dei decreti del governo, che continuano a infortunarsi in fabbrica e a morire, a subire quotidianamente sfruttamento e mancanza di sicurezza, in uno stabilimento sempre più a rischio; e che dire degli operai delle Ditte già massicciamente licenziati, a salario precario; che dire di ogni comparto industriale della città che affronta problemi di riduzione del lavoro, di cassintegrazione, di mobilità; che dire del cimitero, dove “i morti seppelliscono i vivi” e si attende da oltre quattro anni l'inizio di una qualsivoglia bonifica; che dire dei migranti rinchiusi in un hotspot dove si muore di caldo e dove si subiscono anche le conseguenze dell'inquinamento...
E potremmo continuare a lungo questa lista.
Diteci, miserabili porci del governo, delle Istituzioni, miserabili parlamentari, Pelillo in testa, miserabili gestori del Comune e della Provincia, miserabili della stampa, chi rappresentava il 29 la città? La platea di cortigiani belanti in giacca e cravatta, difesi da una quantità sterminata di poliziotti in assetto antisommossa, o le diverse centinaia di persone che sotto il sole cocente dalle 8 del mattino fino alle 16 del pomeriggio, con dignità, civiltà e rabbia hanno espresso le ragioni e i bisogni veri di vita dei proletari e delle masse popolari di questa città?
E voi signori della stampa che parlate dei “200” - in tutta la giornata eravamo almeno il doppio – che state a vedere se durante le 8 ore, per rinfrescarsi sotto gli alberi, o per spostarsi da un posto all'altro a braccare il signorotto fiorentino, in certi momenti erano 50, in altri 300 e più.
Ci contate? Ma quanto cazzo eravate voi e loro, tutti insieme e messi insieme? Eravate pur sempre infinitamente meno di noi. Ed è solo la polizia, probabilmente questa sì più di noi..., che vi ha permesso la passerella e il diritto di rappresentare, di raccontare la vostra favola della città che cresce, si sviluppa, diventa centro della cultura, ecc., ecc.

Renzi parla di insulti. Ma chi insulta chi? Come si permette lui e la sua stampa di insultare chi partecipava alla manifestazione mettendoci la faccia, non avendo paura di dire ciò che tutta Taranto voleva dire ieri: “Renzi assassino”. Girate signori la città, andate nei quartieri, parlate con le masse vere di questa città, e diteci se troverete uno solo che non si trova d'accordo con coloro che contestavano.
La visita di Renzi è stata una patetica fortezza assediata di persone che non possono neanche permettersi di girare liberamente per strada; e se in maniera tronfia, arrogante, con facce abbronzatissime e vestiti firmati, ci provano, anche per soli 50 metri – come il Pelillo di turno – vengono subissati di fischi, insulti giusti e sacrosanti, vengono assediati e chiamati con il loro nome, da una città che gli dice chiaro che lui non può in nessuna maniera parlare a nostro nome.
Pelillo, uno che vuole campare di 'poltrone' a vita, si dichiara preoccupato per le elezioni (unico suo problema), e ne ha ben ragione... Pelillo: niente di “personale”. Si fossero azzardati i Vico di turno, così come tutti coloro che stavano alla corte di Renzi, avrebbero avuto il medesimo trattamento. Perchè con il decimo decreto si è chiarito chi come Istituzioni, partito, persone, è dalla parte di Renzi e dei padroni e della continuità della morte di uomini, donne e bambini in questa città, e chi vuole che l'Ilva continui a produrre inquinamento e morte in mano a padroni peggiori anche di Riva, tagliando lavoro e incrementando i profitti.
Noi pensiamo che a Taranto il 29 sia stata una giornata bella. Bella per la rivolta, bella per la ribellione, bella per la chiarezza, bella per la determinazione, bella perchè ha messo in rilievo che a Taranto ormai le città sono due: quella dei padroni e dei loro cortigiani e quella dei proletari, dei giovani, donne, masse popolari che vogliono vedere qualcuno che cominci a protestare per davvero per partecipare via via in maniera progressiva ad una rivolta popolare.
Hai voglia che i giornali riempiono il giorno dopo le pagine delle dichiarazioni, promesse (i fantasmatici milioni in arrivo); hai voglia che si i giornalisti trasformino in portavoce, propagandisti di quello che dice Renzi e il potere. Anche loro sanno benissimo che la contestazione del 29 non è che l'inizio, e che i prossimi mesi lo scontro si farà duro - e speriamo non travisato dalla emergente campagna elettorale, da cui nessuno può aspettarsi niente di buono comunque.

Certo ieri i manifestanti potevano essere molto di più e sarebbe stato davvero molto meglio.
Ma i sindacati confederali e l'Usb dell'Ilva hanno dato il peggio di sé, dicendo agli operai di rimanere a lavorare, di non disturbare il manovratore, mentre loro andavano a stringere le mani al signore, o facendo scioperi inutili quando Renzi non c'era per tenere in fabbrica gli operai quando Renzi veniva. Al Porto un gruppo di lavoratori ha fatto anche peggio: la foto come pagliacci ridenti intorno a Renzi, persone che sono in cassintegrazione da una vita e vogliono forse continuare a vivere di cassintegrazione, mentre il porto muore e ingoia soldi che non ne assicurerà alcun sviluppo. Ecco, certi operai si dovrebbero vergognare, anche di fronte ai loro figli, alle loro famiglie!
Certo anche più dovrebbero vergognarsi i sindacati confederali. Avevano chiesto a Renzi di andare in fabbrica a incontrarli per illustrargli la loro “fantastica piattaforma”, e anche per evitare che gli operai andassero a protestare e per tenere separati gli operai dai cittadini - il gioco di sempre dei dirigenti sindacali corrotti e venduti dell'Ilva, ai tempi di Riva, durante questi anni dei commissari e già pronti a mettersi al servizio dei nuovi padroni - ma nonostante il loro atteggiamento servile e indegno di chiamarsi 'sindacato', sono stati ricevuti solo dalla “sindacalista in carriera” Bellanova e sono andati a fare la claque a Renzi a porte chiuse con il diritto solo di stringergli la mano.
Ma dove devono scappare? I nodi verranno al pettine. I giornali, i decreti, i programmi dei governi dei padroni li sappiamo leggere tutti e prima o poi gli operai, grande forza materiale, tireranno le somme e questi signori stiano sicuri che pagheranno caro e pagheranno tutto.

Il 29 luglio, nonostante il caldo afoso e il periodo estivo a Renzi e ai suoi servi non è andata bene e noi come Slai cobas per il sindacato di classe siamo davvero orgogliosi di aver acceso la scintilla che può e dovrà incendiare la prateria.

venerdì 12 agosto 2016

agosto - Un'altra combattiva giornata di lotta... Corteo per Calcinate dei lavoratori dei magazzini logistici Kamila/Italtrans contro licenziamenti e condizioni di lavoro da moderni schiavi

Comunicato stampa

Un combattivo corteo oggi per Calcinate dei lavoratori dei magazzini logistici Kamila/Italtrans, ha raggiunto la sede centrale del gruppo Italtrans.



Nella vertenza aperta tra lo Slai Cobas sc, e le società del gruppo pesa ancora irrisolta la pesante questione dei lavoratori licenziati per ritorsione antisindacale, e dei quaranta trasferiti dalla loro sede abituale di lavoro a quella lontana di Brignano, subito dopo la loro iscrizione al ns sindacato.
Ritorsione, verso questi 40 lavoratori, che sta proseguendo con l'assegnazione di un turno fisso speciale, disagiato e discriminato, di notte, con 4/5 ore di lavoro a fronte delle 8, ma anche 12/13 che fanno gli altri 250 lavoratori del magazzino.

Duecento lavoratori, in sciopero, compagni di lavoro e di sindacato dei licenziati hanno raggiunto in corteo sulla strada provinciale 89 la sede centrale del gruppo Italtrans chiedendo a gran voce il ritiro dei licenziamenti e urlando tutta la loro rabbia per il sistema coercitivo e repressivo adottato in questi magazzini per ottenere ritmi di lavoro disumani che stanno minando la salute di molti lavoratori.

Un sistema imposto attraverso la totale discrezionalità nell'assegnazione dei turni, dell'orario e della sede di lavoro, tra l'altro assegnati anche di giorno in giorno e modificati senza regole né preavvisi con un semplice sms, penalizzando così di volta in volta il lavoratore da colpire, lasciandolo senza
lavoro per giorni, o spostandolo in una sede lontana, con poche ore di lavoro, rendendo totalmente antieconomica la trasferta tutta a carico del lavoratore.

E cosa non meno importante, sfruttando la precarietà del rapporto di lavoro instaurato attraverso le cooperative, che formalmente gestiscono queste piattaforme logistiche.
Ed anche per protestare contro questa catena di appalti, che rende difficilmente raggiungibili i grandi gruppi commerciali, mettendoli al riparo dalle rivendicazioni sindacali, anche se di fatto sono loro che commissionano gli appalti che finiscono nelle mani dei consorzi e poi a seguire alle cooperative...

che il corteo di oggi si è concluso alla sede centrale del gruppo capofila nei magazzi logistici Kamila/Italtrans.

Una forte e generosa giornata di mobilitazione per una vertenza che non si è ancora conclusa.

Per il sindacato
sergio caprini 340 7226074

disponibile per eventuali chiarimenti

giovedì 11 agosto 2016

agosto - SICILIA: L'ART.10 E' STATO CANCELLATO! GLI ASSISTENTI AI DISABILI VINCONO LA PRIMA TAPPA DI UNA BATTAGLIA DI CIVILTA'! MA LA LOTTA DEVE CONTINUARE...




PALERMO 10 agosto 2016

UNA LOTTA TENACE, DETERMINATA, CORAGGIOSA, INSTANCABILE...

UN "ASSEDIO" CONTINUO E VARIEGATO AI PALAZZI DEL POTERE, DALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE SICILIANA, ALLA EX PROVINCIA, ALL'USR, ALL'ARS CON UN PRESIDIO DI TANTI GIORNI DALLA MATTINA ALLA SERA.

LA CONTINUA E FORTE DENUNCIA POLITICA CONTRO I RESPONSABILI POLITICI DI PROVVEDIMENTI LEGISLATIVI SCELLERATI DA MACELLERIA SOCIALE CHE ATTACCANO PESANTEMENTE LA NOSTRA VITA QUOTIDIANA,  CHE POI SI SENTONO "VIOLENTATI" SE I LAVORATORI PIU' CHE LEGITTIMAMENTE DENUNCIANO ATTIVAMENTE LE LORO AZIONI ANTIOPERAIE E ANTIPOPOLARI... STANNO PER  GIORNI INTERI A DISCUTERE IN PARLAMENTO PER APPROVARE LA LORO "LEGGE ELETTORALE", SOLO PER CONTINUARE A FARSI I LORO INTERESSI, MENTRE DI FRONTE  ALLE RISOLUZIONE DELLE EMERGENZE SOCIALI PERDONO TEMPO E SE NE VANNO IN VACANZA

IL CUORE PULSANTE DOPPIAMENTE RIBELLE DELLE PRECARIE, CUORE CON UNA MARCIA IN PIU' DEL COBAS.

AVERE ACCESO LA SCINTILLA DELLA LOTTA CHE HA COINVOLTO POI ALTRI LAVORATORI IN SICILIA, CON LA PRIMA BELLA E COMBATTIVA MANIFESTAZIONE REGIONALE DEL 5 LUGLIO CON LA PARTECIPAZIONE DI PRECARIE DA CATANIA E COMPRENSORIO DELL'UNICOBAS E PRECARI DA MOLTE PROVINCE DI PALERMO, DOCENTI DI SOSTEGNO, GENITORI DI STUDENTI DISABILI, ALCUNI SINDACI DI COMUNI.., E CON L'ALLARGARSI DELLA RETE DELLA SOLIDARIETA' E DELLA CONDIVISIONE, DA MESSINA A LIPARI A SIRACUSA...

LA CONTESTAZIONE CONTRO I SINDACALISTI CONFEDERALI DANNOSI PER I LAVORATORI CHE CERCANO SEMPRE DI FRENARE CON LA LORO LINEA AL RIBASSO, FILOGOVERNATIVA.

Questa è stata la lotta che in ben 62 gg di fila gli  assistenti igienico-personale dello Slai Cobas per il sindacato di classe hanno messo in campo a Palermo da maggio ininterrottamente e fino ad oggi, in difesa del diritto allo studio dei ragazzi disabili e contro 1500 licenziamenti di operatori in tutta la Sicilia.





Una lotta sulla parola d'ordine "L'art.10 deve essere cancellato!" per la piena difesa del diritto allo studio e al lavoro , UNA PAROLA D'ORDINE CHE  I PRECARI LOTTANDO HANNO TRASFORMATO IN UN FATTO CONCRETO :  L'ART.10 DELLA LEGGE REGIONALE 8-2016, SCRITTO DAL PD DI BACCEI CON LA COLLABORAZIONE DEL M5S, DOVEVA ESSERE CANCELLATO ED E' STATO OGGI SOPPRESSO ALL'ARS! Un'articolo di legge che stabiliva il licenziamento dei  1500 assistenti agli studenti disabili in tutta la Sicilia, 200 solo a Palermo e scarica il servizio ai collaboratori scolastici, dopo brevi e vergognosi corsi di formazione imposti dall'USR SIcilia, un articolo contestato anche da diverse associazioni di famiglie ma anche dai collaboratori scolastici, oppressi dai pesanti tagli agli organici e dal pesante carico di lavoro. 

LA PRIMA TAPPA DI QUESTA BATTAGLIA DI CIVILTA' I PRECARI OGGI L'HANNO VINTA! 
E COME HANNO DETTO IN PIAZZA, GIOENDO ALLA NOTIZIA DELLA SOPPRESSIONE DELL' ARTICOLO , "LA LINEA DI CLASSE DELLA LOTTA HA PAGATO! 

MA QUESTA BATTAGLIA VINTA, PER NULLA FACILE E SCONTATA, NON CHIUDE LA LOTTA, PERCHE' IL PERCORSO E' ANCORA LUNGO: resta infatti la questione dello sblocco delle  risorse per la copertura del servizio per l'intero anno,  legato all'approvazione definitiva di tutto il DL 1214 sulle variazioni di bilancio, di cui l'emendamento abrogativo dell'art.10 approvato fa parte, che ripartira' all'ARS dal 13 settembre.

Gli assistenti pertanto si prendono solo una pausa per ricaricarsi e subito dopo si riparte... UNA PRIMA IMPORTANTE BATTAGLIA VINTA NON E' TUTTA LA GUERRA, ancora infatti c'e' tanto da lottare!


Assistenti igienico-personale Slai Cobas per il sindacato di classe Palermo